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La sposa di Mènecle

Note 82 — ATTO PRIMO

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«Tremo e mi mordo le labbra, per presentimento di disgrazia, come quei che passano allato ad un qualche silenzioso eroe». Alcifr., Lett., III, 58. La antichissima superstizione greca imaginava lo spazio fra la terra e la luna abitato dagli eroi o genj, esseri di sostanza fra l'umana e la divina; i quali talora, siccome mediatori tra gli dei e gli uomini, scendeano in terra a mescolarsi fra questi ultimi, ma senza parlare. E infesti a coloro in cui imbattevansi, era credenza che il loro incontro portasse disgrazia.

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