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La sposa di Mènecle

Note 149 — ATTO PRIMO

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Sulle idee dei Greci intorno al suicidio, caratteristica ed eloquente fra tutte la pagina di Plutarco nella vita di Cleomene, ossia le parole ch'ei pone in bocca a questo re. Disfatto in battaglia, perduto il trono, costretto a fuggire da Sparta sua, mentre Antigono è già alle porte, l'eroico re, al suo compagno d'armi, il prode Tericione, che consiglia il suicidio, risponde: «Vile che sei, credi esser magnanimo e generoso perchè insegui la morte che è la più facile delle cose umane e che è sempre in poter nostro? Bisogna che la morte che si elegge non sia la fuga da un'azione, ma un'azione essa medesima: nessuna maggior vergogna del non vivere e non morir che per sè. Quando la speranza di esser utile ancora alla patria nostra ci lascierà, allora soltanto ci sarà facile morire».

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