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L'eresia nel Medio Evo

Note 803 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 3)

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Cronaca delle Tribolazioni, carte 305: «Conciosia cosa che Papa Clemente quinto avessi assignato nel Concilio di Vienna episcopi doctori in jure canonico e molti maestri in teologia per udire ed esaminare quelle cose, le quali erano proposte per la riformatione di tutta la religione da frate Ubertino e da tutti li altri fratelli secondo che havevano havuto comandamento da esso Papa Clemente, tanta crudeltà e tanto odio mostravano loro e alli loro aderenti li frati in Provenza e in Toscana e nella provincia della Valle di Spoleto, che ciascheduna persona si poteva accorgere che in poco o nulla reverentia havevono l'obbedientia del Papa, e mostravano un odio tanto implacabile contro a questi zelatori della Regola, che per le diverse persecutioni furono costretti li frati zelatori della Regola di dividersi dalla comunità delli frati e di separarsi da loro. Ridussonsi adunque doppo quella segregatione e separazione dalli persecutori al convento di Narbona e di Bises. Perocchè quelli uomini di quelle cittadi li havevono in grande reverentia e devotione sì per la santità, la quale cognoscevono in loro, sì per li miracoli che tutto il giorno vedevono al sepolcro del santo uomo Pier Giovanni». Carte 310: «Per la qual cosa conoscendo questi poverelli, che lo stare con quelli che li avevono in odio ne seguitava loro pericolo corporale, trovorono una chiesa derelicta e solitaria appresso a Malusana, dove era dell'acqua e alcuna spelonca, ed ivi si raccolsono quelli frati zelatori di licentia del Patron di quello loco, vivendo in vera e pura observantia della regola. E la vernata seguente si stettono nel loco di S. Lazzaro di Vignone per insino che fu data la diffinitiva sententia del Papa».

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