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La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 1 (of 2)

Note 428 — LIBRO TERZO. [1495-97.]

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Di questi giuochi e di questa riforma dei fanciulli, parla a lungo il Burlamacchi, pag. 104 e seg. Il Nardi, a questo proposito, discorre così: «Tra l’altre cose, questa parve molto notabile, che in quel tempo fu dismessa e lasciata volontariamente quella stolta e bestiale consuetudine del giuoco de’ sassi, che ne’ giorni carnevaleschi si usava di fare; tanto radicato per la sua antichità, che eziandio dai severi spaventevoli bandi de’ magistrati non s’era mai potuto reprimere, non che diradicare.» Storia di Firenze, pag. 96. Il Savonarola stesso considerava il successo da lui ottenuto in quel carnevale, come straordinario. «Tu sai che per li tempi passati non si è mai potuto, per forza d’alcuno magistrato, nè per bandi e pene forti, rimovere quella mala consuetudine di trarre e’ saxi al carnesciale, che ogni anno ne moriva qualcuno; et hora uno fraticello, con poche parole, mediante l’oratione, la ha rimossa. Secondo: tu sai che pel carnesciale si facevano di molti peccati; et hora si sono confessati etiam li fanciulli; et è stato questo carnesciale come una quaresima, che non può essere se non opera divina. Tertio: solevano accattare e’ fanciugli e’ danari per fare stili, et ardere scope, et mangiare et bere; hora hanno accattato tanti danari per li poveri, che tu che se’ così savio, non ne haresti potuti trovare tanti.» Predica prima, nella quaresima del 1496.

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