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La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 2 (of 2)

Note 170 — LIBRO QUARTO. [1497-1498.] (continued 2)

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Prediche sopra l’Esodo, predica VII. Di questo sermone e del precedente, parlò il Machiavelli nella sua lettera ad un amico, scritta il giorno 8 marzo 1498. In essa egli non si mostra punto favorevole al Savonarola; perchè, come altrove dicemmo, nella prima giovinezza esso inclinò piuttosto verso gli Arrabbiati; e, solo in età più matura, modificò il suo giudizio intorno al Savonarola. Ecco in qual modo egli ne discorreva allora: «Trovandosi, adunque, il nostro Frate in casa sua, chi avrà udito con quale audacia ei cominciasse le sue prediche, e con quale egli le seguiti, non sarebbe di poca ammirazione; perchè... cominciò con spaventi grandi, con ragioni, a chi non le discorre efficacissime; mostrando essere ottimi i suoi seguaci, e gli avversari scelleratissimi; toccando tutti quelli termini, che fossero per avvilire la parte avversa e fortificare la sua; delle quali cose, perchè mi trovai presente, qualcuna ritratterò.» E così, ragguagliando minutamente, viene a dire: «e cominciò a squadernare i libri vostri, o preti, e trattarvi in modo che non ne mangerebbero i cani.» Intorno all’esserci chi volesse farsi tiranno, «tanto ne disse, che gli uomini fecero, poi, il dì pubblicamene conjettura di uno, che è tanto presso al tiranno quanto voi al cielo! Del Papa, poi, quello ne dice, che di qualunque ne vogliate scelleratissimo uomo dire si puote; e così, secondo il mio giudizio, viene secondando i tempi, e le sue bugie colorendo.» Queste ultime parole, sebbene esageratissime contro al Savonarola, ci dimostrano quanto grande dovesse essere allora l’opposizione contro Roma.

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