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La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 1 (of 2)

Note 343 — LIBRO SECONDO. [1494-1495.] (continued 2)

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Bisogna qui rendere giustizia al Rudelbach, che è stato il primo a notare l’opposizione dei due principali concetti del Savonarola intorno alla profezia. Egli appoggia la sua esposizione ad un esame diligente delle opere dell’autore: ne cava, però, secondo il solito, delle conseguenze al tutto arbitrarie. (Vedi nella sua biografia un lunghissimo capitolo, intitolato: Ueber die prophetische Gabe und die Prophezeihungen Savonarolas.) Dopo aver giustamente notata la differenza di quei due concetti, vuole distruggere il primo ed esagerare il secondo, per fare del Savonarola un profeta evangelico, in un senso tutto protestante: in altri termini, il profeta della Riforma. Egli lo mette in rapporto coll’Abate Gioacchino, con Santa Brigida e Santa Caterina, che, secondo lui, son tutti, più o meno, profeti della Riforma.

Il Meier, sebbene voglia anch’esso fare del Savonarola un protestante, cerca temperare le esagerazioni del suo compatriotta, e conviene che questi s’abbandona troppo ciecamente alla sua sbrigliata fantasia. Nota, anch’egli, la differenza di quei due concetti nel Savonarola; ma dopo, ne vuol distruggere l’uno, nascondere l’altro, e quasi persuadersi che il Savonarola nè era nè si credeva profeta, ma solo cercava colla Scrittura interpretar l’avvenire. Il Meier sembra non avere un concetto abbastanza chiaro di ciò che vuol dimostrare; e discorre questo argomento con tale freddezza, con sì poca decisione, che non convince nè persuade, ma solamente annoia. Nondimeno, la giustizia vuole che si renda a questi due tedeschi l’onore di essere stati i primi ed i soli che abbiano studiato le opere profetiche del Savonarola, ed abbiano compresa la necessità di trattare distesamente, nella biografia del Frate, questo soggetto, e non saltarlo a piè pari, come han fatto gli altri.

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