Note 211 — LIBRO QUARTO. [1497-1498.] (continued 2)
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Degli altri discorsi noi abbiamo dato solo un sunto, ma le parole del Canacci abbiamo copiate letteralmente dalla Pratica, (Frammenti di Pratiche, come sopra.) Queste parole del Canacci furono dal Nerli (Commentarj, lib. IV) trasformate in questo modo: «Come dovesse bastare che i due frati, per non gli mettere al pericolo di dover bruciare nel fuoco, dovessero esser messi in un tino d’acqua che fusse anche tepida, per manco offenderli; e uscendone asciutti, avrebbero fatto miracolo soprannaturale.» Questa piacevolezza venne da molti ripetuta; ma il Canacci era commosso dal pericolo in cui si trovava la patria, e più disposto al piangere che al ridere.