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La novellaja fiorentina

Note 1 — XXXVIII.

Reading edition

Questa frittata, veramente omeopatica, mi rimette in mente un raccontino, una novelletta del Tresatti, ignota al Gamba, al Borromeo, al Passano, al Papanti, eccetera, eccetera (e degna di rimanere ignota) che ricavo dalla sua edizione de' cantici del Beato Jacopone da Todi.—«Voleva uno cuocer funghi: et dimandava ad un vecchio, come ciò far potrebbe a fin che riuscissero assai buoni a mangiare. Io te l'insegnerò, disse il vecchio; che saranno ottimi. Piglia de' funghi sì poco, quanto sia l'ugna del tuo dito piccolo et non più; et mescola seco et sbatti dell'ova fresche et del formaggio buono grattato et del butirro. Et vi aggiungeva dell'altre cose sì fatte. Et conchiudeva: Or vatti con dio, che, cocendo tai funghi con diligenza, saranno stupendi buonissimi.»—

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