Note 127 — ATTO PRIMO
Reading edition
V. un frammento di un altro poeta della commedia di mezzo: «L'uomo è animale infelice per natura, ma ha trovato a' suoi dolori questo conforto (il teatro): poichè la mente, dimentica dei propri mali nel compatire i mali altrui, vi si diletta e si istruisce insieme. Vedi prima, se vuoi, i tragici come giovano a tutti! Imperocchè il povero venendo a sapere che vi è stato Telefo più povero di lui, già più facilmente sopporta la mendicità; l'infermo per qualche insania considera Alcmeone; oppur soffre di oftalmia? I figli di Fineo sono ciechi. Morì il figlio al padre? Niobe lo consola. O qualcuno e zoppo? Si specchia in Filottete. O un altro è vecchio e sfortunato? Lo ammaestra Eneo. Qualunque cosa infine uno soffra, maggiori stimando le altrui calamità, meno delle proprie si lagna». Timocle, Le Baccanti (Αιονυσιάξουσαι), pr. Stob., Flor., 124. — Mein., Frag. Com. græc. III. 592. Al quale frammento di Timocle, G. Guizot, nello studio su Menandro (pag. 135), contrappone lo scherzo di Voltaire nella novella Les deux consoles: «Songez à Hécube, songez à Niobé, dit le philosophe — Ah, dit la dame, si j'avais vecu de leur temps, et si, pour les consoler, vous leur aviez conté mes malheurs, pensez vous qu'elles vous eussent ecouté?».