Note 21 — LIBRO PRIMO. [1452-1494.]
Reading edition
Oltre del Pico e del Burlamacchi, frà Benedetto descrive minutamente la figura del Savonarola, tanto nel suo Vulnera diligentis, quanto nel Cedrus Libani, poemetto scritto in onore del Savonarola, citato la prima volta dal Meier, pubblicato poi dal Padre Marchese nell’Archivio Storico. Oltre di ciò, vi sono del Savonarola tre ritratti, notevoli anche come bei lavori di arte. Uno di essi trovasi nella Galleria degli Uffizi, ed è una mirabile incisione in corniola, fatta da Giovanni delle Corniole; un altro fu dipinto da frà Bartolommeo sotto le immagini di San Pietro martire, forse per essere stato lavorato dopo la morte del Savonarola, e trovasi nell’Accademia di Belle Arti in Firenze; un terzo finalmente, anche dipinto da fra Bartolommeo, è posseduto dal Signor Ermolao Rubieri. Questi tre ritratti lo rappresentano sotto tre diversi aspetti. Nel primo è scolpita la fierezza dell’oratore che fulmina i vizi, e profetizza la rovina d’Italia: la sua faccia è concitata, il suo occhio quasi fiammeggia. Nel secondo è dipinta tutta la bontà e dolcezza del martire: nel terzo è il santo rapito alla contemplazione delle cose celesti. Si potrebbero citare moltissimi altri ritratti; ma non così autentici, nè di contemporanei. Vogliamo però rammentare una vecchia tavola che si trova in San Marco, la quale, sebbene assai sciupata e senza alcun merito d’arte, non manca d’una certa forza d’espressione. Tutti i ritratti dipingono il Savonarola col cappuccio in testa, eccettuatone solo quello dell’Accademia di Belle Arti, nel quale si vede che il giro del suo cranio mancava verso il vertice: ragione, secondo alcuni, che gli facea portar sempre il capo coperto. Diremo altrove delle molte medaglie.