Note 385 — LIBRO QUARTO. [1497-1498.] (continued 3)
Reading edition
Il Violi e frà Benedetto poterono, per mezzo della moglie di ser Ceccone, avere di questo processo una bozza, di proprio pugno del notaio. Questo non è certo il processo vero; perchè le alterazioni erano fatte nel momento stesso che si scrivevano le risposte, le quali venivano, poi, copiate e ricopiate, sempre con nuovi cambiamenti. E così, nella prima copia vista da frà Benedetto, si trovavano diverse domande e risposte, che mancano in quella che si pose in giro e che noi diamo nell’Appendice. S’interrogò, per esempio il Savonarola; «se aveva mai commessa sodomia;» e di ciò non v’è niente nella copia che noi abbiamo. A tale proposito frà Benedetto dice: «La cosa è più vera che io non dico, e non l’ho per terza copia; ma hollo letto in sul proprio originale, cioè in sulla prima bozza che fece ser Ceccone, quando scieglieva i capi di quello diceva frà Hieronimo.» Più basso dice: «Et in quest’ultimo processo ch’ebbi l’originale proprio nelle mani.» Altrove dice egli stesso che l’ebbe per mezzo della moglie di ser Ceccone. Frà Benedetto, Vulnera Diligentis, Lib. II, cap: 16, 17, 18; Violi, Giornate — Vedi Appendice.