Note 795 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 3)
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Cronaca, c. 297: «Questo frate Ubertino habitando sul Monte della Vernia della provincia di Toscana tutto devoto a S. Francesco, fedele testimonio della prima ed ultima perfezione regolare, sincero e fervente predicatore dell'evangelica verità infiammò e destò per esempio della vita e per virtù della sua parola molti nella religione e specialmente nella provincia della Marca e della Valle e di Toscana alla pura e fedele observantia della promessa perfectione, e per la vera charità, lassando lui stare la sua quiete, la quale lui haveva in Gesù Christo, attendendo solamente a Dio e alle cose celestiali, e assentendo al consiglio delle sancte persone per potere favorire li frati e le persone spirituali, li quali pativono dalli frati molte tribolazioni nella provincia di Toscana e della Valle di Spoleto, e si mise scientemente a molti pericoli, e si dette a molte fatiche. Imperocchè fu infamato a Papa Benedetto undecimo ed acusato di molte cose dalli suoi adversari, e fu citato dal Papa e chiamato a Roma a loro instantia, ma per lo ajuto di Gesù Cristo fu liberato per mirabile modo da tutte le calunnie. Ma pochi giorni doppo mandando li Peruggini solenni ambasciatori al predetto Papa, imposono a questi ambasciatori che addimandissino al S. P. due cose principali, la prima di restituirli il lume della loro direzione cioè frate Ubertino, il quale aveva inluminata e singularmente tirata a Dio tutta la loro città, la seconda cosa fu che offerendo al Papa come a padre e signore liberamente tutta loro città e tutte le loro persone, e che li dovesse piacere di venire a stare senza dimora insieme con li suoi fratelli cardinali, allora il sommo pontefice sorridendo rispose: voi avete messo frate Ubertino avanti a noi».