Note 104 — LIBRO PRIMO. [1452-1494.] (continued 2)
Reading edition
Burlamacchi, pag. 5. Pici Vita, pag. 8. «Mirus erat veritatis amator, eo usque provectus, eius gratia, ut in his quos coleret doctoribus, si quid non placeret, ingenue fateretur.» Fra Benedetto, e tutti quelli che conobbero personalmente il Savonarola, ripetono le medesime osservazioni. Vedi Vulnera Diligentis, ec. Tutti i dotti del secolo XV tennero poi in altissima stima la dottrina filosofica del Savonarola. Il Ficino (lettera a Gio. Cavalcanti, 12 dicembre 1494) ed il Poliziano (lettera a Iacopo Antiquario, giugno 1492) lo chiamano uomo per dottrina insigne; Pietro Crinito, nel suo libro, De honesta disciplina, lib. I, cap. 3, dice di lui: qui ætate nostra in omni prope philosophia maxime præstat. Ma, per concludere, citeremo l’opinione d’un uomo che varrà per tutti. Francesco Guicciardini fu uno dei grandi ammiratori del Savonarola, come risulterà chiaro dalla sua Storia di Firenze, che è per vedere la luce. Egli aveva studiato diligentemente le sue opere, fatto alcuni sunti delle sue prediche, di cui discorre con grandissima ammirazione. Della filosofia, poi, dice che egli era il più valente in Italia, e ne ragionava con tanta maestria, da sembrare quasi che lui l’avesse fatta.