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La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 1 (of 2)

Note 131 — LIBRO PRIMO. [1452-1494.] (continued 2)

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Il Cerretani, nella sua Storia di Firenze, che trovasi manoscritta e autografa nella Magliabechiana, discorre così delle prediche del Savonarola: «Introdusse quasi un nuovo modo di pronunziare il Verbo di Dio; cioè all’apostolica, senza dividere il sermone, non proponendo questione, sfuggendo gli ornamenti d’eloquenza: solo il suo fine era d’esporre qualche cosa del Vecchio Testamento, e introdurre la semplicità della primitiva Chiesa.» Il Guicciardini, nella sua Storia inedita di Firenze, dice che dopo aver lette e considerate le prediche del Savonarola, le trova eloquentissime, e d’una eloquenza naturale e non artificiosa. Aggiunge che da secoli non s’era visto un uomo tanto dotto nelle Sacre Carte; e che mentre niuno riuscì mai a predicare in Firenze più di due quaresime, senza stancare, il Savonarola fu quegli che solo potesse andare avanti molti anni, crescendo sempre nella estimazione del popolo. Questa Storia vedrà ben tosto la luce, e noi dobbiamo alla gentilezza del signor Canestrini l’averne potuto scorrere sin da ora alcune pagine. Come abbiam detto più sopra, il Guicciardini era uno dei più alti estimatori del Savonarola, delle cui prediche fece un sunto, che trovasi scritto tutto di suo pugno. Il suo giudizio, poi, ha tanto maggiore importanza, in quanto egli si adoperò sempre in favore dei Medici, non era punto un uomo religioso, e molto meno fanatico.

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