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La sposa di Mènecle

Note 100 — ATTO PRIMO

Reading edition

Giove Ctesio (κτήσιος) ossia Giove posseditore o donatore, custode della domestica proprietà; del numero degli Dei penati, principalissimo: aveva altare nelle case, o se ne teneva un idoletto nelle dispense. «Il Dio di Dodona comanda che a Bacco popolare si faccia un sagrificio perfetto; ad Apollo scacciamali si immoli un bue; liberi e servi s'inghirlandino e vachino dai lavori un giorno intero; anche a Giove Ctesio sia sacrificato un bue bianco». Demost., C. Midia. — E in una arringa di Iseo è descritto un vecchio che celebra sacrificio, circondato dai figli di sua figlia. «Alle Dionisie campestri egli ci conduceva con lui, e con lui celebravamo tutte le feste. Quando sacrificava a Giove Ctesio, ed era per lui l'atto religioso più importante, non ammetteva nessuno schiavo nè estraneo; compiva da sè tutte le cerimonie; noi l'aiutavamo, maneggiando gli oggetti sacri, ponendo sull'altare le viscere; ed egli, come a l'avo conviensi, supplicava il Dio di accordarci la salute e un tranquillo possesso della nostra fortuna». Iseo, Ered. di Cirone, § 15-16.

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