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L'uomo delinquente

PARTE II PROFILASSI E TERAPIA DEL DELITTO

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CAPITOLO I. Sostitutivi penali.—Climi.—Civiltà.—Densità.—Polizia scientifica.—Fotografie.—Identificazioni.

Se vi ha una necessità nel delitto, se il delitto dipende, in gran parte, dall'organismo o dall'educazione o da circostanze esterne, se, una volta cresciuto è immedicabile, cessa, è vero, l'illusione che l'istruzione e la carcere ne siano la sola panacèa; ma ci accostiamo ben più alla realtà che ci mostra costanti sotto tutti i sistemi penitenziarî le recidive; e quel che più importa, ci si offrono dei punti di ritrovo per la nuova terapia criminale: piuttosto che curare il delitto quando è già adulto, noi dobbiamo tentare di prevenirlo, se non togliendo, che sarebbe impossibile, rintuzzando almeno nei rei d'occasione, nei giovanotti e nei criminaloidi l'influenza delle cause sopra studiate.

E a questo soccorrono quelli che il Ferri con una felice trovata battezzava Sostitutivi penali (Sociologie criminelle, Paris, 1890, pag. 240).

Il concetto dei sostitutivi penali parte dall'idea che il legislatore conoscendo e studiando le cause dei crimini, cerchi con provvedimenti preventivi di scemarne o sventarne gli effetti.

«Così nell'ordine economico, il libero scambio scemando le carestie previene molte rivolte e molti furti, la diminuzione delle tariffe doganali, e meglio la loro abolizione previene i contrabbandi: una distribuzione più equa delle imposte previene le frodi contro lo stato: la sostituzione della moneta metallica sopprime il falso nummario che resiste al massimo dei lavori forzati, perchè tutti riescono a riconoscere più facilmente il falso in una moneta che non in un biglietto. Gli stipendi più lauti ai pubblici funzionari ostacoleranno le concussioni e corruzioni. E, come notava un procuratore del re di Bergamo, la distribuzione di legna ai poveri impedisce assai più i furti campestri di molti RR. carabinieri» (Ferri, o. c.).

Così la illuminazione elettrica e le strade larghe prevengono furti, grassazioni, e stupri meglio che le guardie di pubblica sicurezza.

La limitazione dell'orario dei fanciulli e delle donne previene molti attentati al pudore.

Le case di operai a buon mercato, le casse per gli invalidi al lavoro, la responsabilità civile dell'impresario impediranno molti vagabondaggi e scioperi.

Nell'ordine politico, un governo veramente liberale, come vedemmo, previene le insurrezioni e le vendette anarchiche, come una piena libertà d'opinione e di stampa impedisce la corruzione dei governanti e le ribellioni dei governati.

Nell'ordine scientifico i medici necroscopi prevengono i venefici; come l'apparecchio di Marsh ha fatto sparire l'avvelenamento per arsenico, come i battelli a vapore fecero sparire la pirateria.

Nell'ordine legislativo, opportune leggi sul riconoscimento dei figli naturali, sulla ricerca della paternità, nel risarcimento alle promesse di matrimonio, diminuiranno i procurati aborti, infanticidi, omicidi per vendetta, come la giustizia civile a buon mercato preverrebbe reati contro l'ordine pubblico, i giurì d'onore, i duelli; i brefotrofi, gli infanticidi.

Nell'ordine religioso il matrimonio degli ecclesiastici come l'abolizione dei pellegrinaggi scemerebbero molti reati contro il buon costume.

Nell'ordine educativo, l'abolizione degli spettacoli atroci, e dei giuochi d'azzardo, sarà mezzo preventivo contro le risse, e i reati di sangue, e così le assise (Ferri, Sociologie criminelle, 1890).

Climi e razze.—Ed ora facciamo un'applicazione sistematica di questi sostitutivi penali secondo le cause esposte.

Noi non potremo impedire certo l'azione perniciosa dei climi troppo caldi, ma dobbiamo cercare di adattarvi possibilmente le leggi, così da temperarne gli effetti; p. es., regolarizzando meglio, in quelli, la prostituzione, onde scemare gli effetti degli eccessi sessuali, rendendo la giustizia punitiva più spiccia, meglio adatta a colpire le menti più facilmente impressionabili, guardandoci dall'estendere, per vezzo di pedantesca uniformità, ai paesi del sud le stesse leggi, che convengono ai climi del nord, specialmente per quanto concerne i delitti contro le persone, specie sessuali: diffondendo gli usi dei bagni, nel mare, nei fiumi, ad intere popolazioni, come s'usava colle terme nell'antica Roma, e come s'usa ancora in Calabria, sapendosi ch'essi scemano l'azione della temperatura calda.

L'egregio promotore del nuovo Codice italiano[213] lamentava come inconveniente grandissimo la disparità di trattamento giuridico che esisteva fra i cittadini delle diverse parti del Regno; ma egli che perciò s'armeggiò tanto all'unificazione del Codice penale non avvertiva che quel trattamento disforme, se non ci fosse stato nella legge sarebbe egualmente esistito in qualche cosa di ben più sostanziale: «nella opinione pubblica che interpreta a Mazara un omicidio in ben diverso modo che non ad Aosta», per usare le precise parole del Procuratore del Re Morana, e che colle Assise trova una sanzione effettiva.

Nè era nel vero quando affermava, che, l'unificazione d'Italia si sia affrettata tanto da esigere l'unificazione del Codice.—Noi abbiamo, almeno di nome, l'unità, non certo l'unificazione[214].

Dalla statistica criminale italiana di 20 anni, se una cosa risulta sicura è che la divisione per regioni e per grandi zone che sussiste per i dialetti, per la stampa, per la fisonomia, pei costumi, per la razza, in Italia, vive ancora più evidente quanto alla criminalità. Ricordinsi le grassazioni a guisa dei clan medioevali o delle tribù arabe della Sardegna!

I matrimoni precoci e più numerosi e la più frequente e precoce prostituzione, si notano là dove il clima è più caldo, col massimo nelle Calabrie, Basilicata e Sicilia; minimo nelle regioni centrali (Umbro Etrusche). La massima mortalità ed il maggior numero dei vecchi son dati dalle provincie meridionali ed insulari, e la minima dalle settentrionali.

Nella quota di tasse di consumo[215], le quote minime sono pagate dall'Italia insulare e poi dalla meridionale, che dànno invece la quota massima nel gioco del lotto[216].

Infine troviamo il massimo dei reati denunciati nelle regioni insulari e nell'Italia meridionale, con predominio speciale dei reati contro le persone.

Quanto ai reati contro la proprietà, il massimo spicca in Roma e Sardegna, cui subito dopo tengono dietro l'Emilia, il Veneto e la Lombardia.

Nè questa regionalità tende a scomparire. Gli studi di 30 anni fa sulla forma del cranio e sulla statura, dai quali mi risultò predominare la doligocefalia in Garfagnana, Calabria, parte della Sicilia e nella Sardegna, e la brachicefalia nel Piemonte, Veneto, Toscana e Abbruzzi, e la statura alta nel Lucchese, Veneto, ecc., furono recentemente confermati da nuovi studi del Livi (V. Studi di Antropometria militare italiana, Roma, 1896).

Una sola tendenza alla fusione delle varie regioni esiste, pur troppo..., nelle assoluzioni dei giurati, che sono in grande aumento dal periodo 1876-80 al 1881-85: ciò che aggrava il significato dell'aumento della criminalità per condanne che abbiam visto avvenire malgrado suo.

Però è notevole che nemmeno questo fa sparire il regionalismo; abbiamo sempre in entrambi i periodi il massimo di assoluzioni in Sardegna, poscia nell'Emilia un secondo massimo; e in genere, tolta l'Emilia, il minimo numero ne troviamo nell'Italia centrale: e badando alle varie categorie di reati, la Sardegna assolve, si può dire, tutti i reati, meno alcuni contro la proprietà, quelli contro l'ordine della famiglia e contro la pubblica tranquillità; la Sicilia, la Calabria e in gran parte le Puglie assolvono tutti i reati contro la sicurezza dello Stato, e in forti proporzioni quelli contro il commercio, le ribellioni ed i reati di stampa, contro i costumi e la pubblica tranquillità; il Piemonte assolve sempre i reati di stampa e in forte numero i reati contro la pubblica amministrazione e contro l'ordine della famiglia; il Veneto è benigno per tutti i reati di stampa e per quelli contro le persone.

È evidente, dopo ciò, che data la precocità sessuale di alcune regioni, non solo si deve condannare diversamente in una regione lo stupro su una dodicenne da quello che in un'altra: ma anche il limite d'età per la responsabilità deve mutarsi nelle zone nordiche ed in quelle meridionali ed insulari; ad ogni modo non si può nè si deve fissare al tavolo, ma dopo un esame pratico, che ci dimostri se la precocità sessuale non vi è seguita, anche, dalla psichica, e fino a quali limiti.

Abbiamo veduto come non è solo la statistica dell'omicidio che si centuplicava da una all'altra regione d'Italia: ma, quel ch'è più grave, la statistica delle assoluzioni ti fa vedere come lo stesso reato sia considerato in diverso modo nell'uno e nell'altro paese.

L'unità della legge in questi casi pur troppo si possede ora, ma non vale certo a scemare i reati, nè le assoluzioni; non vale che a rendere irrita e irrisoria la legge.

Se si fosse in quelle date regioni adattata la pena all'opinione pubblica, mitigandola pei reati da essa meno abborriti, certo ciò non sarebbe avvenuto; e dopo ciò vuolsi egli sperare un vantaggio quando si modificheranno le leggi per reati che non appaiono nemmeno tali davanti l'opinione dei più, come il duello, l'adulterio ecc.?

Per unificare la legge, veramente, e non sulla carta, bisognerebbe livellare i costumi, la natalità, la sessualità, anzi livellare addirittura i climi, il suolo, le coltivazioni; se no, la legge inventata resta simile a quell'ukase che ordinava ai Polacchi il mutamento di lingua. Si potrà straziarlo, tormentarlo un popolo, ma non gli si potrà far cambiare la lingua, finchè non avrà cambiato di clima, d'aria, di laringe e di nervi, d'onde sorgono necessarie le modificazioni glottologiche: e quell'ukase resta solo una prova dell'inutile barbarie dei despoti e dell'ignoranza umana.

Nè ci si obbietti che altri paesi senza essere unificati hanno leggi uniformi.—Ciò, si è verissimo: e basti citare la Corsica con costumi e reati così differenti dalla Francia: ma appunto in questi casi la legge unificata vi resta, assolutamente, grazie al giurì, lettera morta[217].

Viceversa, ogni Cantone in Isvizzera ha un proprio Codice, eppure non se ne è mai sentito alcun inconveniente.

In Inghilterra v'ha di più: non esiste un Codice, ma c'è una serie di leggi speciali che variano nei tre grandi regni: e così in America, negli Stati Uniti, salvo New-York. E sono i paesi più liberi e, almeno nella prima il reato è in diminuzione.

Certo non intendiamo che queste misure si adottino alle suddivisioni provinciali o comunali, nè ve ne sarebbe bisogno perchè si fondono per clima e razze in grandi gruppi. Tuttavia eccezione dovrebbe farsi per paesi anche piccoli come Artena (v. s.), dove la criminalità è endemica, e dove si dovrebbero adottare misure eccezionali preventive e curative, non ultima l'emigrazione forzata delle popolazioni sospette.

E così dove fossevi per es. un numero enorme di Zingari, che sarebbe assurdo voler trattare giuridicamente come i cittadini di Parigi, di Londra e sottoporli p. es. al Giurì, ecc.

Barbarie.—Far sparire le barbarie non si può tutto ad un tratto, ma ben si può scemarne i danni, col diradar le foreste, fortezze naturali dei malfattori; coll'aprir nuove vie; col fondare città e villaggi nei siti più mal famati, come praticò, per esempio, Liutprando con successo nel 734, per estirpare il brigantaggio che infieriva nelle campagne deserte del Modenese (Muratori); col completo disarmo; con una rapida ed energica repressione, che prevenga o colpisca, così le prepotenze dei forti, e dei ricchi, come la conseguente vendetta dei deboli, grandissima causa questa dei nostri brigantaggi (v, s.); col diradare, grazie ad una buona istruzione, la superstizione ed i pregiudizi, o coll'usufruttarli, come Garibaldi e Napoleone tentarono, più volte, contro il delitto; coll'abolire certe istituzioni, che del resto si mostrano poco utili anche per le colte nazioni, come la Giurìa, la Guardia Nazionale[218], l'elezione popolare dei Giudici, e le Società tutte, quando tendano ad essere segrete, ed in ispecie le comunioni fratesche, sì facilmente inclini all'ozio ed al mal fare (p. 174); col sorvegliare e regolare le emigrazioni (v. p. 71, 75 e 161); col rompere e distruggere le associazioni dei malvagi, appena spuntate, incitando con premi le mutue denuncie, a cui sono, come vedemmo, i loro membri tanto inclinati (era uno dei metodi di Sisto V); col colpire, con abile polizia, i manutengoli, e quindi i parenti e famigliari, che noi mostrammo essere il punto di partenza, fisiologico, dei rei associati (v. s.), ed il loro appoggio continuo; coll'incoraggiare, infine, o alla peggio terrorizzare, i cittadini onesti, ma deboli, così che, posti fra le due paure dei criminali e della legge, siano costretti a preferire la seconda alla prima, al qual metodo Manhès deve d'aver distrutto 4000 briganti in poco meno di quattro mesi.

E, quando il delitto, se ben inteso non abbia indole economica, politica o religiosa e sia di pura indole etica, vi ripulluli sotto l'egida di alcune libere istituzioni, come, p. e., la inviolabilità del domicilio, l'abolizione dell'arresto preventivo, il permesso delle associazioni, la giurìa, è forza sospendere, come appunto praticano le nazioni più libere, Inghilterra, America e Portogallo, per un breve tempo, fino al raggiungimento dello scopo, queste istituzioni. Molto giustamente, dunque, l'egregio statista Cognetti[219] propose, in tali casi, piuttosto che compilare ogni volta dei progetti di legge eccezionali, che o naufragano o s'impelagano contro le giuste suscettibilità regionali, si chiedesse al Parlamento la sospensione degli articoli 26, 27 e 32 dello Statuto, per tutto lo Stato, o per alcuna parte di esso, a seconda dei casi e per un tempo preciso, coll'obbligo ai ministri di presentarsi al Parlamento, alla scadenza del termine per chiedere un bill d'indennità a favore proprio e dei pubblici funzionari e magistrati loro soggetti.

La libertà è, come l'oro, cara a tutti, perchè e finchè è fonte di gioia, ma appunto come l'oro nelle mani di Mida si fa aborrire e spregiare quando diventa una sorgente di mali: di lì le reazioni tiranniche che menano poi agli eccessi demagogici. È dunque nell'interesse della civiltà di evitare tutto quanto può rendercela meno cara.

E così dove la camorra o la maffia o il brigantaggio prendono figura politica, ivi leggi severissime dovrebbero prevenire ogni possibilità della loro influenza sul suffragio: ogni uomo politico, che venga solo sospettato di aver parte in queste associazioni, dovrebbe perdere ogni diritto politico: e i carcerati per camorra dovrebbero esser mandati in luoghi lontani, ed immuni dall'endemia criminosa e sparpagliati in modo da non essere mai più di due nella stessa camerata, possibilmente in isole. Pubblicazioni forse anche gioverebbero, che rendessero ridicole presso il popolo o sprezzate o mal famate queste associazioni. Il tribunato politico di cui parleremo, dovrebbe avere una speciale sorveglianza ed azione sull'applicazione di queste misure.

E giova abolire le grazie regie massime pei delinquenti comuni associati, difficoltandone ad ogni modo il ritorno nel paese nativo, dove hanno il loro campo naturale d'azione.

Civiltà.—I danni dei grandi accentramenti, della troppo rigogliosa civiltà, si possono prevenire coll'opporre nuove difese alle nuove armi del crimine.

Densità.—Contro l'influsso malefico dell'eccessiva densità, sarebbe p. es. bene che tutti i governi, liberatisi dalla frenesia dell'accentramento, lasciassero distribuirsi anche nei più piccoli centri tanti istituti che adesso richiamano allo città, già soverchiamente popolose, troppo folta falange di persone (Zerboglio, Alcoolismo, 1892), come Università, Accademie, laboratorii scientifici, collegi militari ed istituti educativi, e anche ricreatori, intorno a cui si potrebbero raggruppare molte industrie, commerci, ecc., che impedirebbero alle capitali di ipertrofizzarsi come fanno adesso esageratamente.

È in America del Nord che gli eccessi degli accentramenti si vanno ora modificando col render più ridenti, più desiderabili i centri rurali diffondendovi passeggiate, club, luci, teatri e biblioteche che vi attirano i ricchi e rendono più felici i non agiati, onde meno sentono il bisogno di agglomerarsi nelle capitali.

Certo questi agglomeri non possono sciogliersi d'un tratto, ma possono depurarsi di ogni fermento criminoso e possono scemarsi per es. col favorire l'emigrazione dei lavoratori disoccupati dando loro anche trasporti gratis.

Quando poi la densità sia in esagerata isproporzione coll'alimentazione la diffusione dei metodi e liquidi Malthusiani è il solo preventivo possibile.

Or ora l'inglese Hill (Criminal capitalist, 1872) propone, egli, il concittadino del paese più scrupoloso delle libertà personali, di spiare, sorvegliare, ed al caso sopprimere, nelle grandi città, quelle case che servono di ricetto ai delinquenti abituali, i quali, così, oltre al non potersi associare, stenterebbero a vivere anche isolati. E propone pure di colpire con gravi pene il così detto capitalista del delitto, o manutengolo quasi sempre impunito, il quale, essendo della buona società, ha o dovrebbe avere più terrore della legge.

Per tentar poi d'impedire che dove è utile economicamente (Australia e Stati Uniti), l'emigrazione non vi aumenti, però, i reati, giova selezionarla, come ora si fa negli Stati Uniti, non accettando che emigranti validi, onesti, dotati di qualche peculio, e di uu'abilità manuale incontrastata.

Con simili selezioni fatte mediante persecuzioni giudiziarie negli ultimi anni la Francia depurava la sua immigrazione—e ne ebbe un decremento nel crimine (Joly, o. c.).

La polizia scientifica. Elettricità. Fotografia. Identificazione.—Noi abbiamo fatto finora la polizia così come si faceva la guerra, nei tempi eroici, tutta a casaccio, ad empirismo, dove il merito individuale di alcuni pochi in astuzia ed in forza muscolare, decideva solo della vittoria.

Abbiamo dei questori che sono assai abili, come l'erano Ulisse ed Achille; non ne abbiamo nessuno, però, che, non dico come Moltke, ma nemmeno come un ufficiale qualunque di stato maggiore si serva per le sue indagini delle risorse scientifiche offerte dagli studi di statistica, di antropologia criminale, che moltiplichi, insomma il proprio ingegno, colle forze enormi, e, quel che è più, esattamente governabili, dalla scienza.

Il telegrafo, in ispecie se applicato ai vagoni delle ferrovie, le ferrovie stesse, ecco nuovi mezzi atti a neutralizzare i nuovi stromenti del male introdotti dalla civiltà e così la fotografia dei carcerati, distribuita alfabeticamente e con annessa la loro biografia[220].

In America le società di sicurezza contro il delitto introdussero il telegrafo d'allarme che, per mezzo d'un registro posto a capo del vostro letto, segnala l'ingresso del malvenuto, e con un altro movimento di chiave vi mette in comunicazione con un ufficio telegrafico, che immediatamente manda il soccorso.

Un'altra applicazione dell'elettricità è stata introdotta nel servizio di polizia di New York. Di notte, ogni policeman deve custodire un certo spazio (beat o battuta) assegnato. Lungo questo spazio è una specie di colonna di ferro vuota, che oltre una cassetta di medicinali contiene una macchinetta telegrafica, sistema Morse, con cui il policeman senza muoversi dal posto, può comunicare con tutto il dipartimento di polizia della città, e riceverne l'aiuto senza perdita di tempo. Se, per esempio, parecchi ladri sono entrati in una casa e vi stanno facendo bottino, e non è prudente per il policeman affrontarli, egli ne dà avviso al soprintendente, il quale subito avverte tutti i policeman del vicinato di accorrere al luogo necessario. Ma come fa il soprintendente o altro superiore a mettersi in comunicazione, dal suo ufficio, con policeman che spesso sono lontani parecchie miglia? Alcune colonne sono provvedute di campanelle le quali, toccate telegraficamente dal soprintendente, si mettono a suonare e non ismettono finchè il policeman a cui la colonna appartiene non corre a fermarle, e nello stesso tempo, a ricevere gli ordini del suo superiore.

Guillar saviamente propone l'associazione di tutte le nazioni per l'arresto del reo—rendendo comuni i trattati di estradizione: organizzando una specie di polizia internazionale che ne comunicasse le fotografie e segnalasse quelli che commettono all'estero i delitti—o che allo spirar della pena emigrassero nel paese vicino, o quelli che vi furono trasportati, in genere difficoltandone l'emigrazione, salvo i casi rari che abbiano imparato ad esercitare un lucroso mestiere.—Vi dovrebbe essere un casellario internazionale giudiziario, un ufficio d'indicazione generale (Rev. de Disc. Carcer. Bullet. Internation., 1876).

In Austria e in Inghilterra si sono introdotte quelle compagnie di Detective, di Vertraute, che sono dei veri bersaglieri del crimine. Alcuni, isolati, nascondono la loro missione sotto nomi e professioni diverse, altri divisi in piccoli gruppi, ignoti gli uni agli altri, tutti ricompensati lautamente, a seconda dell'importanza dell'arresto, fanno una vera caccia al delinquente e spesso lo colgono in flagrante, servendosi delle ferrovie, del telegrafo, dello studio minuto, fatto nelle carceri, delle fisionomie[221] e soprattutto del non mutabile sguardo dei malfattori e delle raccolte fotografiche cui accennammo.

Metodi d'identificazione.—Un buon questore si giova, per porre le mani sull'ignoto autore di qualche reato, della sua memoria anche, mettiamo, del grossolano casellario che da pochi anni si è istituito, e della fotografia. Ma in un regno così vasto come quello d'Italia con comunicazioni così rapide, migliaia e migliaia di individui sono sottratti alle sue osservazioni; e la memoria più felice non potrebbe approdare a gran che.

Il nostro delinquente con tutta facilità riesce a sottrarsi alle ricerche della polizia mutando le proprie generalità ed in caso d'arresto, se recidivo, riesce facilmente ad ingannare l'autorità sui proprii precedenti assumendo le generalità di qualche altra persona magari onesta.

Da ciò si vede la necessità di una scientifica identificazione degli imputati.

Tra tutti i sistemi escogitati per questa quello di Bertillon è il più geniale, e fu preceduto da molti anni dal nostro Bonomi e superato ora dal nostro Anfosso[222].

Nella Prefettura della Polizia di Parigi cui egli era addetto si trovavano conservate migliaia di fotografie di delinquenti, che si mostrarono utilizzabili facilmente finchè il numero n'era minimo, non più però quando queste troppo aumentarono. Bertillon propose allora di classificarle secondo le misure di alcune parti del corpo che si possono ritenere come invariabili. E sono: la statura, la lunghezza e la larghezza massima della testa, la lunghezza del dito medio sinistro, la lunghezza massima del piede sinistro, l'apertura delle braccia e la lunghezza dell'avambraccio sinistro.

Supponendo che tutte queste misure vengano divise in parecchie serie è evidente che il confronto si dovrà fare solo più colle fotografie di una serie, estendendo, tutto al più, le ricerche alle due serie confinanti, poichè l'errore di misurazione è ristretto in confini ben limitati.

Il suo sistema posa sul dato che il corpo umano raggiunto il suo sviluppo si mantiene pressochè invariabile e che non si possano trovare due uomini perfettamente identici: con questi dati dal 1883 sino al 1890 le identificazioni ottenute da lui raggiunsero il numero di 3017.

Questo fu il primo stadio del Bertillonage.

Dopo un certo tempo si constatò che le misure potevano bastare esse sole, senza d'uopo della fotografia ad identificare i prevenuti.

Fin qui l'identificazione aveva carattere essenzialmente giudiziario, serviva cioè a garantire ai magistrati l'identità ed i precedenti dell'individuo inquisito.

A questo punto sopravviene un altro stadio in cui la identificazione serve non solo alla magistratura, ma anche alla polizia. Si tratta cioè di aver sottomano tutti i dati per poter riconoscere chi allo stato di libertà si cela sotto finto nome. E questo il Bertillon lo ottiene colle fotografie parlanti, accompagnate da una descrizione minuziosa dell'individuo, dai suoi contrassegni personali.

Anfosso andò più in là, ideò un apparecchio (o. c.), detto da me Tachi antropometro, col quale in pochi minuti si possono ottenere non solo tutte queste misure, ma molte altre e dal primo venuto (Vedi fig. 1), salvo però l'inconveniente comune a tutte le misure, di prestarsi cioè ad errori, se la misurazione non sia fatta con diligenza.

Illustration from L'uomo delinquente in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria (Cause e rimedi)

Fig. 1.

Quegl'inconvenienti ora però furono ovviati aggiungendo un sistema di identificazione craniografica (vedi fig. 2) consistente in due regoli metallici portanti una listarella di piombo. Questa viene appoggiata sul capo lungo la curva antero-posteriore, a partire dalla base del naso fino al punto inferiore della nuca, ed è sostenuta dai due regoli che, essendo mobili su un perno, la trasportano sovra un piano verticale sul quale poggia un foglio di carta preparata al picrato di potassa. Allorquando la listarella tocca la carta stessa, interviene il passaggio di una corrente elettrica, la quale, decomponendovi la soluzione nei punti di contatto, determina una linea colorata che riproduce le curve della listarella e conseguentemente quelle del capo, potendosi la stessa operazione ripetere per la norma orizzontale e per la trasversale. Intagliando poi la carta lungo la linea segnatavi si ottiene un diagramma che combacia perfettamente colle curve craniche: notisi che questa linea scompare dopo cinque minuti; cosicchè chi fa l'operazione è costretto a proceder subito all'intaglio, il che garantisce che verificherà subito sulla persona se il rilievo e se l'intaglio siano stati eseguiti fedelmente.

Illustration from L'uomo delinquente in rapporto all'antropologia, alla giurisprudenza ed alla psichiatria (Cause e rimedi)

Fig. 2.

Questo sistema ha il vantaggio incontestabile su quello del Bertillon che il rilievo richiede molta minor intelligenza e meno attenzione della misura, l'errore di qualche millimetro in questa potendo spostare in modo pericoloso la classifica dell'individuo studiato, mentre lo stesso errore nel rilievo cranico non ha importanza.

Più: l'operazione essendo puramente meccanica si diminuiscono i coefficienti d'errore, e mentre colle misure millimetriche l'unico modo di verificare l'esattezza sta nel ripeterle, nel rilievo cranico la sovrapposizione diretta del diagramma sul capo del soggetto garantisce la precisione.

Nè bisogna dimenticare che nelle misurazioni si ricorre a pochi punti di differenziazione tra individuo ed individuo, mentre nel nuovo sistema questi punti sono numerosissimi. E si ha il vantaggio di giovare non solo alla identificazione giudiziaria, ma anche nello stesso tempo a quella della polizia.

Se sovra un passaporto indichiamo, infatti, la statura, i diametri cranici, l'apertura delle braccia, ecc. di un individuo, è ovvio che quando costui vuole provare la sua identità deve sottoporsi ad una nuova misurazione. Questa non può farsi che in determinati locali, poichè non è supponibile che gli agenti portino seco gl'istrumenti per misurare gl'individui. Invece il craniogramma può essere unito al documento personale, portarne lo stesso numero ed allora il cittadino porta seco una vera carta personale che—meglio della fotografia—ne garantisce la identità.

Stampa.—E così la polizia dovrebbe giovarsi sistematicamente della stampa.

La stampa è tanto uno stromento di civiltà quanto di criminalità; ma noi non possiamo sopprimerla, nè, senza lesione alla vera libertà, reprimerla: meglio giova usufruttuarla alla difesa sociale.

In Isvizzera l'Autorità governativa ha una specie di manuale colle figure e biografie dei criminali svizzeri più conosciuti.

Or ora in Germania si iniziava la pratica di inserire nella 4ª pagina dei giornali più popolari le segnalazioni, le taglie e fino le fotografie dei delinquenti, di cui più preme l'arresto.

A Magonza (Germania) si pubblica un giornale in tre lingue: francese, tedesco e inglese, Internationale Criminal Polizeiblatt. Moniteur International de Police Criminelle. International Criminal Police Times, che esce settimanalmente ed è redatto dal consigliere di polizia, il Polizeirath, e stampato a cura dell'Ufficio di polizia, Polizeiarahos-Vorstand in Mainz, coi ritratti e le indicazioni dei delinquenti ricercati; che al Cairo in Egitto si pubblica un giornale settimanale in arabo: Vagái'u 'bubúlìs ossia Avvenimenti di polizia diretto dall'Ufficio pubblico di polizia, che esce ogni mercoledì, coi ritratti e le indicazioni degli omicidi e falsari arrestati, coi loro reati e la loro descrizione minuta.

Ed ecco come la stampa, ed in ispecie quella della 4ª pagina, che fin'ora era tanto spesso fonte a ricatti, truffe, calunnie, diventa un amminicolo per la difesa sociale.

Nuovi indizii. Pletismografia ecc.—Ma vi ha ben altro. Noi abbiamo abolito, nelle indagini indiziali, la tortura; ed è una vera nostra gloria; ma a questo mezzo brutale di indagini, che spesso poteva fare la luce, ma più spesso fuorviarci, nulla abbiamo saputo sostituire, e questo è male.

Ora la cognizione delle anomalie craniche e fisionomiche, dell'assimetrie, sclerosi, stenocrotafie ecc., biologiche (anestesia, analgesia, mancinismo, campimetria anomala), e psicologiche, crudeltà, vanità del delitto, imprevidenza, possono riempire questa lacuna: e così parecchi altri dati, p. es. dei tatuaggi osceni, vendicativi. Già Despine proponeva il sequestro dei delinquenti abituali, quando in libertà siansi vantati di commettere un delitto; sapendosi che in tali casi troppo bene mantengono la data parola. Io ho osservato ora, per es., dopo più di 11.000 esami, che i tatuaggi coloriti a miniatura sono speciali ai criminali francesi, o ai nostri che dimorarono nelle carceri, o nelle navi di Francia.

Noi abbiamo veduto nel primo volume come il pletismografo di Mosso, può senza alcuna alterazione della salute, senza dolore entrare nei penetrali dell'animo del criminale con un esattezza matematica.

Non è molto che io ne potei farne un'applicazione curiosa in un processo assai complicato. Si trattava di un famoso malfattore il quale da relazioni della questura, si riteneva autore di un borseggio di forte somma sopra tal Dell'Ac..., mentre erano ambidue in un vagone di 1ª classe, e ciò col così detto metodo del manicotto—false mani che si tengono sollevate e si mettono in mostra, mentre le vere praticano il furto.

Il sospettato era certo un uomo abile nei reati di questo genere; gli si eran trovati nel domicilio 7 passaporti con nomi diversi, fra cui quelli di un tal Red...—Ma una volta messo in carcere, egli si diede per pazzo, rifiutò ostinatamente di farsi fotografare, si mostrò agitato ogni volta che il giudice voleva interrogarlo, e poi cominciò a pretendersi avvelenato, rifiutare i cibi, a veder per tutto nemici.

Richiesto di una perizia in proposito dal giudice istruttore grazie alla nessuna reazione al pletismografo, quando io gli presentavo dei veri veleni, potei dimostrare la insussistenza, e la simulazione della pazzia, ma vedendo che mancava ogni oscillazione segnalatrice, anche quando gli parlava di quel famoso borseggio, mentre vi era una enorme discesa al pletismografo quando si intratteneva del furto Red... potei dire al giudice, essere quello sciagurato, con grande probabilità innocente del furto, di cui incolpavalo il questore, e reo di un furto che prima era ignorato e sulle cui traccie era stato messo sopratutto dal pletismografo, il che poi venne confermato da nuova indagine giudiziaria.

CAPITOLO II. Prevenzione dei reati sessuali e di truffa.

I reati sessuali[223] e i bancarii sono i reati specifici della civiltà avanzata. Come rimediarvi?

Prevenzione di eccessi sessuali.—Il divorzio è un preventivo potente contro molti adulteri: e contro molti di quei reati di libidine che formano una delle tristi note della più moderna criminalità.

Dalle statistiche portate dal Ferri[224] è dimostrato come in Francia i condannati per adulterio aumentavano continuamente dal 1864 al 1867, mentre in Sassonia dove il divorzio era ammesso diminuivano nella stessa epoca: e nei distretti tedeschi di razza dove vigeva il diritto francese, si notavano maggiori processi e separazioni che negli altri, e i delitti sessuali vi erano più numerosi.

E ancora nell'epoca in cui non era ammesso il divorzio in Francia 1874 a 1878—i maritati rei di veneficio, dànno una proporzione maggiore dei celibi 45:30, mentre nelle successive sono inferiori; e ciò solo per i molti avvelenamenti dei coniugi: più del 15% delle uccisioni dei coniugi erano determinate in Francia dall'adulterio e dai litigi domestici. In Italia non meno di 46 omicidi per anno vengono perpetrati per rompere un legame divenuto insopportabile.

Tutti i giorni noi abbiamo sotto agli occhi madri spinte alla pazzia o al delitto per la tortura del coniuge; così la Vigna, donna debole e prima onestissima, uccise il marito chiamando in aiuto la Madonna, perchè esso la minacciava non come donna solo, ma anche come madre.

Pochi mesi fa in Francia la Godefroy, d'anni 43, s'era conciliata la stima e l'amore di tutto il paese per il coraggio con cui da sola educò 9 figli e sopportò 15 anni la tortura del marito beone; ma un giorno non ne potè più: minacciata col coltello dal marito, nascose sotto al camino una pala di ferro, e alla nuova minaccia l'uccise; si denunciò; fu assolta.

Gulinelli, giovane scultore, dapprima onestissimo, dichiarava che, se fosse esistito il divorzio, non sarebbe stato trascinato ad uccidere la moglie; e noi vidimo (Vol. II) il caso dei figli e moglie Kleinroth, condotti ad essere complici del parricidio e mariticidio dai continui maltrattamenti che quel padre brutale infliggeva loro, specialmente alla madre che batteva e metteva al disotto di molte sue serve adultere, cui teneva in casa insieme ai bastardi.

Quanto agli attentati al pudore, una quota rimonta alle tendenze congenite—stupratori-nati—e forse qui influisce la diatesi cretinica che stimola elettivamente i genitali od una forma di follia, come colui che colpiva le ragazze per strappar loro le ciabatte e farne una raccolta (v. s.).

Un'altra parte certamente, e forse la più grande, entra nella cerchia dei delitti d'occasione per influenza della barbarie campagnuola, per mancanza di sfogo, di prostituzione e per la maggior difficoltà ai connubii, come ci rivelano le statistiche esposte (Parte I) in cui si vedono predominare alcuni paesi di montagna, dove la prostituzione non venne introdotta, notandosi di più nei soldati, pastori, costretti cioè ad un forzato celibato, d'onde uno stato di violento erotismo insoddisfatto e l'abitudine alla masturbazione; ed è noto che questa (Emminghaus, Allgemeine psycopathologie, 1878), eccitata prima dalla fantasia, l'irrita poi ed eccita, e ne è a sua volta di nuovo eccitata.

Nei paesi barbari[225] e purtroppo anche in qualche altro civile guastato dalle istituzioni religiose, cattolica, p. e., vi possono i sacerdoti dannati al celibato, specie se col confessionale hanno una seconda occasione potente ed insieme uno stromento al delitto. Infatti la statistica, che pur dichiara il sacerdozio una delle professioni meno macchiate dai delitti, quanto ai reati contro il costume, specie pederastici, dà ai preti cattolici una quota relativamente alta, benchè sia inferiore agli altri celibi, che nella criminalità in genere non passano il 5%, nei reati sugli impuberi toccano il 12, sugli adulti il 4 (Fayet).

Ma i più nascono dalle influenze della civiltà. Ciò è provato dal vederli crescere in Prussia nella provincie occidentali, che sono le più colte, e dal vedere i delitti di libidine su bambini crescere in 50 anni fino a quintuplicarsi, scemando sugli adulti (Ferri, Sulla criminalità in Francia, 1880).

In Francia i reati contro la morale erano 805 nel 1826 e crebbero a 932 nel 1882; gli stupri su fanciulli da 136 a 791, cioè quintuplicaronsi. In Inghilterra erano 167 nel 1830-34, 972 nel 1835-39, 1395 nel 1851-55.

Nella stessa Prussia, secondo l'Oettingen, i delitti di libidine crebbero dal 1855 al 1869, come 225 a 925, ed i crimini di libidine come 1477 a 2945.

Nella Sassonia l'aumento sarebbevi enorme, 190, 255, 321, 421, 434, 531, 778.

E notisi che nelle statistiche germaniche non si tien nota dei singoli delitti contro la moralità in quanto sieno commessi contro fanciulli o contro adulti—ora questi ultimi scemano probabilmente anche in Germania come in Francia, sicchè l'accrescimento si deve ai crimini più gravi, quelli, cioè, sui fanciulli.

La civiltà moderna v'influisce in un modo più diretto promovendo l'istruzione, aumentando quindi l'eretismo del sistema nervoso, che a sua volta richiede stimoli, piaceri sempre più nuovi ed acuti: poichè pare che quanto più l'uomo s'eleva nell'attività psichica, più s'aumenta il numero de' suoi bisogni e piaceri quando l'animo non sia rivolto a grandi idealità scientifiche, umanitarie, ecc., e quando la ricchezza permetta una lauta alimentazione. Fra i bisogni e piaceri aumentati primeggia il sessuale che anche in tutto il mondo animale si vede in stretta connessione e dipendenza dal cerebrale e in rapporto continuo ora di antagonismo (fecondità grande dei pesci ed insetti meno intelligenti, ecc., scarsa degli animali superiori, sterilità delle formiche, api operaie, e, pare, dei grandi uomini), ora di parallelismo (come prova il maggior ingegno nella virilità e negli uomini casti), col rigoglio della salute, della vita e dell'intelligenza, e ciò viene provato anche dalla statistica: così in Francia nel 1874 i professionisti che formano il 5,0 della popolazione diedero 6,7 di rei contro le persone, 9,2 di stupri su fanciulli, il maximum dopo gli operai, e 3,4 sugli adulti.

Questa insaziabilità dei piaceri nelle persone più civili, insieme anche alle occasioni assai più frequenti, spiega pure perchè codesta criminalità vada aumentando (v. s.) nei rei sui fanciulli, in ragione inversa di quella sugli adulti; e insieme alla mancanza di leggi sul divorzio ed al maggior numero di maritati tra i vecchi, spiega quel fatto in apparenza sì strano e così contraddittorio alle leggi della criminalità per cui questo speciale delitto, all'inverso degli altri, prepondererebbe fra i maritati, precisamente come vediamo pei venefici per cause d'amore.

In Francia negli stupri su fanciulli i celibi dànno 41,5, i maritati 45,9: i celibi dànno 35,9, i maritati 47,6, mentre nei delitti contro le persone i celibi dànno 48,1, i maritati 40,4, e negli stupri su adulti 61, appunto perchè i piaceri colti con questi ultimi più differenziano da quelli che si fruiscono già nel matrimonio.

Vi s'aggiunga, infine, come, per uno sviluppo continuo della previdenza (nota bene il Ferri nel suo Socialismo e criminalità, 1883), i popoli più accorti cercano di generare il meno figliuoli che sia possibile, e quindi pencolano verso la pederastia. Così io vidi fra i montanari più intelligenti, a Ceresole, per es., ritardati—appunto per aver meno prole—i matrimoni fin a 40 anni: mentre nei montanari, dove più abbondano i cretini, nella Valle d'Aosta, i matrimoni dànno, per es., a Donnaz, 6,5 figli; a Châtillon, 5,1, quasi il doppio della media (Inchiesta agraria, VIII, p. 160).

Non è azzardata dopo ciò l'ipotesi che il matrimonio, contraendosi come un affare in cui le scelte si fanno contro le leggi della natura, preferendo la ricchezza e la potenza alla bellezza ed alla salute, e diventando poi uggioso anche per la sua indissolubilità, spinga non solo all'abbandono del talamo, ma perfino ad odio, a nausea dell'intero sesso, e quindi a ricerca di amori contro natura, i quali non crescerebbero almeno a sì grande stregua, se i bisogni sessuali si potessero soddisfare con una persona cara, del sesso femmineo, alla faccia del mondo.

La civiltà, poi, influisce all'aumento dei reati sugli impuberi, materialmente coll'aumento maggiore o col maggiore agglomero delle scuole, collegi, perchè fornisce un'occasione facile ai maggiori contatti coi maestri spesso celibi, per povertà, ed agli scolari, dove un solo giovinetto immorale può corromperne centinaia; e vi possono di molto le agglomerazioni delle grandi capitali in piccoli spazi, gli opifici, specie ove siano numerosi gli impuberi e misti cogli adulti e costretti a lavorare seminudi in camere scure, come accade in certe fabbriche e nelle miniere; più di tutto poi i mestieri, per esempio: di calzolai, sarti e pittori, che, oltre al triste stimolo degli alcoolici, abbiano nell'esercizio loro una causa eccitante nella posizione del corpo o nella copia dei modelli.

Ed ecco la causa per cui gli operai in genere che dànno, secondo il Fayet, il 30% della criminalità generica, ne danno il 35% per stupri su bambini.

Misure legislative ed amministrative.—È molto facile il seguire il vecchio indirizzo militare col dire: Se aumentano i delitti aumentiamo le pene e li faremo cessare.—È una esagerazione.

L'illustre Ferri, con una statistica di 53 anni in Francia[226]

(Liszt, Archiv f. Strafsrecht, 1882), ci tenta mostrare che quasi nullo è l'effetto delle pene, perchè le continue condanne coincidono con continuo aumento nei reati. Ma anche qui vi è alquanto di esagerazione. Perchè, esaminando queste tabelle, noi vediamo che, se contro i rei di stupro sugli adulti le pene correzionali hanno aumentato a spese delle più severe, come 56,4:32,2 = 1,75, la prevalenza, invece, delle condanne al carcere, su quelle ai lavori forzati è discesa di molto più, come 56,7⁄10,2: 30,6⁄12,9 = 2,34, ciò che, infine, proverebbe una aumentata severità della pena; e siccome i reati contro gli adulti hanno diminuito, ciò proverebbe esercitar essa qualche influenza. Un'altra prova se ne ha nella tabella pegli stupri dei fanciulli. Qui appare che le pene più lievi delle carceri, sono accresciute a spese delle più severe, in confronto ai lavori forzati; è cioè, scemata la severità; eppure è aumentato in Francia il numero di quei delitti.

Quindi non poco influisce anche la pena, ma perciò appunto occorre che sia giusta e sicura, e quindi non affidata all'aleatorio intervento dei giurati.

È appunto perciò che non sarebbe impossibile che all'aumento apparente della quota di tali delitti contribuisse in parte la calunnia, il ricatto, che si è veramente organizzato nelle capitali, specie per i reati contro gli impuberi. Casper già racconta di donne che giunsero a infettare, a bella posta, le loro figliuoline per poterne accusare innocenti. Or ora Fournier narra aver visto 5 casi di vulvite associata ad enormi lacerazioni, prodotte con scopa da terrazzi in bambine da madri, per poter avere un fondamento ed accuse di stupro sulle loro figlie (Ann. d'hygiène, 1880).

Ma certamente più che le pene qui giovan le misure preventive.

Occorrerebbe sorvegliare le scuole e gli opifici ove sono accolti gli impuberi; il scegliere solo donne per maestre sarebbe già un eccellente sostitutivo penale contro la pederastia dei maestri, e altrettanto il mettere delle sorveglianti femmine maritate negli opifici ove lavorano impuberi di notte o in luoghi scuri; misura tanto più facile inquantochè è economica e nello stesso tempo più adatta, e così diradar i collegi.

S'aggiunga l'escludere i fanciulli fino ad una certa età dal lavoro delle miniere, come porta la legge francese del 1874 sul lavoro dei fanciulli applicata dal 1875, legge che è in coincidenza con una diminuzione di stupri sui fanciulli del 1876.

Un altro rimedio è certamente la diffusione della prostituzione nei paesi agricoli, specie là dove spesseggino marinai, soldati ed operai; il render più accessibile l'amore nella pubertà a tutti i giovani.

Nessuna legge potrà ostare ai matrimoni interessati e quindi facili a divenire antipatici, ma almeno la massima facilità di un divorzio impedisca che l'antipatia (nitimur in vetitum) spinga alla nausea e al delitto.

È evidente che il divorzio è destinato a scemare il delitto d'adulterio, quando permette un soddisfacimento sessuale legittimo ai coniugi che separati certo, se giovani, se ne procurerebbero uno illegittimo; e quando minaccia al celibe adultero, che corre al più il pericolo di un duello, quello più serio d'un matrimonio con donna tutt'altro che castigata com'egli stesso ebbe ad accertare personalmente; mentre, ora, col ricorrere ai Tribunali, il coniuge offeso, per la pubblicità, pel ridicolo e (trattandosi dei giurati) per le assoluzioni, corre incontro a più pericoli e fastidi del vero colpevole: ed ecco che esso previene anche i reati d'impeto per parte del coniuge offeso, sì frequenti nei drammi e sì rari nella vita, ed ora il nuovo rimedio francese del vetriolo; il divorzio ne sarebbe un sostitutivo penale ben più utile e ben più adottabile, chè, per quanto l'autore a sua volta sia assolto dal pubblico e dai tribunali, è sempre un reo; e quello dell'uccisione dell'adultero è pur sempre una specie di feroce jus necis lasciato da un costume veramente selvaggio in mano all'offeso; ora notisi, che secondo il Dumas, che se ne dovrebbe intendere, questa uccisione accadrebbe più di frequente nei matrimoni legittimi che nei concubinati, perchè appunto specialmente in quelli si sente anche il bisogno di vendicare la violazione della proprietà legittima. E perciò un passaggio graduato al libero amore darebbe il più radicale dei preventivi.

Certo mi direte: Queste uccisioni è la cieca passione che le provoca; e niuna istituzione civile potrebbe soffocare la passione. È verissimo, ma certo, data una valvola di sicurezza, essa proromperà assai meno spesso.

Io ho dimostrato che i padri alcoolisti dan luogo a figli idioti, epilettici e più spesso ancora criminali; e quindi il divorzio che ne impedisca la nascita è un vero preventivo dei delitti, ben più sicuro del carcere.

Che se i figli di seconde nozze dànno luogo a un maggior numero di criminali, e non dànno altrettanto i figli dei separati?

Io ho dimostrato come vi hanno delle nature perverse che si sentono attratte l'una all'altra, e allora sono matrimoni felici per sè e non per gli altri: ma che uno di costoro s'accoppi ad un carattere onesto o che una tempra di satiro, come era il francese Ferlin, che da 7 serve, oltrecchè della moglie, ebbe 54 figli e che finì collo stuprare una figliuola, si leghi ad una casta od astemia, noi avremo nuove forme e cause di delitti.

V'hanno i casi di mariti che torturano le mogli finché sono loro vicine, salvo a rimpiangerle e fino ad ucciderle per una ravvivata passione quando forzate si allontanarono da loro: e questi reati potrebbero porsi nel bilancio passivo del divorzio, se altrettanto non accadesse anche per la separazione; d'altronde il divorzio non si può dire impedisca per sempre il ravvicinamento col coniuge.

Trovo nel De Foresta (L'adulterio, 1881), che gli antichi giuristi, gente tutt'altro che tenera per le donne, riconoscevano che la moglie battuta dal marito non poteva essere accusata se dopo davasi all'adulterio.

Si vir uxorem atrocius verberaverit atque uxor aufugiat et adulterium committat non poterit eam maritus accusare (Tiraqueau, In leg. connub.).—Evidentemente gli antichi avevano intravveduto nell'adulterio un sostitutivo penale contro le sevizie maritali; e non sarebbe miglior preventivo o sostitutivo di tutti e due il divorzio?—Ma questo solo non basta.

Vi si deve in più rendere obbligatoria la ricerca della paternità e sopratutto la riparazione alla donna sedotta.

Se noi diamo uno sguardo alla società nostra, per quanto riguarda l'amore, vi vediamo spiccare due opposte correnti: da una parte quanto più cresce l'intelletto e la civiltà, più crescono i desideri e la potenza d'amore—onde il gran numero di letterati colpevoli—dall'altra si fan sempre più difficili i mezzi per soddisfarli.

Il matrimonio che dovrebbe essere la meta più alta, si rende sempre più difficile, o si compie, preferendo, all'inverso delle leggi di elezione naturale, la ricchezza e la potenza alla bellezza ed alla salute, e quindi rendendosi più disaffine colle proibizioni del divorzio, collo studio dell'infecondità.

Da questa doppia fatale corrente, che contrasta a quella dell'amore sessuale, emergono in parte quei delitti, e dicasi pure anche una volta, smettendo le ipocrite reticenze, anche dal pregiudizio che ci fa reputare colpevole per un sesso quello che per l'altro non è nemmeno una contravvenzione e che fa dell'atto venereo quasi una colpa pel giovane, sicchè la mancanza di sfogo nei momenti più erotici lo trascina ad amori contro natura.

Quando si faccia un equilibrio fra il grido della natura e quelli del dovere e della morale, noi vedremo scemare rapidamente quei reati, dimostrando così che possono dipendere oltrechè dall'eccesso, anche dalla mancanza d'amore.

Occorrerebbe quindi, perciò, rendere non solo più facile il divorzio, ma meno bottegaie le nozze, meno difficili gli amori e sempre rispettata la maternità e sopratutto obbligatoria la riparazione che la legge or più non contempla, e direi anzi quasi escluda quando vieta la ricerca della paternità. Occorrerebbe che la società non riguardasse solo la vittima come la colpevole, ma ben anche il suo seduttore, su cui si stendono sì facilmente i sorrisi e i veli non lasciando alla sola infamata altro sfogo che quello di farsi giustizia colle proprie mani o di far scomparire, in un disperato delirio, le traccie di un'immensa gioia, che si convertirono per lei sola in un'immensa sventura.

E questi sarebbero i veri preventivi non solo dei reati sessuali, ma degli infanticidi, e anche dei suicidi, omicidi, dei delitti insomma per amore puro, i più degni dell'umana compassione, in cui vittime ed autori son più spesso uomini onesti.

Truffa bancaria. Influenza politica.—La truffa e l'abuso di pubblica fiducia sono i reati più moderni, che non possono venir commessi che da persone colte e simpatiche. Gli è: che la truffa è una trasformazione evolutiva, civile, se si vuole, del delitto, che ha perduta tutta la crudeltà, la durezza dell'uomo primitivo di cui il reo-nato è l'immagine, sostituendovi quell'avidità, quell'abito della menzogna, che vanno sventuratamente diventando un costume, una tendenza generale, salvo che in costoro è più concentrata e con intenti più dannosi.

Invero se passiamo dalle vallate remote alle città e dalle città piccole alle capitali, vediamo, dal più piccolo al più grande, farsi sempre più gigante la menzogna commerciale, la truffa, insomma, in piccola scala; e nelle società più elevate, sotto forma di Banche per azioni, la truffa vera, gigantesca, è in permanenza alle spalle dei gonzi, garantita coi nomi più altisonanti e più venerati se non venerabili.

Posto ciò, è naturale che il truffatore comune ed il politico non sia un criminale-nato, ma un criminaloide che ha i caratteri dell'uomo comune e che, senza un'occasione propizia, e mettiamo pure un po' meno forte di quella che trascinerebbe l'uomo quasi integro, non cadrebbe in colpa (Vedi voi. II).

Il rimedio più urgente qui, perciò, è il preventivo, tanto più che avvenuto il reato la punizione poco giova a scemare il danno: ed i preventivi sono facili se si popolarizzano le nuove idee economiche che mostrano la banca che specula solo sul frutto del denaro essere un congegno di truffe—non potendo per sè moltiplicarsi il denaro—e se si esigano anche nelle banche per azioni a scopo agricolo, industriale dagli amministratori garanzie effettive, preventive, con obbligo d'indennizzo anche se l'operazione sia stata approvata dagli azionisti: sapendosi quanto questi sian facile strumento in mano agli ingannatori, così da diventarne complici involontari ed incoscienti.

Per la scoperta dei truffatori e borsaiuoli che si presentano sotto veste di gran signori per ingannare banchieri e gioiellieri, questi a Londra e a Parigi hanno trovato utile adoperare dei cani drizzati a scoprire dall'odor delle secrezioni questi pretesi ricchi, che si lavano assai meno dei veri, ed il servirsi del telefono e della fotografia istantanea e dei nuovi meccanismi che trasmettono a distanze l'immagine dei sospettati clienti come la voce; sicchè essi rischiano di esser arrestati prima d'uscire dal teatro del tentato crimine.

Nei grandi magazzini ci sono i sorvegliatori speciali che usano, quando si tratta di ladre ricche di frugarle in uffici appositi e farsene indennizzare, il che hanno trovato assai più vantaggioso che la denunzia e le problematiche pene.

Vi è poi il sistema parlamentare che spesso eccita al delitto. Essere truffatori in favore dello Stato, anche di denari sacrosanti, non pare un delitto adesso a molti, come non è parso un delitto il propinare il veleno nel medio evo, quando non solo i Borgia lo adoperavano per arma politica, ma perfino i Dieci di Venezia. Ora da questo a favorire un giornale, e poi un amico col denaro pubblico (denaro del comun, denaro di nessun), e poi sè stessi, il passo non è lungo, specie per quelli che tentano supplire alla mancanza del genio colla mancanza d'onestà.

Ma il parlamentarismo influisce sopratutto qui per la più estesa irresponsabilità.

Di crimini simili ne successero in tutti i tempi.

Per gravi che siano i fatti attuali, sono un nulla rispetto a quelli che si verificavano nelle civiltà passate; a Roma, per esempio, un appaltatore poteva, corrompendo il Senato, far decidere di una guerra che sarebbe costata allo Stato immense somme e centinaia di migliaia di uomini, ma che doveva servire a lui a realizzare un credito che aveva con un re dell'Asia; nè molte delle guerre più sanguinose ebbero altra causa che l'avidità depredatrice di una piccola aristocrazia finanziaria: in Inghilterra, in Francia, era due o tre secoli fa un fatto normale che il primo ministro, e, qualche volta, lo stesso re, ricevessero pensioni di Stati stranieri: i ministri e le amanti dei re in pochi anni di governo o di amore ammucchiavano enormi somme, spesso in mezzo a una miseria così diffusa, che toccava quasi la Corte. Sono storia così recente, che non v'è bisogno di ricordarla a nessuno. Per questo lato, le democrazie parlamentari d'oggidì, pur essendosi un po' migliorate, non sfuggono alla legge comune; e dimostrano come, almeno per ora, un Governo interamente onesto sia ancora, vuoi per le sue origini, vuoi per le sue funzioni, un fatto quasi impossibile.

Quando il Governo era dispotico, erano le regie concubine o i favoriti dei re che intascavano i milioni delle Banche o del Panama; adesso forse questi non vi entreranno più, ma vi entrano (ed il cambio non è migliore) i deputati; poichè una volta che costoro, al pari dei re, si considerino inviolabili e più di questi siano irresponsabili col pretesto che non sieno funzionari pubblici, potendo al più cadere dal seggio ed impunemente godere del denaro pubblico carpito mediante il pubblico ufficio, è naturale che non si risparmino, per poco che abbiano debole il senso morale; mentre i poveri re, se facessero altrettanto, prima cadrebbero dall'estimazione pubblica, e poi finirebbero per perdere il trono e forse i beni e la vita.

Fate che fra le mani di uomini irresponsabili ed inviolabili quasi, si pongano immensi tesori senza nessun pericolo a prenderseli; e provatevi un po' a dire che non li tocchino!

Ma il male ora è peggiore anche perchè i re sono pochi, mentre i deputati e senatori sono molti e più pericolosi.

Perchè questi sien più pericolosi è facile il capirlo.

Nella lotta elettorale non sono le qualità intellettuali e ancor meno le morali che decidono della vittoria; anzi, l'uomo che ha molte idee originali, urta il misoneismo della massa; l'uomo che ha coscienza franca e dice i mali e propone i rimedi, urta gli interessi dei grandi elettori; l'uomo onesto, che non vuol mercanteggiare così, non urta nulla, ma non conquista nulla; e tutti rischiano di essere battuti dal mediocre, che contenta tutti con un programma insignificante, dallo sfacciato e dal corrotto che si adattano a comprare suffragi o a mettersi a servizio dei potenti del luogo. Come potrebbe del resto il pubblico meravigliarsi di trovare deputati corrotti e venali nei Parlamenti, se non fosse così ingenuo innanzi allo spettacolo che gli si svolge dinanzi in tempo di elezioni? Gli uomini non amano mai di lavorare troppo; e, quando lavorano, vogliono essere pagati; invece, per il lavoro politico, che è spesso uno dei più gravosi, si presentano in folla i richiedenti, che si offrono di compierlo gratis. Per un certo numero, il lavoro sarà compensato dalle soddisfazioni della vanità; ma si vorrà credere che tutti gli altri si sobbarchino al grave peso per alto e puro amore della felicità pubblica? Bisognerebbe che gli eroi ed i Santi si trovassero ad ogni canto di strada, numerosi come i venditori di fiammiferi. Se tanti deputati vanno e vengono da Roma ai capi estremi della penisola, se salgono e scendono infaticati le scale dei Ministeri, se pronunciano discorsi, scrivono relazioni, spendono tremila lire all'anno in posta e telegrafo, non è per devozione all'interesse del paese, ma perchè, in un modo o nell'altro, questo lavoro deve finire a trovare una retribuzione che solo pei più onesti non è che morale (Ferrero).

E da qui la necessità di diminuire il numero di costoro, di limitarne il mandato e di escluderli da ogni privilegio per i reati comuni, anzi di esporli a maggiore responsabilità degli altri, come in Inghilterra ove il solo sospetto di adulterio, che pur per molti non è delitto, bastò a detronizzare Parnell.

Abbiamo, perdio! lottato per secoli onde impedire i privilegi dei preti, dei guerrieri, dei re, ed ora manterremo, sotto la fisima di una pretesa libertà, i privilegi più straordinari a più di settecento re?

E conviene dare perciò una maggiore libertà alla stampa; ora, grazie al nuovo Codice, il colpevole non solo non può venir denunciato, ma se lo sia, trova anzi una nuova risorsa dai proprii reati: può, alle spalle degli onesti e collo strumento delle leggi, operare quello che chiamerei un vero ricatto alla rovescia, facendosi indennizzare nuovamente sugli sforzi che fanno gli onesti per avvisare il pubblico dei suoi misfatti. E altrettanto avviene in Francia dove Baihaut ottenne una condanna fortissima di quel giornalista che osò solo denunciarlo—anni sono—e propalare una piccola parte di quello ch'era vero.

Qui bisogna ricordare che in questi casi il mettere a nudo le piaghe non aumenta, come si crede dai deboli di spirito, i mali, ma li medica. E, un paese in cui si sia voluto andare a fondo, come in Francia, a coteste sozzure, per sradicarle, riprende la sua stima nel mondo e nell'opinione popolare, per quanto numerosi e altolocati ne fossero i colpevoli.

Una delle riforme che meglio arresterebbe la corruzione politica sarebbe anche un largo decentramento. Quando a un Governo così accentrato come il nostro e il francese è dato l'incarico di amministrare somme enormi, di combinare affari per miliardi e miliardi, come per molti dei nostri lavori pubblici, la corruzione si forma subito intorno, perchè il controllo del pubblico vi è meno diretto e più fiacco, la speranza della impunità, maggiore. Mettete invece gli amministratori ad agire sotto gli occhi di una cittadinanza, e il controllo diventa assai più efficace; e il ritegno dei deboli, che il denaro potrebbe affascinare o perdere, maggiore. Tutti avranno potuto constatare che i Panama accadono tutti intorno alle grandi amministrazioni centrali, mai, o in proporzioni ridottissime, nelle Comunali.

La Concussione, l'abuso di pubblici ufficiali, anch'esso un delitto della più avanzata civiltà, sarà pure frenata col restringere il numero e la prepotenza dei deputati e senatori—che sono i naturali protettori dei peggiori impiegati; e col decentramento che ne aumenti i punti di vigilanza e scemi i monopolii—ma sopratutto colla loro diminuzione effettiva. Russia ed Italia sono un vero governo di impiegati che assorbono e aduggiano quanto vi è di vivo e vitale sulla superficie del suolo e per proteggerne meglio la vita... l'uccidono.

Sostituendovi gli uffici collettivi, per es. nei tribunali col giudice unico, si aumenterebbe il senso della responsabilità—si designerebbero meglio i casi di corruzione; si potrebbe diminuire il numero degli impiegati e pagarli e sceglierli meglio; io ho proposto, per es., si dovesse servire a criterio delle scelte[227] dei giudici, prima, degli esami e poi del numero delle sentenze revocate pei magistrati inferiori, infine per questi e pei procuratori del re, dal numero delle cause trattate per citazioni dirette, corretto e controllato dagli esiti in appello, che sarebbe criterio esattissimo e nello stesso tempo stimolo stupendo a ben fare. Le statistiche ci rivelano, come dove vi hanno magistrati assai attivi, la citazione diretta raggiunge una cifra che è singolarmente diversa da quella che si nota, nel più dei casi. Così, mentre a Napoli se ne è notato solo il 30% e in Italia in genere il 48% (Costa, Relaz. statist., 1879, Genova, pag. 46), noi vediamo in Genova nel 1878 essersene avuto il 57%, in Venezia (Torti) il 53%, in Milano nel 1878 il 60% (Sighele, op. cit.).

Così si approfitterebbe di miglioramenti nella giustizia per migliorare la scelta dei magistrati?

CAPITOLO III. Contro le influenze alcooliche[228].

Gioverà, poi, molto a diminuire quella che vedemmo (pag. 97 e seg.) fra le cause precipue del crimine nelle grandi città[229], l'uso degli alcoolici, il tassarli con dazi elevati, che sarebbero ben più morali e salutari di quelli del sale e del macinato.

Mentre si aggravano le tasse sugli alcoolici si dovrebbe, come ben giustamente proponevano il Fiorelli e Magnan sgravare quelle dei coloniali, il the, il caffè, che hanno effetti opposti a quelle dell'alcool; nè si escluda, lo zuccaro, perchè il soddisfacimento che può portare al gusto in molte bevande può prevenire direttamente il ricorso agli alcoolici; e da questo lato l'Italia che va sempre più aggravandolo col solo pretesto che sia un cibo dei ricchi, mentre lo rende tale, favorisce indirettamente l'abuso degli alcoolici.

Sono, in vero, straordinari, e fino anche bizzarri, gli sforzi fatti in proposito dalle razze Anglo-Sassoni. Le società di temperanza istituite in Inghilterra e in America, non si ridussero ad un circolo di Arcadi, riuniti per far pompeggiare i proprii discorsi in armonica cadenza; ma sono così numerose, così attive e dispongono di così formidabili capitali da riescire una vera potenza; esse, in Inghilterra, nel 1867 salivano già a 3 milioni di membri, con tre giornali settimanali e tre mensili. A Glasgow spendevano 2000 sterline per erigere caffè là dove gli operai si agglomeravano di più nelle bettole; a Londra aprivano sale da the e da spettacoli, nei giorni di festa, capaci di più di 4500 persone. A Baltimora, in America, i soli membri rappresentati al congresso superavano i 350.000, nel 1875 essi avevano già superato i 2 milioni ed in 5 anni si vantavano di aver fatto chiudere 4 mila distillerie e soppresse 8 mila osterie.—Nella Svezia la Società di Bolag radunò un tal capitale da poter acquistare tutte le osterie di un distretto, e obbligare gli osti, diventati suoi garzoni, a cavare il guadagno dal the e dal caffè e dai cibi, e non dal vino, escludendone quelli che si volevano sottrarre a quest'obbligo; ed essa trovò degni imitatori in ben 147 città di Svezia.

In America, le donne divennero un potente alleato a questi fieri nemici degli alcoolici; esse avendo alle spalle i fratelli e i mariti, colle preghiere prima, coi sermoni, ripetuti al caso fino a inebetirlo, costringevano l'acquavitaio a chiudere bottega. Qualcheduno resistette e minacciò marchiarle col ferro, o le inondò colle pompe o ricorse ai tribunali, e mandò contro loro coppie di orsi, ma esse erano protette dalla loro stessa debolezza, dalla loro tenacia e dalla santità della loro causa, e quand'anche condannate dal giurì, trovavano giudici che non facevano eseguire il verdetto; quando anche messe in fuga un giorno, ritornavano da capo il giorno appresso, sicchè a molti fu giocoforza di cedere.

In Germania, in Isvizzera, auspice Forel, sorsero giornali e biblioteche a solo scopo di combattere l'uso degli alcoolici.

Tanti sforzi riuniti delle Società giunsero a modificare in proposito profondamente le leggi. Si cominciò in America del Nord fin dal 1832 a ordinare un supplemento di paga ad ogni marinaio che rinunciasse alla sua razione di grog; nelle truppe di terra si tolsero i liquori forti alla razione (proibendo anche persino di venderne alle vivandiere), compensandoli in caffè e zucchero, misura imitatasi poi dalle grandi società industriali.

Nel 1845 lo stato di New York si dichiarò contrario alla vendita dell'alcool; altrettanto si fece nel Mayne; ma siccome questo nei magazzeni si rivendeva egualmente in segreto, si passò dopo molte lotte alla famosa legge del Mayne, che proibiva assolutamente la fabbrica e perfino la vendita di liquori spiritosi, tranne per l'uso igienico, e pur ne difficoltava ed assai il trasporto; proibiva di tenerne nelle proprie case più di un gallone, autorizzava perfino le perquisizioni domiciliari per scoprirne i depositi nelle case private[230]. Questa legge fu adottata anche dagli Stati vicini di Michigan, Connecticut, Indiana, Delavare, ecc.: ma fu in gran parte neutralizzata dagli stranieri e dalla facoltà che aveva il potere centrale di dare concessioni di osterie.

In tutti poi gli Stati Uniti, con leggi parlamentari 1841 e 1875, si proibì all'oste di dar da bere agli scolari, ai minorenni, agli alienati ed ai selvaggi (legge imitata poi dalla Prussia e dalla Svizzera); si rese responsale l'oste dei danni o lesioni che potesse recare l'ubbriaco, per il che nell'Illinese deve fare un deposito da 4 a 5000 dollari; anzi in alcuni Stati esso deve rispondere anche pei danni che reca alla famiglia stessa del beone abituale coll'ozio e colle malattie procurate dalle sue bevande. Anche le concessioni vennero limitate e gli osti assoggettati a forti tasse annue, da 200 fino a 1000 dollari.

In Inghilterra fin dal 1656 si proibì la vendita di spiritosi alle feste, più tardi con legge 1854 e 1872 se ne limitarono a poche ore gli spacci.

In Iscozia, anzi, dopo la legge Forbes Mackenzie, si chiusero del tutto nelle feste le osterie, e d'allora in poi gli arrestati per ubbriachezza decrebbero da 6367 a 1317 e quelli in domenica da 729 a 164; meglio a Glasgow da 23.785 a 16.466.

Una misura più pratica e più semplice in proposito è la multa inflitta dalla legge inglese (Vict. VIII) e dalla scozzese (1862), da 40 scellini a 7, o ad un giorno di carcere per chiunque sia trovato pubblicamente in istato di ubriachezza.

Nel 1871, auspice Gladstone (che ne restò vittima), si limitò con legge apposita il numero dell'osterie, cioè:

Nelle città 1 ogni 1500 abit.—nelle campagne 1 ogni 900 abit.

Nelle città 2 ogni 3000 abit.—nelle campagne 2 ogni 1200 abit.

Nelle città 3 ogni 4000 abit.—nelle campagne 3 ogni 1800 abit.

salvo quelle modificazioni che volessero indicare i singoli municipi; si istituirono ispettori speciali per controllare le osterie clandestine e le sofisticazioni dei vini, che furono punite con multe progressive seguite dalla chiusura dell'esercizio.

Colla legge 1873 si ordinò di non concedere licenza di osterie finchè non fossero morti i titolari degl'esistenti; dal fondo delle licenze si prelevarono somme per acquistare le vecchie osterie e chiuderle.

A tutto ciò s'aggiunsero le prediche de' pastori, per es., del padre Mathiew che, nel 1838-40, influiva colla sola sua eloquenza, in Irlanda, a scemare della metà il consumo degli alcoolici e di un quarto le cifre dei delitti (6400 a 4100), e sopratutto la tassa sulle bevande i cui proventi sommano a circa 1⁄3 di tutte le imposte; altrettanto dicasi negli Stati Uniti dove essa ammonta a 110 dollari per ettolitro; in Francia dà quella tassa allo Stato più di 500 milioni (e si tratta di accrescerla), nel Belgio più di 13.000.000 di lire.

Secondo il codice penale olandese, sanzionato il 2 marzo 1881, art. 453: L'ubbriaco trovato sopra una strada pubblica è punito con la multa maggiore di 15 fiorini; se recidivo colla detenzione semplice non maggiore di tre giorni; ed in caso di una seconda recidiva entro un anno successivo alla prima condanna, può essere elevato a due settimane, e nelle successive può estendersi oltre al massimo di tre settimane e può inoltre, se è in grado di lavorare, essere condannato all'invio in un istituto pubblico di lavoro per un anno al più.

L'oste poi che somministri tali bevande ad un ragazzo minore di sedici anni, è punito con la detenzione non maggiore di tre settimane e con la multa non maggiore di 100 fiorini.

Recentemente dopo un voto popolare favorevole che ebbe luogo il 25 ottobre 1885 nella Svizzera, il Consiglio Federale nominò una commissione per elaborare la nuova legge organica contro l'alcoolismo, che proponeva:

1º che la fabbricazione dell'alcool, pure restando nel dominio dell'industria privata, sia concessa solo a case che possiedano gli apparecchi necessari per separare l'alcool etilico puro dall'amilico che è velenoso; e sieno organizzate in modo da produrre due ettolitri d'alcool a 80° per giorno. L'alcool puro poi sarebbe colpito da un'imposta federale da 61 a 85 franchi per ettolitro, e la sua quantità dovrebbe essere determinata da contatori speciali designati dalla Confederazione.

Gli alcoli esteri pagherebbero una sopratassa equivalente.

Siccome la Svizzera consuma annualmente 120.000 ettolitri di acquavite, il reddito della nuova imposta ascenderebbe in media a circa 9 milioni di franchi. Questo reddito verrebbe ripartito fra i Cantoni a titoli di compenso per le imposte regionali di consumo soppresse.

Il 2º progetto dispone che i distillatori di alcool dovranno vendere i loro prodotti greggi al governo federale al prezzo di 60, 70 franchi l'ettolitro a 80°. Questo prezzo viene fissato per un anno e la confederazione si riserva il diritto di limitare la produzione delle fabbriche. Il Governo venderà questo alcool in ragione di 160 a 170 franchi l'ettolitro a distillatori. Questi ultimi lo trasformeranno in liquori e lo venderanno per il consumo secondo una tabella fissata dall'autorità.

Secondo il 2º progetto la Confederazione avrebbe il monopolio dell'alcool, sia che lo faccia produrre da stabilimenti dello Stato o ne dia la fabbricazione in appalto.

In questo progetto resta inteso che i piccoli distillatori, la cui industria verrebbe soppressa colla nuova legge, riceverebbero un equo compenso dei danni.

Dalla Commissione del Consiglio nazionale è stato adottato il seguente regime misto: il privilegio di comperare all'estero, di fabbricare e vendere all'ingrosso l'alcool, apparterrà al governo: i due terzi della quantità consumata in Isvizzera saranno presi all'estero; dell'altro terzo, una metà sarà fabbricata dallo Stato, che esproprierà, a questo scopo, le grandi distillerie, e l'altra metà verrà venduta dalle 100 o 200 distillerie secondarie del paese. Le materie prime saranno acquistate in Isvizzera.

In Isvizzera pure in certi cantoni il nome del bevone abituale è affisso dalla questura in tutte le osterie che han proibizione di accettarlo (Tissot, o. c., 571).

Nella Svezia dove l'alcoolismo s'era trasformato in malattia endemica, si accrebbero nel 1855-56-64, con leggi successive, da 2 e 27 a 32 lire, per ettolitro, le tasse sulla distillazione dell'acquavite, si proibì l'applicazione del vapore alle distillerie, si limitò a non più di 2610 litri al giorno la distillazione, e a due mesi soli dell'anno il tempo di questa. Più tardi si estese a sette, ma solo per le grandi distillerie, onde soffocare le piccole, riconosciute più dannose al popolo minuto, che infatti da 35.100 calarono a 4091; la produzione dell'alcool diminuì di due terzi in dieci anni, e il prezzo accrebbe da 0,50 a 1,30 al litro.

Un sistema che vi ha fatto ottima prova, per rispetto alla regolamentazione delle vendite, è il così detto sistema di Gothemburg, pel quale si affidava ad una società di temperanza lo spaccio degli spiritosi[231].

La società non avendo alcun interesse, non speculando in alcun modo, vendeva bevande non manipolate e non stimolava alcuno ad acquistarle, opponendosi alla distribuzione a minori e ad ubbriachi.

Ivi fin dal 1813 vige una legge che commina una multa di 3 dollari a chi sia stato trovato ubbriaco la 1ª volta; al doppio se una 2ª, e così via via; per la 3ª e 4ª con perdita del diritto di voto e di nomina a rappresentante; alla 5ª carceri o case di correzione fino a 6 mesi di lavori forzati, e alla 6ª per 1 anno.

E vi si proibì pure (almeno in Norvegia) di vendere alcool di festa e nella sera della vigilia festiva e nelle ore mattutine prima delle 8 (Ann. di Stat., 1880). Ed ottimo è il consiglio della commissione di Gothemburg di impedire che i vini e gli alcoolici sieno venduti a credito e di dichiarare non validi i contratti sottoscritti in cantina e di aumentare e non scemare la penalità nell'alcoolista specialmente se abituale. Sopratutto pratica ci pare la misura di far pagare il salario in mano alla famiglia dell'operaio ed al mattino in luogo della sera, e mai nel giorno di festa o in quello che lo precede[232].

Ora è notevole che i crimini gravi scemavanvi dal 1851 al 1857 del 40%, e del 30% le condanne piccole, e che questa diminuzione procede sempre: erano 40.621 nel 1865, calarono a 25.277 nel 1868 (Bertrand, Essai sur l'intempérance, 1875). E nello stesso tempo la statura e la vita media si rialzò (Baer); e calò il numero dei suicidi alcoolici da 46 nel 1861 a 11 nel 1869 e benchè di poco e saltuariamente, quello degli ubbriachi: a Gothemburg, per esempio

nel 1851 si calcolava 1 ubbriaco su 19 abitanti

» 1855 » 1 » 9 »

» 1860 » 1 » 12 »

» 1865 » 1 » 22 »

» 1866 » 1 » 33 »

» 1870 » 1 » 38 »

» 1872 » 1 » 35 »

» 1873 » 1 » 31 »

» 1874 » 1 » 28 »

Quale di tutti questi rimedi ha prodotto il miglior frutto? Certamente che molte delle misure più energiche, specie delle repressive, non riuscirono tutte all'intento desiderato salvo in Isvizzera, Inghilterra e Svezia; certo in America e in Francia, malgrado le leggi draconiane, son cresciuti gli alcoolisti: anzi da alcuni si afferma essere stata quella del Mayne più un'arma politica che una misura d'igiene; e che il contrabbando degli alcoolici, di cui si fanno rei spesso perfino gli stessi legislatori, che la comminarono, vi mantiene, con una nuova vergogna per giunta, l'incremento dell'ubbriachezza.

Nella stessa Gothemburg il nostro collega Brusa si incontrò in due ubbriaconi lo stesso giorno festivo che vi entrò, eppure per preghiere che facesse non potè ottenere una goccia di vino; e noi vedemmo nella statistica degli ubbriachi svedesi di questi ultimi anni un decremento dagli anni antecedenti, ma con una strana saltuarietà.

Gli è che, nessuna legge repressiva può riuscire completamente, quando vada contro alla corrente dei nostri istinti fra cui tanto primeggia l'eccitamento psichico che attingesi dal vino.

A Glasgow quando i poveri minatori non hanno denari sufficienti a comperare acquavita, comperano laudano, e così i poveri di Londra quando han fame[233]: e nell'Irlanda quando le prediche del padre Mathiew dissuasero i popoli dagli alcoolici, essi si diedero improvvisamente all'abuso dell'etere, a cui il buon padre non aveva pensato. «Questo, dicevano, non è vino, questo non è gin, questo non ci fu proibito dal padre Mathiew e ci mette in allegria con pochi centesimi, dunque di questo possiamo usarne». E ne usavano fino all'ebbrezza[234]. La quantità che ingoiavano in media era dai 7 ai 14 grammi, ma ve n'erano degli ostinati che si spingevano fino a 90. Dopo le prime dosi la faccia si colorava, il cuore batteva più forte, si esaltava la psiche, e quindi si osservava un chiaccherio interrotto da risa smodate, isteriche e non di rado anche da tendenze alla rissa, ma il tutto svaniva con una straordinaria rapidità, lasciando posto ad una calma beata, cosicchè uno poteva ubbriacarsi 6 volte in 24 ore, e ricominciare il dì dopo colla stessa facilità, il tutto per 3 pence. Ma notisi che qualche volta la cosa non andava così liscia e dalla calma dell'etere si passava all'insensibilità e fino alla morte apparente prima, reale poi, se non si ricorreva alla respirazione artificiale; in altri casi il vapor d'etere prese foco mentre il bevitore voleva accendere la pipa (Revue Britann., 1871).

Tuttavia se non crediamo che tutte queste misure abbiano approdato, esse giovarono ad arrestare il maggiore incremento dell'ubbriachezza, che, senza quelle, chi sa a qual grado sarebbe salito.

In Inghilterra i molti sforzi dello stato e delle società private giunsero a mantenere il consumo dell'alcool a litri 2,67 per abitante, mentre in Russia tale consumo è di litri 3,5, in Francia di litri 4, e nel Belgio di 18 (Joly, o. c.).

Ed appunto per ciò alcune di queste, specialmente le preventive, si devono cercare d'introdurre da noi.

Siccome l'ozio e le feste sono, come ci mostra la statistica, i grandi fautori dei delitti alcoolistici, e siccome eccitare nobilmente l'intelletto sarebbe il vero sostitutivo dell'eccitamento alcoolico così è giusto consiglio di scemare le feste e in quelle che restano, istituire palestre ginnastiche, rappresentazioni di poca spesa, come si pratica in Inghilterra. Noi udimmo, precisamente a Torino, in una radunanza popolare contro l'ubbriachezza sorgere un operaio a chiedere che nei giorni festivi venissero i teatri aperti anche nelle ore diurne, se si voleva che gli operai non accorressero alle osterie; e ci parve la sola proposta giusta che si emettesse in quella poco veneranda assemblea.

Forni ci racconta come in un paesello del Napoletano, l'oste fece bastonare un capo-comico perchè dopo la sua venuta (i suoi spettacoli erano a 3 soldi) spacciava appena la metà del vino di prima (Lombroso, Incremento al delitto, p. 81).

Fornire un eccitamento intellettuale al povero popolo che ne abbisogna, ma fornirlo di tal guisa che non gli guasti la mente ed il corpo, ecco il vero ideale di un previdente legislatore, filantropo.

Si discutono spesso, dice Zerboglio (o. c.) le dotazioni pei grandi teatri, che non si frequentano che dai ricchi, e, perchè, non si discuterebbero le dotazioni per gli spettacoli a prò del popolino?

Quello è giusto che si rifiutino, e non queste, giacchè le prime sono il favoreggiamento dei già favoriti e, le seconde, non sono che un minuscolo tentativo di riparazione alle ingiustizie del caso o della natura.

Poichè le abitazioni malsane, oscure, rintanate in viottoli osceni, dove vengono ora costretti ad annidarsi i miseri respingono l'operaio da casa sua, invitandolo alla bettola, così, coi rimaneggiamenti edilizi, l'allargamento delle vie, i quartieri operai all'aperto, si renda anche il focolare domestico del povero, un luogo di dolce ed onesto riposo, da preferirsi sempre all'osteria.

Ebbene in Italia solo i clericali con don Bosco e coi frati di San Filippo seguendo la parola di S. Filippo Neri, che divinava i ricreatori come moralizzatori, hanno attuato in una certa larga scala dei ricreatori festivi, in cui, fra una preghiera o l'altra, il povero può passare allegramente la festa con qualche sollazzo, senza ricorrere all'osteria. Nessun'altra casta fece altrettanto.

E credo indispensabile scemare quanto sia possibile le tasse sul caffè e sul thè, in confronto del vino e sopratutto degli alcoli, facendo un'eccezione a favore del primo, solo alla peggio, nei paesi dove di questi ultimi si tenda ad abusare.

Non già che anche il vino non avveleni, a sua volta, ma assai meno rapidamente e meno facilmente dei liquori; specie di quelli più fatali che contengono, oltre il veleno alcoolico più concentrato, anche altre droghe altrettanto venefiche; come l'absinth, il vermout: ben inteso che certi vini tristi (bleu) artificiati con tinture, alcool e droghe, vanno contati come pessimi liquori, e devono essere, più ancora di questi, presi di mira, dal tassatore, appunto pel maggiore spaccio che segue al buon prezzo.

Sopratutto conviene colpire, inesorabilmente, con restrizioni dell'ore notturne, dei giorni festivi e delle licenze, e coll'obbligo di vendere anche caffè ed alimenti, gli spacciatori al minuto di alcoolici, specialmente in vicinanza alle fabbriche e peggio se dentro di esse e delle miniere, e se, come ci rivelò il Ciccone, il padrone stesso vi fosse interessato, potendo contribuire così coll'autorità propria, anzi, colla stessa paga, a corrompere e ad avvelenare anche il più sobrio operaio.

E non si venga fuori colla solita, avvocatesca, gherminella della libertà, sotto cui a poco a poco ci vediamo stringere i polsi e atrofizzare il cervello peggio che un tempo sotto le panie dei frati di S. Ignazio.—Quando vedo il più puro, il più democratico fra il purissimo sangue anglo-sassone, come lo stato del Mayne, limitare perfino la quantità d'alcool che un cittadino può tenere in sua casa e rendere responsale l'oste dei danni di ciascun suo cliente ubbriaco e limitate in certi giorni le ore dell'apertura, e dappertutto nei paesi civili d'Europa, limitato il numero degli esercizi e istituiti in alcuni, per ciò, appositi ispettori di controllo, e quando vedo farsi di tali misure, promotore, apostolo, ed anzi, quasi martire, Gladstone, mentre da noi si vocia a tutta gola come a despoti o socialisti dottrinari contro coloro che, come Minghetti, Luzzati, A. Mario e Sperino, invocano l'intervento dello stato a tutela dell'igiene, e quando vedo anzi sempre più allargate e libere le licenze, ed aumentate le ore d'apertura dell'osterie, e quando vedo non una voce sorgere perchè si sostituisca alle fatali tasse sul sale e sui grani, quelle dell'alcool od almeno sugli esercizi degli acquavitai, che sarebbero tanto più moralizzanti, io mi domando se codesta libertà di cui facciamo tanta pompa, non copra, invece, col suo splendido nome, una merce avariata, o, quel che è peggio, non ci dissimuli, sotto fragile orpello, un vicino e grave pericolo.

Cure.—Nei nostri tempi, Forel, Kowalevsky, Ladame, Legrain, Magnan, hanno introdotta la cura razionale del bevone, coll'isolamento, colla astinenza assoluta da qualunque alcoolico, per un tempo la cui durata, Mason, Crother, il padre Hirsch, ritengono che debba essere di un anno, Drysdale, Kraepelin di 9 mesi, Forel (Zurigo) da 4 mesi ad 1 anno. Magnan consiglia in più una dieta leggiera e corroborante: latte, uova, brodo, carne, legumi, frutta e cibi zuccherati, e per bibita infusi amari (luppolo, quassia), brodi, limonee, thè, caffè[235]. S'aggiunga il lavoro muscolare, specie agricolo, anche nell'individuo non abituato, ma sopratutto, come ben dice Magnan, occorre la rieducazione morale (La médecine moderne, nov. 1893) con conferenze, con letture adatte ai vari individui che loro mostrino i pericoli e i danni dell'alcool, che risveglino gli affetti e il senso morale nell'ammalato. Quanto alla cura diretta, gli omeopatici consigliano la nux vomicae l'opium, gli allopatici la stricnina, il bromuro, anch'essi la tintura di noce vomica, 20 goccie al giorno, l'idropatia, docce fredde, impacco freddo (Kowalevsky), bagni d'aria calda impregnati di vapori di trementina, i bagni solforosi, a seconda delle singole indicazioni (artritismo, nevrosi, neurastenia, squilibrio mentale, gastrite, cirrosi, anoressia, anemia, cachessia, ecc.), e così il massaggio e la ginnastica. Anche l'ipnotismo, negli individui che ne sieno suscettibili, ha dato buoni effetti al Forel, Seppilli, Ladame, Buchnill.

Il Magnan giustamente propone di far entrare in speciale asilo gli individui con accessi di delirio alcoolico, anche dopo la cessazione del delirio, come anche i bevitori abitudinarii almeno per 17 o 18 mesi, e per epoca indeterminata gli incurabili come prescrive già una legge nel Cantone di S. Gallo in Isvizzera.

Gli ospedali per gli alcoolisti, come esistono in America, Inghilterra, Germania, hanno un duplice effetto buono, quello di ritirare a garanzia sociale i beoni, e di porli nella miglior condizione onde guariscano, e si correggano.

L'ospizio accoglierà poi colui che ha commesso un delitto in un eccesso alcoolico; colui che si è messo a sperperare per l'abitudine intemperante gli averi suoi e delle famiglie; colui che è stato raccolto parecchie volte ubbriaco sulla pubblica via, ecc., ecc., e per gli uni sarà come un sostituitivo del carcere o del manicomio, per gli altri un momentaneo rifugio, una specie di istituto di correzione.

Colui che avrà perpetrato un crimine in istato di ebrietà o di alcoolismo, verrà dietro giudizio di periti medico-legali, che ne constatino la ulteriore temibilità, confinato negli ospedali già indicati senza determinazione preventiva di tempo.

Ove il reato sia stato commesso da un ubbriaco accidentale, e l'individuo si trovi dopo perfettamente sano, avanti di rilasciarlo bisognerà indagare se egli presenti le stigmati antropologiche e psichiche appartenenti a coloro, pei quali, l'alcool non è che la scintilla, determinante l'esplosione di latenti attitudini al delitto[236].

Nel caso che il colpevole sia fra questi, ne sarà tenuta nota particolare perché, ricadendo ubbriaco, abbia una punizione speciale.

Ove, poi, prima del reato commesso in istato di ubriachezza accidentale, egli ne abbia compiuti altri rivelando col fatto la grande capacità criminosa, lo si internerà in un ospizio mantenendolo a tempo o sempre, conforme alla gravità dei reati da sano e da ubbriaco eseguiti.

CAPITOLO IV. Mezzi preventivi contro l'influenza della ricchezza e della povertà eccessive.

Noi abbiamo veduto che non è la povertà sola, come pretendevano molti, che può fomentare i delitti, ma anche la ricchezza: sopratutto se rapida ed eccessiva.

Questo, per quanto contrario ai dettami della scuola socialista, che con passionata esagerazione mette tutti i delitti a carico della povertà e non della ricchezza, finisce ad esserle consono nelle applicazioni preventive, efficaci solo quando riescano a scemare gli eccessi dell'una e dell'altra.

E prima si presenta la necessità di disposizioni legislative sociali, che, introducendo una maggiore equità nei compensi al lavoro, lo rendano accessibile a chiunque ne sia atto, e che col diminuirne le ore secondo l'età e secondo la qualità, riducendolo, p. es., a un minimo nelle miniere, e nelle lavorazioni malsane, escludendone sempre i bambini e nelle notti le donne, ne tuteli la salute, e prevenga i reati sessuali; aumentando, insieme, i mezzi di guadagno e quindi di benessere a un maggior numero di lavoratori. Ma per venire a ciò bisogna permettere non solo teoricamente gli scioperi, ma sì praticamente, non reprimendo gli sforzi degli scioperanti, i boicottaggi, le coalizioni, e le associazioni, senza che la libertà degli scioperi riesce una vana parola, un'ipocrisia legale.

L'abolizione del lotto, di molte feste, la facilitazione degli atti civili (Ferri, o. c.), l'aumento delle aziende pubbliche per l'illuminazione, viabilità, scuole, per l'acqua potabile, che ha già un precedente in servizi affidati ai municipi, impediranno truffe, risse, permetteranno di estendere i benefici del massimo buon prezzo e della maggior salubrità nelle cose più necessarie alla vita, e tutto ciò senza scosse e scemando così senza perdite per chi è più ricco, gli eccessi ed i danni della povertà.

Gli eccessi della ricchezza, dannosi sempre, devono venir ovviati colla partecipazione dei lavoratori negli utili, colle tasse progressive, specie sui testamenti che gravino od anche annullino le eredità nei parenti lontani; e che devolvano allo Stato e agl'invalidi il massimo dei guadagni dei giuochi d'azzardo e di borsa.

Allo stesso modo che abbiamo fatto un passo così grande nella espropriazione e suddivisione della proprietà coll'abolizione dei benefici ecclesiastici, e dei maggioraschi (e anche allora parve il finimondo), così credo che senza gravi turbamenti si potrebbe provocarne una maggiore suddivisione con quelle tasse. E se veramente i grandi latifondi, quali quelli della campagna Romana e Sicula, assicurando la ricchezza di pochi, perpetuano la miseria e la malattia di moltissimi, non vedo quale difficoltà vi debba essere a quella espropriazione forzata in favore dello Stato, che, se si trattasse di un'inutile o dannosa fortezza, nessuno troverebbe strana o violenta: nè vedo che difficoltà s'opponga almeno al mutamento dei più perniciosi contratti agrari, e alla più ampia cointeressanza negli utili dei contadini; e già questo è venuto in mente a molti nostri eminenti politici, niente rivoluzionari, come Jacini, ecc. E perchè ciò non si potrà fare anche per gli zolfi in Sicilia, pei marmi in Lunigiana? E se la carestia del carbone è uno degli ostacoli maggiori allo espandersi di certe industrie in Italia, non vedo perchè non dovrebbe il paese spendere, ad agevolare il trasporto a distanza delle forze idrauliche, di cui abbondiamo, almeno un centesimo di quelle somme ch'egli sperpera stolidamente in lussi soldateschi o cortigiani.

In Inghilterra non occorse a ciò neppure la formola socialistica: quell'unico Governo savio che abbia l'Europa, nella questione Irlandese prima, nella operaia poi (questione dei minatori, degli scaricatori di carbone), colla libertà completa degli scioperi, colla concessione spontanea delle otto ore in tutti gli opifici governativi, cogli accordi arbitrali in cui i padroni ed operai avevano pari voti, prevenne ogni eccesso delle opposte classi, e va ora, auspice un vero Lord (Lord Rosebery), accostandosi alla completa soluzione della questione sociale senza scosse nè violenze. Ed è là che l'anarchia è completamente impotente e senza presa, disprezzata da quelli stessi a cui vorrebbe portare soccorso, e che comprendono non sarebbe loro che di puro danno.

Noi dobbiamo rammentare il detto del grande Cavour: «O le alte classi si occuperanno delle classi diseredate, o la guerra civile sarà inevitabile«.

Perchè permettiamo che il contadino dell'Alta Italia continui a mangiare un pane avvelenato che produce la pellagra,—quando le leggi che applichiamo sì bene in città ci darebbero il modo di vietarlo?—Perchè permettiamo che il miasma febbrigeno dei campi lo uccida, quando una spesa leggiera in opportuni ricoveri e una facile rivendita del chinino lo salverebbero? Perchè permettiamo, nel Gargano e nella Sardegna, che popolazioni intere dimorino in caverne sotto terra come ai primi tempi dell'umanità, e si dilaniino per la rivendicazione delle terre comunali?

Testè il procuratore del Re a Lucera diceva: «A far diminuire i reati sul Gargano, ad impedire gli ammutinamenti popolari in Montesantangelo, ove il popolo in più migliaia corse le vie gridando:—Abbasso il Municipio!—a prevenire novelle invasioni popolari sul lago di Lesina e Carpino e Castelluccio, che già diedero origine a molti processi, con centinaia d'imputati, occorre procedere alla rivendicazione dei demanii ed alla quotizzazione suggerita a piccoli lotti dei patrimonii comunali», o meglio devonsi assistere i lavoratori, favorendone le associazioni, così che possano aver una mercede rimunerativa dei lavori e trovare nella cooperazione mezzi per resistere ai disastri agrari ed iniziare colture più intensive e più adatte ai mercati quando le colture solite vengono svalutate dalla concorrenza estera—come fa la Liguria che cava dai fiori ed olivi guadagni che il grano non poteva più dare.

Siccome una grande causa della miseria degli operai è il diminuito consumo in confronto all'eccesso di produzione, d'onde un decremento necessario nei salari, fenomeni che andranno sempre più innanzi per la concorrenza sui mercati del Giappone, China, America, così noi dobbiamo favorire l'assorbimento della produzione facilitando il consumo al maggior numero col diminuire i dazi, le dogane, sopratutto le tasse indirette che ci opprimono più che in ogni altra parte del mondo.

«Mentre in tutto il mondo civile le farine, le carni, il sale, o non sono gravati o lo sono insensibilmente, in Italia sopportano un peso di quasi duecento milioni. In Inghilterra non esiste alcun dazio sulle materie alimentarie. L'operaio in Francia non paga che novanta centesimi pel sale. In Italia ogni cittadino paga oltre sette lire di gabella sul sale, sul pane e sulle carni, e più pei fabbricati. In Bologna, p. e., l'imposta sui fabbricati raggiunge il 41%» (Pepoli, Journ. des Économ., 1878).

Bisognerà, dunque, abbassare le imposte che più colpiscono le industrie, e ne impediscono lo sviluppo, e che gravano sui poveri, e sostituirvene di tali che meno danneggino la salute, ed anzi ritemprino la morale, come quelle sugli alcoolici e sul tabacco, le quali non saranno risentite che dai viziosi, e dai ricchi; e cavarne le economie (Journ. des Économ.) dalla diminuzione delle armate di terra e di mare, che oltre ad esser improduttive sono anche, come vedemmo, veri centri criminali (v. s.).

Siccome una grande causa della miseria e dei delitti è l'eccesso della popolazione, dobbiamo organizzare e dirigere saviamente l'emigrazione dalle terre più popolate alle meno d'Italia.

L'immensa miseria nel Baden del 1850, dopo i fallimenti dei grandi fabbricatori, s'alleviò coll'emigrazione di più di 12.000 artigiani dal 1851 al 1858 (Carpi, Delle Colonie, op. cit.).

Lord Derby diceva:

«Io ebbi sempre la convinzione che se nel nostro paese fummo liberi dai maggiori mali che affliggono la società, il merito va attribuito al fatto che sempre avemmo al di là dei mari sfoghi per le nostre popolazioni e per le nostre industrie». Pur troppo l'Inghilterra ha l'immensità dell'Oceano, il mondo, per valvola di sicurezza, e il vapore per usufruirlo; l'America ha ancora deserte regioni da coltivare; noi non possiamo giovarci che delle terre malariche delle coste, del cabotaggio e di quelle colonie, dove ci attira la tradizione o la vicinanza.

La colonia più ricca e quella ove più la tradizione ci trascina è l'America del Sud, ma già qui il terreno comincia a sfuggirci. Perciò la necessità che rivolgiamo l'emigrazione nei terreni nostri rendendoli più fruttiferi colla coltura intensiva e anticipando perciò ai meno abbienti i capitali pei lavori.

Facciamo dell'Italia intiera quello che erano una volta Pisa e Venezia ed ora Genova; facciamo che le abitudini delle spiaggie liguri e dei monti biellesi e valtellinesi si estendano alla Toscana, alla Sicilia, ecc., e avremo anche lì la stessa ricchezza.

Lo Stato dovrebbe fondare degli stabilimenti di lavoro, lontani dai maggiori centri di popolazione e segnatamente delle colonie agricole, nelle provincie meno avanzate in questo ramo e più bisognose di dissodamento e di braccia, ed inviarvi, a tempo determinato, i condannati per oziosità e vagabondaggio, vincolandoli alla rigorosa sorveglianza della polizia, come lo sono attualmente i condannati a domicilio coatto[237]; dal prodotto del lavoro potrebbe detrarre la quota occorrente al loro sostentamento ed alloggio, non che alle spese del trasporto (Locatelli, o. c.). L'ozio non può essere vinto che dal lavoro obbligatorio, come l'inerzia muscolare di un membro da lungo tempo rimasto in forzato riposo non può essere superata che dal moto continuato, violento, e bene spesso anche doloroso del membro stesso (Id.).

In Westfalia, dopo che il pastore Badelschwing ha introdotto, come misure preventive della mendicità e del vagabondaggio, una colonia di lavoratori liberi che coltivarono terre sterili, 12 altre provincie ne seguirono l'esempio, e si ebbero 15000 lavoratori liberi, in più: e dopo d'allora le cifre delle prime condanne per vagabondaggio e mendicità diminuirono di un terzo in queste 13 provincie, in alcune scomparvero.

Anche nel Cantone di Vaud, una simile istituzione diminuì della metà le condanne per vagabondaggio. In Olanda 1800 persone che coltivano colle loro famiglie le frontiere del Drenta costano in tutto lire 24 all'anno per ogni persona ospitalizzata ed hanno fatto sparire la mendicità; i ricoveri di Amsterdam portano per insegna: Entrino qui i poveri e avranno pane e lavoro, ma non si accetta chi rifiuta di lavorare.

Cooperazione.—In Italia purtroppo il primo e più grande aiuto bisogna che parta dal governo e dalle classi dirigenti, perchè non siamo abituati a salvarci da soli; ma dopo il primo aiuto dato dalle classi dirigenti dobbiamo cercare che anche le classi più bisognose trovino il concorso in sè stesse—nella cooperazione e nel mutuo soccorso—facendo che quel vantaggio enorme che esse portano allo stato finanziariamente, coi contributi, lo portino a sè, sostituendo il capitale collettivo a quello del capitalista e così trovando il soccorso in sè stesse e in se stesse il mezzo per ovviare alle esorbitanze dei padroni. Qui sarebbe veramente feconda la istituzione che anche in Italia per mezzo del prete e prima di Wollemborg va diffondendosi nei comuni rurali, delle banche di Reifeisen, il migliore strumento contro l'usura agraria.

Carità. Beneficenza.—Però vi è ancora oggidì un grado di miseria che non può attendere l'opera lenta della cooperazione, del collettivismo e delle misure dello stato, che per quanto solleciti giungerebbero solo a coronare un cadavere.

Così da un'inchiesta aperta e verificata sul sito dalle mie figliuole mi risulta che sopra un centinaio di famiglie operaie le quali sono pure tutte occupate in Torino, ben 50% sono sempre caricate di debiti, e il 25% sono iscritte alla beneficenza parrocchiale, senza la quale sarebbero esposte addirittura a morire di fame.

Qui vuolsi, finchè la civiltà l'abbia reso superfluo, quell'ausilio della carità che era una volta il solo soccorso contro la miseria e ne resta ancora il più immediato e quindi il più indispensabile.

Solo ora noi dobbiamo volere che anche la carità si spogli dell'antica corteccia conventuale e fratesca e spiri le nuove aure, modellandosi, mano a mano che i tempi procedono, sulle orme della trasformazione economica, della previdenza cioè, della cooperazione e infine del collettivismo.

In ciò eccellono le nazioni anglosassoni e quelle in cui le religioni protestanti, calviniste, ecc. volgarizzarono la carità facendo accomunare al prete, che ne aveva un rispettabile e santo, ma circoscritto monopolio, il cuore del pubblico, il cui fanatismo religioso trova sfogo nelle più sbrigliate, ma feconde fantasie, che giungono a toccare i lati più lontani e più remoti del bisogno, armonizzando così la carità antica colle norme più moderne dell'economia.

Noi vedremo come in Inghilterra e in Svizzera la carità ingegnosamente fa servire l'indigente a favore dell'indigente, per es., le madri disoccupate a raccogliere i bambini di quelle occupate; e organizza una quantità di opere utilissime, alberghi e asili temporanei per le serve, pei disoccupati, agenzie di lavoro, ecc., così ingegnosamente ingranate l'una nell'altra che una contribuzione minima da parte del beneficato basta a mantenere l'istituzione salvaguardando intanto la giusta fierezza dell'onesto indigente.

A Ginevra[238], p. es., nella piccola capitale dei calvinisti, una delle poche di Europa dove il delitto è in decremento, abbiamo l'enorme quota di 400 istituti di beneficenza o religiosi—di cui: 35 pei bambini (12 per gli orfani, 7 per portarli ai bagni, 5 ospedali, 5 per protezione dei bambini a domicilio, 1 di ricreazione, 2 scuole per gli apprendisti, 1 industriale, 1 musicale)—16 pei vecchi, di cui: 5 asili, 1 per pensioni a domicilio, 10 assicurazioni—48 per le donne, di cui: 4 asili per ragazze, 1 per donne cadute, 4 per operaie disoccupate, 5 per serve, 8 ospedali di cui: 5 per le serve e 3 per le ragazze, 1 ricreatorio, 1 società contro la prostituzione, 1 per la difesa, 4 per agenzie di collocamento, 7 per procurar lavoro a domicilio, 8 patronati per istitutrici, ragazzi, ecc.—46 per gli uomini, di cui: 11 per gli accidenti del lavoro, 8 di varie nazionalità per facilitare l'occupazione agli emigrati, 2 per organizzare gli emigranti, 3 pei disoccupati, 4 pei ricreatorî e sale di lettura, 4 per conferenze, 1 contro i giuochi d'azzardo, 1 per comperar gli strumenti di lavoro, 1 per collocamento di apprendisti, 9 società di temperanza, 9 cucine popolari, ecc. ecc.

Le istituzioni più speciali sono: le società per il miglioramento degli alloggi, per gli alloggi igienici a buon mercato; le casse di risparmio speciali che raccolgono i denari al minuto per restituirli in merce acquistata all'ingrosso; alberghi di famiglia per i forestieri poveri, operai in cerca di lavoro.

Una delle società più caratteristiche è quella delle vecchie carte; distribuisce a molte famiglie dei sacchi: ogni dato tempo li ritira pieni di carte vecchie, col cui prezzo paga un locale ed un'agenzia; questa ritira i vestiti e oggetti raccolti dai ricchi, e dopo averli, per opera di indigenti, lavati, ricuciti, verniciati, trasformati, li vende poi a prezzi ridottissimi, o regala ai bisognosi. Vengon sollevate così molte miserie, senza che nessuno ne abbia l'onere.

Altre agenzie procurano lavoro alle donne povere e si incaricano di venderlo; altre pagano delle disoccupate che attendano alle famiglie degli operai occupati che non possono accudire la casa.

E, nota caratteristica, tutto vi si regge da sè, senza bisogno di mecenati. Gli asili, gli alberghi di famiglia per le serve, e le istitutrici, ecc. non sono mai gratuiti: si paga poco, il minimo possibile, in posticipazione, a tarda scadenza, ma infine la società e l'asilo son mantenuti da quelli che se ne giovano. È questa una specie di evoluzione della carità che le toglie tutto ciò che ha di umiliante e la trasforma in aiuto valido e efficace per riuscir definitivamente nella vita più che a cavarsi d'impaccio per un momento.

Ed altrettanto e più vedesi a Londra, la sola capitale grande col delitto in decremento.

Asili, Ricoveri, Pensionati, soccorsi ai poveri.—Anche a Londra l'aiuto diretto alla miseria[239] è fatto nelle maniere più specializzate, in circa 120 istituzioni che nel 1894 beneficarono più di 18.000 individui con una spesa di 173.000 sterline. I vecchi indigenti hanno naturalmente il maggior numero di ricoveri—20—e così pure le vedove—12—: e vi è un ricovero, si può dire, per ogni singolo mestiere: per le vedove, p. es., e i figli dei mercanti di vino o di birra, dei legatori di libri, dei librai, dei soldati, dei fabbricanti di vele, di marinai, di artisti drammatici, fabbri ferrai, architetti, maestri di scuola ccc.: pegli addetti a singole compagnie industriali e commerciali: per individui di singole nazionalità e religione. Vi sono anche rifugi per coppie di sposi vecchi e poveri, larghe distribuzioni, d'inverno, di carbone e di pane, società per prestiti agli operai, moltissime istituzioni—10—per visitare i poveri a domicilio e soccorrerli così direttamente e persino per provvedere i marinai che sbarcano nel porto di Londra di impiego, scali, asili notturni; società per la prevenzione della crudeltà nei fanciulli inducendo nei parenti il sentimento della propria responsabilità verso di loro; società di temperanza potenti, tra cui alcune speciali pei singoli mestieri come, p. es., per i marinai; ospedali per le malattie prodotte dall'alcool, e uno speciale per le donne alcooliste; società per aiutare i forestieri in Londra, i figli dei prigionieri e i prigionieri stessi poveri mentre sono ancora in prigione. E poi istituzioni che hanno carattere più largo per il miglioramento morale e intellettuale dei giovani ecc. Tutte queste istituzioni sono collegate e dirette da Comitati centrali per le opere penitenziarie e di prevenzione e in genere per tutto quanto concerne i carcerati.

Notes in this chapter

Note 1 · Zanardelli, Progetto del Nuovo Codice Penale. Roma, 1888.Note 2 · Troppo presto di C. Lombroso, 1889.—Appunti al Nuovo Codice Penale, 1889.Note 3 · Vedi le bellissime tavole dell'Annuario del Ministero delle Finanze, 1887.Note 4 · Vedi le bellissime tavole dell'Annuario del Ministero delle Finanze, 1887.Note 5 · Bournet, Criminalité en Corse, 1887 (Archivio di Psichiatria, VIII, 6).Note 6 · Chi fu nella triste impresa contro il brigantaggio del Sud, sa che molti dei capitani della G. N. erano manutengoli dei briganti—e molti deiNote 7 · La pubblica sicurezza a Mantova, 1871.Note 8 · Tutti questi ritratti sono divisi in dieci categorie; un indice esattissimo rende conto con brevi cenni delle gesta d'ogni individuo. Una seNote 9 · In Vienna 150 Vertraute in 9 mesi del 1872 arrestarono 4958 delinquenti, fra cui 1426 ladri e 472 truffatori (Haybenz, Wiener Verbrechen, neNote 10 · G. Bonomi, Project of an instrument for the identification of person., 1892.—Compagnone, Il Casellario giudiziario, 1888.—Cosenza, RelazioneNote 11 · Lombroso, Delitto di libidine, 1889.—Penta, I pervertimenti sessuali ecc., 1893.—Viazzi, Reati sessuali, 1896.—Krafft-Ebing, Psicopatie sessNote 12 · Archivio di Psichiatria, II, 500; XII, 550.Note 13 · Vidimo sopra quanto si notò nei paesi più barbari e più civili.Note 14 · Stupri, ecc. su adulti Stupri, ecc. su fanciulli Periodi Lavori forzati Carceri Pene correz. Lavori forzati Carceri Pene carcer. % % % % % Note 15 · Dell'incremento del delitto in Italia, 1879.Note 16 · Wilh. Bode, Habt ihr's je versucht? Bremerhaven, 1890.—Die Heilung der Trunksucht. Bremerhaven, 1890.—Alkool-Album. Bremerhaven, 1891.—G. BuNote 17 · A Milano gli esercizi pubblici erano nel 1865 poco più di 1600, al 31 dicembre 1875 ammontavano a 2140, di cui 500 di liquori (Locatelli, opNote 18 · Legge del Mayne: 1º La fabbricazione, la vendita e la fornitura dei liquori inebbrianti sono proibite, se ne eccettui il caso richiesto dal Note 19 · Zerboglio, L'Alcoolismo. Torino, Bocca, 1892.Note 20 · V. Archivio di Psichiatria e scienze penali, fasc. I e II, 1880: Sostitutivi penali dell'avv. Ferri, p. 224.Note 21 · Colkins calcola che nel 1867 si consumavano 78.000 libbre d'oppio agli Stati Uniti per ubbriacarsi (Opium and opium aether, 1671, FiladelfiaNote 22 · Era un miscuglio di etere etilico e metilico.Note 23 · Nella Revue d'hygiène, 1895, Ludwig suggerisce una bevanda aggradevole, il cui colore e gusto ricorda quello del vino bianco spumante. S'impNote 24 · Zerboglio, L'Alcoolismo. Torino, Bocca, 1892.Note 25 · V. Hello, Des colon. agr. pénitentiaires, 1865.—Saucerotte, Les colon. agr., 1867.Note 26 · Lombard, Annuaire Philantropique Génevois, 1893.Note 27 · Low's Handbook to the charities of London. 1895-96, London.
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