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La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 2 (of 2)

Note 115 — LIBRO QUARTO. [1497-1498.]

Reading edition

Data in Firenze, in San Marco, a dì 17 ottobre 1497; stampata a Firenze nel medesimo anno.

In questo luogo accenneremo altri opuscoli del Savonarola che, o furono scritti in questo anno, o sono stati da noi tralasciati nei capitoli antecedenti. Noteremo prima di tutto l’Esposizione dei dieci Comandamenti, indirizzata alla badessa delle Murate e stampata in Firenze, sin dal 1495. È una minuta e diligente guida per far l’esame di coscienza. — Anche nel 1495 fu stampata, e poi ripubblicata molte volte, l’Epistola alla Contessa della Mirandola che aveva divisato monacarsi. Si parla in essa del fine da proporsi nel vestir l’abito, e del modo come conseguirlo; della perfetta unione che il fedele deve cercare di aver con Cristo, facendolo vivere nella sua anima.

Le Dieci Regole da orare nel tempo delle grandi tribolazioni furono stampate nel 1497, insieme con l’Epistola alle Suore d’Annalena: il Meyer cita, delle prime, anche una edizione del 1495. Esse sono; 1º Pregare Iddio che mandi buoni pastori; 2º Che ci faccia distinguere i veri dai falsi profeti; 3º Che ci faccia conoscere come le cerimonie esteriori, senza lo spirito interno, non hanno valore; 4º che ci faccia amare la semplicità e sprezzare le cose terrene; 5º Che confermi questo lume coi doni dello Spirito Santo. Queste regole sono per evitare le tribolazioni; le altre cinque che seguono servono a sopportarle, quando vengono. 1º Comunicarsi spesso; 2º Pregare assiduamente; 3º Pregare il Signore che raffreni la potestà avversa; 4º Che la faccia finir presto; 5º Che faccia perfetti i buoni, e volga i peccatori a penitenza.

Trattato sul mistero della Croce. È una figura della Croce con alcuni motti ed una breve spiegazione.

Trattato del Sacramento e mistero della messa. Son due pagine in cui si ripetono cose già dette.

Regole a tutti i religiosi, composte da F. Jeronimo e date ai suoi frati. 1º Povertà, 2º Castità, 3º Obbedienza, 4º Lasciare ogni distrazione, 5º Fuggire le cattive conversazioni, 6º Continua orazione. Alla fine di quest’opuscolo è una figura della scala della vita, i cui gradini portano scritte le sopraindicate virtù.

Esposizione dell’Ave Maria, ad istanza di certe devote donne. È una semplice dichiarazione letterale.

Epistola ad una devota donna bolognese. Dà alcune regole per la comunione.

Frater Hieronymus dilectis fratribus suis. Esamina il perchè i suoi frati sieno travagliati quasi tutti da doglie di capo: lo attribuisce alla soverchia meditazione; onde raccomanda loro di serbar misura.

Un capitolo fatto in San Marco il dì di Santa Croce (settembre 96). Raccomanda il digiuno e l’astinenza.

Epistoletta a uno familiare. Son due sole pagine, in cui lamenta che l’Italia non ha voluto ascoltarlo; onde i tanti guai.

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