Note 802 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 3)
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Cronaca delle Tribolazioni, carte 300: «Per la quale cosa il Papa non volse che havessi alcuno vigore cosa, che si proponesse in juditio per parte del generale o veramente dell'ordine contro frate Ubertino e li suoi compagni. E per questo arrabbiandosi molto più li frati adversarii delli umili poveri di Gesu Christo, predicavano e dicevano che era sacrifizio mattutino e vespertino offenderli e perseguitarli come destructori e diffamatori dell'ordine, e questo perchè essi humili figlioli della obbedientia e zelatori della verità li aveano detta la verità, la quale conveniva loro dire per l'ordine. E intanto si erono questi persequitori inanimiti contro alli persequitati, che uno di loro non si vergognò di confessare arditamente e pubblicamente avere avvelenato frate Raymondo di Gaufredo, frate Guido dei Mirapesci, e frate Bartolomeo Sicardo, e un altro frate; onde questa fama riempie quasi tutta la corte. Il Papa ancora più volte massime nel Concilio di Vienna si lamentò della irreverentia e l'inobedientia delli frati».