LIBRERIA EDITRICE GALLI
Reading edition
DI
=Milano C. CHIESA e F. GUINDANI Milano=
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RACCOLTA DEI MIGLIORI ROMANZI MODERNI ITALIANI
UGO VALCARENGHI
I RETORI
LE CONFESSIONI DI ANDREA
Seconda edizione.—Un bel volume in-16 __L. 3.__
__Diamo alcuni giudizi dei più importanti Periodici su questo Romanzo, che forma il primo volume della Serie «I RETORI.»__
«….La prefazione è splendida, e credo fermamente sia quanto di più notevole si sia scritto da molti anni a questa parte intorno agli intenti del romanzo.
«… Predomina nel romanzo la ricerca decisa, quasi febbrile, della verità. Il Valcarenghi ha avuto il coraggio di dominare coll'idea il sentimento, e di studiare a fondo l'anima propria non badando ai dolori, agli strazi di vedere mille illusioni andarsene, dinanzi alla necessità ineluttabile del vero scientifico.
«….Il romanzo del Valcarenghi sintetizza in modo chiaro e semplice quello cui pochi hanno accennato appena, e che infine è nella coscienza di molti. Neera, Gerolamo Rovetta, Antonio Fogazzaro, Bruno Sperani, Filippo Turati, Memini non hanno potuto leggere le Confessioni di Andrea, senza provare una commozione profonda.
«….Il romanzo italiano, per vivere, ha bisogno di giovani, che, come il Valcarenghi nutrano forti convinzioni e principii veramente positivi.»
Rivista di Filosofia Scientifica (Agosto 1888).
«Nelle Confessioni di Andrea, il Valcarenghi esce ardito, gagliardo… egli vuole smascherare gli ipocriti della società; vuole ribellarsi contro le convenzioni sociali.
«….L'Andrea, il suo protagonista, si confessa con sincerità brutale: non giustifica nemmeno sè stesso quando erra nei suoi pazzi amori, quando si mostra negli espedienti dell'egoismo; la sua anima non è corrotta sino all'eccesso, ma è spesso cinica, in qualche momento fa orrore, si svela tutta nelle sue convulsioni, e nello stesso tempo tende inesorabile a smascherare le altre, mostrandone le bassezze.
«….In ogni pagina stride e quasi sghignazza uno scrittore che ha stomaco di ferro e non ha peli sulla lingua; uno scrittore che ha molte idee, filosofeggia molto, troppo, e che farà strada!»
=C. R. Barbiera=, nell'Illustrazione Italiana (8 Gennaio 1888).
«Il libro del Valcarenghi sarà certamente molto discusso, perchè è un libro ardito e coraggioso: tanto coraggioso che, veramente, nelle 370 pagine di cui si compone, non corre che una tenuissima favola. Sarà molto probabilmente giudicato nei modi i più diversi: ma la discussione e la disparità dei giudizi saranno la miglior soddisfazione dell'autore; il quale, dopo tutto, ha dimostrato ed affermato bene un fatto, quello di volere e di saper fare un libro con intendimenti serii, con viste larghe, con profondità di pensiero.»
Gazzetta del Popolo della Domenica di Torino (8 Aprile 1888).
«Le Confessioni d'Andrea iniziano una serie, un ciclo di romanzi, che meglio e più propriamente potrebbero chiamarsi studi sociali. Il Valcarenghi mira con essi ad interessare i suoi lettori con lo studio assiduo e paziente dei vizii, dell'ambiente, delle consuetudini ed ipocrisie sociali che corrompono il carattere, la coscienza, quanto v'ha di più nobile nel sentimento umano. Egli cerca di fondere nell'artista il filosofo ed il sociologo, per dare dei mali della società una descrizione fotografica, esatta; per studiarne in seguito, con amore e verità, i rimedii.
«…. Questo volume nuovo del Valcarenghi, di gran lunga si lascia addietro i suoi precedenti: e per esso e con esso s'avanza in prima fila fra i migliori cultori del romanzo italiano.»
=M. Mariani=, nella Cronaca Rossa di Milano (22 Aprile 1888).
«….Un uomo che mette a nudo il proprio egoismo con una schiettezza rara, in omaggio alla verità…. Chi non sente gemere un cuore d'artista e di galantuomo sotto le pagine spietate? E quella larga nota di dolore che sale acuta, persistente da ogni pagina, non è dessa la moralità tutta, tutta la bontà e la efficacia dell'opera d'arte?…»
=Neera=, nel Fanfulla della Domenica (15 Aprile 1888).
«….Già più d'una volta ebbi a lodare, ed anche in queste stesse colonne, dei libri sinceri; principalmente perchè sinceri. Eccone un altro da aggiungere al numeroso stuolo.
«….Innamoratomi alla prefazione, bellissima, lo divorai tutto in un fiato….»
=Filippo Turati=, nell'Italia (4 Aprile 1888).
«….Malgrado le lacune e le sovrabbondanze, le Confessioni d'Andrea sono un romanzo forte pel concetto e bello di pagine, nelle quali l'esecuzione corrisponde al concetto.
«….Le Confessioni d'Andrea si leggono con profitto e con diletto dalla prima all'ultima pagina.»
=G. Depanis=, nella Gazzetta letteraria di Torino (7 Aprile 1888).
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UGO VALCARENGHI
SOTTO LA CROCE
ROMANZO
Un bel volume, in-16 L. 3.
«Dopo Baci perduti: Sotto la Croce; vale a dire, dopo le scene della vita borghese, il romanzo. Questo prova che il Valcarenghi non si è fermato sul successo di quel primo lavoro, ma che ha voluto far qualche cosa di più seriamente pensato.
«L'argomento è una storia triste, ma vera, uno dei romanzi umani che leggiamo nella vita d'ogni giorno. I fatti si succedono naturali ed i caratteri, per lo più, sono disegnati con cura e sempre conseguenti a lor stessi. Anche la forma è generalmente buona.
«….. Sotto la Croce, non ostante difetti parziali, è sempre un romanzo di merito e di merito grande.»
Gazzetta letteraria (20 Febbraio 1886).
«…Questo romanzo segna un gran progresso sui precedenti lavori dell'Autore che è giovanissimo.
«Il libro si legge con interesse, non per curiosità dello svolgimento, bensì per la naturalezza del racconto e per la verità della rappresentazione.»
=A. Fogazzaro=, nella Provincia di Vicenza (18 Marzo 1886).
«….Il romanzo del Valcarenghi mostra nell'Autore un giovane che ha dell'ingegno, tanto come osservatore, che come artista. Il sentimento della realtà non manca quasi mai in Sotto la Croce, e questo vuol dire che i personaggi sono veri, e che vero è l'ambiente.»
Giornale Cronaca Azzurra di Firenze (8 Aprile 1886).
«L'Autore ha facoltà di intuire e cogliere la vita borghese con ischiettezza. Bel saggio n'è la descrizione di una festa da ballo;—più bella, perchè molto più breve, la descrizione d'una passeggiata nei giardini pubblici….»
Giornale La Nuova Antologia di Roma (1 Aprile 1886).
«Se il giovane Autore dei Baci perduti, segni un progresso col nuovo suo lavoro, tanto nello studio dei caratteri e dell'ambiente, quanto nella forma, ognuno lo vede fra quei critici imparziali che lo giudicarono con logica di criterii, e ne fanno testimonianza le lodi tributategli da molti giornali, fra cui la Piemontese letteraria, la Lombardia, l'Italia, la __Ronda__, l'Illustrazione Italiana, il Presente, il Patriota, la Venezia, l'Indipendente di Trieste, la Provincia di Vicenza, con un articolo di Fogazzaro, ecc,»
=F. Cameroni=, nel Giornale Il Sole (24 Marzo 1886).
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