Note 174 — ATTO SECONDO
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πολλ’ ἠπίστατο ἔργα, κακῶς δ’ἠπίστατυ πάντα (Platone, I, Alcib.) sapeva molte cose, ma le sapeva tutte male — così l'omerico proverbio girava per Grecia intorno a Margìte, protagonista di un poema antichissimo (forse il più antico esempio di poesia comica), non pervenuto a noi, e che Aristotile attribuisce ad Omero. Era il tipo comico di un solennissimo sciocco che presume di saperla lunga; e commette, credendo dar prova di finissimi accorgimenti, stolidaggini d'ogni genere; era forse o senza forse il lontanissimo arcavolo di Bertoldino. — E il nome usavasi, tra' Greci, per antonomasia, a sinonimo d'imbecillità. «Una tal cosa (una così enorme stoltezza) non l'avrebbero commessa neppure Ercole impazzito, e neppure Margite il più stolido di tutti gli uomini». Iperide, Framm., 155, 5. «Credi di parlar con un Margite, per darmela a bere così grossa?» Luciano, Ermotimo.