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La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 2

Note 380 — LIBRO SETTIMO. Capitano Carlo Sforza, (continued 2)

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Card. Sforza Pallavicino, Storia del Concilio di Trento, ediz. Romana, in-fol. 1666, II, 52, 128.... «Possiamo affermare che il Caraffa generalmente riuscì tal pontefice quale fu conosciuto cardinale; cioè di sommo zelo, ma non di perfetta prudenza. Solo ingannò col lasciarsi affascinare dal troppo amore de' suoi; e incontrogli tali che fomentarono i suoi difetti, snervarono le sue virtù, e rendettero infausto e inglorioso il suo pontificato.... Ebbe eminenza nelle lettere, e dalla natura eloquenza mirabile; ma con soverchio appetito di vederla ammirata: appetito che non satollo col pasto gli cagionò grande adulazione in presenza, ma non minore irrisione in assenza. Largo estimatore di sè stesso, e stretto degli altri. Segnatamente abborriva la nazione Spagnuola e la casa di Austria, nè si teneva in pubblico di parlarne con titoli sconci et indegni; parendogli che la libertà fosse stata da loro tolta ai popoli in Italia colle armi, alla Chiesa in Spagna colle ordinazioni, e data all'eresia in Germania con le diete.»

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