Note 86 — ATTO PRIMO
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«Ut omnia de speculis peragantur, optima apud majores fiebant Brundusina stanno et ære mixtis». Plin., XXXIII, 9. Questi specchi di Brindisi, lodatissimi, fatti di bronzo e di stagno, finchè, come dice lo stesso Plinio (XXXIV, 17) si usarono d'argento persin dalle ancelle, sono verosimilmente la stessa cosa degli specchi chiamati, forse per error di copista, d'Abrotesio, in Alcifr., Lett., III, 66. Caratteristiche poi, nella toletta delle signore ateniesi, erano di questi specchi certe forme piccole, rotonde, per lo più con manico riccamente lavorato, e raffigurante, il più delle volte, l'effigie di Venere Afrodite. Cfr. Guhl e Körner, p. 217, fig. 227. Mènecle ne parla più innanzi.