Note 546 — LIBRO TERZO. [1495-97.] (continued 3)
Reading edition
Noi abbiamo già parlato altrove della biblioteca di San Marco: diamo qui alcune altre notizie. Niccolo Niccoli lasciava al pubblico la sua famosa collezione di circa 600 codici antichi, e Cosimo de’ Medici, come dicemmo, pagò i debiti che vi gravavano sopra, ritenendo per sè circa 200 di quei codici, e lasciando il resto a San Marco. Egli e Lorenzo andarono, poi, accrescendo la loro collezione, con quelle cure che sono note a tutti, e che è inutile di qui ripetere. I frati di San Marco fecero lo stesso: il 10 dicembre 1445, essi, come apparisce da pubblico strumento, dì cui è copia nel convento, pagavano 250 fiorini per acquisto di codici. Così continuarono sempre fino all’anno 1495, quando comperarono la biblioteca dei Medici nel modo che abbiamo detto qui sopra. Ecco in qual modo ne parla Frate Roberto Ubaldini da Gagliano, nell’interrogatorio a cui fu sottoposto come testimonio nel processo del Savonarola: «Quanto a soscriptione di danari, io non lo sentì mai dire più da persona, se non hoggi da voi: ma io non ne so nulla; excepto che io so bene, che havendo noi facta una compera di libri da li uficiali di rubelli, et prima dalla Signoria, per ducati tremila larghi, et restando debitori di ducati mille larghi, Bernardo Nasi gli promisse per noi, per tempo di 18 mesi, a monsignore d’Argentona in Francia: et noi facemo fare da altri promessa al detto Bernardo per decto tempo; et non habiavamo disegno di pagarli, altro che cercarli da diverse persone nostri amici; et questo so, perchè l’ho tractate io tutte quelle cose, che già cinque anni sono stato librerista in San Marco.» Archivio delle Riformagioni. Nello stesso Archivio si trovano anche le deliberazioni dei Signori, pro libris olim Laurentii de Medicis; e sono in data del 31 agosto 95, 19 ottobre idem, 24 gennaio 97 (stile fiorentino), 7 maggio 98, 12 decembre idem.
Dopo la morte del Savonarola, fra le molte persecuzioni ch’ebbe a sopportare il convento, vi fu quella di vedersi tolti, sotto falsi pretesti, non solamente tutti i libri della collezione medicea, ma ancora parte di quelli acquistati nel 1445. Nell’ottobre del 1500, vennero con nuovi patti restituiti; e finalmente, nel 1508, trovandosi i frati gravati di debiti, nè essendo più vivo quel Savonarola che tanta cura aveva avuto di quei libri, furono venduti a Galeotto Franciotti, che li acquistò pel cardinal Giovanni de’ Medici, dipoi Leone X. E così andarono a Roma, donde poi tornarono nuovamente a Firenze. Bandini, Lettera sopra i collettori di codici orientali, esistenti nella insigne Basilica Laurenziana; Annales conventus S. Marci, fol. 8; Padre Marchese, Storia del convento di San Marco.