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La sposa di Mènecle

Note 81 — ATTO PRIMO

Reading edition

Per la topografia della casa ateniese, rimandasi alle descrizioni di Vitruvio (Archit., VI) e ai lavori archeologici moderni che le illustrano. Chi non voglia sciupar tempo in minute ricerche, può farsene un'idea abbastanza chiara ed esatta dai disegni topografici, per es., dell'opera di Guhl e Körner, Leben der Griechen und Römer, fig. 90-91, o da quelli aggiunti all'Anacarsi. La stanza da lavoro di questa scena è una, s'intende, dell'appartamento segregato femminile, propriamente detto (γυναικωνῖτις); occupato dalla padrona di casa e dalle sue donne, e generalmente posto nella parte posteriore della casa; appartamento al quale non accedeano gli uomini tranne i parenti, o gli estranei che ne aveano il permesso dal marito. Da queste stanze riposte del gineceo (ove la moglie attendeva alla sua toletta, o ai lavori delle fantesche, o alle occupazioni geniali del ricamo, del tesser ghirlande, della musica ed altre, o riceveva le amiche), da queste un corridoio (metaulo o mesaulo) metteva appunto direttamente alla sala aperta comune (πρόστας o παραστάς) che dava sul cortile o peristilio (ἀυλή), e ch'era destinata ai ricevimenti di famiglia, ai sagrifici domestici o ai pranzi quotidiani. In questa sala comune nella quale era il domestico altare, e la quale segnava come il confine tra il gineceo e gli appartamenti anteriori occupati dal marito (ἀνδρωνῖτις), supporrassi la scena dei due atti successivi.

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