Note 400 — LIBRO TERZO. [1495-97.]
Reading edition
Il Pitti, nella sua Storia di Firenze, dice: «Perlochè sbigottiti i nemici suoi (del Savonarola), si misero sotto, con più effetto che mai, al Duca di Milano, il quale desideroso col favor loro di restringere quello Stato, aveva fino all’anno 1495, a loro istanza, per mezzo del Cardinal suo fratello, cavato brevi da Roma per interdire la predica del Frate.» Vedi Arch. Storico, vol. I, pag. 50. — Il Nardi discorre assai spesso delle mene degli Arrabbiati. A pag. 88, vol. I, egli dice: «Tuttavia di questa forma di governo non essendo ben contenti molti dei principali cittadini, dissimulando però la vera cagione (come già abbiamo detto) della poca contentezza loro, oppugnavano astutamente il sopraddetto fra Girolamo, come colui che n’era stato confortatore, intanto che, per opera d’alcuni cittadini e di certi religiosi, il papa lo fece citare di nuovo a Roma ec.» Le stesse cose dice, presso a poco, il Guicciardini nella Storia d’Italia. Ma una lettera del Savonarola al Moro, e quelle delle spie di quest’ultimo, mettono anche meglio in luce, come la persecuzione che si faceva al frate era assai più politica che religiosa. Vedi Appendice.