Note 32 — PARTE PRIMA LO STATO COME OPERA D'ARTE
Diego Valbusa translation
Fu un italiano, Fazio degli Uberti (Dittamondo L. VI, cap. 5, intorno all'anno 1360) che avrebbe preteso da Carlo IV un'altra crociata in Terra Santa. Il passo è uno dei più belli del poema ed anche sotto altri punti di vista notevole. Il poeta viene allontanato dal Santo Sepolcro da un burbanzoso turcomanno:
Coi passi lunghi e con la testa bassa Oltrepassai e dissi: ecco vergogna Del crïstian che 'l saracin qui lassa! Poscia al pastor (il papa) mi volsi per rampogna: E tu ti stai, che sei Vicar di Cristo, Co' frati tuoi a ingrassar la carogna? Similimente dissi a quel sofisto (Carlo IV), Che sta in Buemme a piantar vigne e fichi, E che non cura di sì caro acquisto: Che fai? perchè non segui i primi antichi Cesari de' Romani, e che non siegui, Dico, gli Otti, i Corradi e i Federichi? E che pur tieni questo imperio in triegui? E se non hai lo cuor d'esser Augusto, Che no 'l rifiuti? o che non ti dilegui? ecc.