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La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 1 (of 2)

Note 282 — LIBRO SECONDO. [1494-1495.] (continued 2)

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Ecco come ne discorre il Pitti, nella sua Apologia dei Cappucci, (pag. 277) pubblicata nell’Archivio Storico, vol. IV, parte II: «Perchè, come sapete, noi aviamo tre spezie cittadini: aggravezzati, statuali e benefiziati. Di questi tre, solo i benefiziati sono ricevuti nel Consiglio Grande. Li statuali sono capaci di tutti i magistrati, dentro e fuori della città, secondo le borse dove sono messi per la elezione fattane dallo squittinio generale, avuto rispetto alle qualità di ciascuno: e ogni volta che uno di costoro ascende ad uno dei tre maggiori, acquista il benefizio e diventa capace del gran Consiglio. Li aggravezzati (cioè quelli che pagano imposta) non hanno parte nei magistrati: ma godono solamente il privilegio di portare arme, franchigia di certe gabelle ed alcune altre immunità, come i veri cittadini. Il restante, poi, degli artefici abitatori della città, restano tra la plebe, senza alcuna partecipazione della repubblica.»

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