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La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 1 (of 2)

Note 158 — LIBRO PRIMO. [1452-1494.] (continued 3)

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Essi avevano, prima che fosse segnato il breve di Roma, spedito da Milano un ordine, col quale s’imponeva al Savonarola di partir subito da Firenze. Per fortuna, però, l’ordine fu indirizzato al priore di Fiesole, che si trovava assente; onde non venne consegnato al Savonarola se non dopo l’arrivo del breve. Allora essi, valendosi dell’aiuto di Piero de’ Medici, fecero accettare al Savonarola una convenzione, nella quale si diceva che la Congregazione Lombarda riteneva in Toscana la sua antica autorità, in tutto quello però che non contraddicesse al breve già ottenuto. Convenzione ch’era per sè stessa nulla, e che il Savonarola perciò accettava con una brevissima lettera di due o tre versi; la sola che scrivesse a Piero de’ Medici. Il signor Perrens, riportando questa lettera, sembra non aver saputo la vera cagione per cui fu scritta, e la cita perciò (vol. I, pag. 51, nota 2) come una prova di souplesse, e come una dimostrazione che «le prieur sut fort bien, dans l’occasion, faire acte de soumission, sinon à Laurent, du moins à son fils Pierre.» (vol. I, pag. 51.) Ma questa lettera, insieme colla convenzione di cui abbiamo parlato, si trova nell’Archivio Mediceo acclusa in un’altra di Iacopo Salviati; e dai tre documenti che daremo nell’Appendice, risulta chiarissimo che non si tratta nè di souplesse nè di soumission. — Vedi Burlamacchi, pag. 46; Barsanti; Pico ec.

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