Note 762 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 3)
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Cronaca, carte 204 tergo: «Della quinta tribolazione dell'ordine delli frati minori della quale nelle parti ultramontane frate Pier Giovanni fu il principale che ne partecipò, come si dirà nel subsequente capitolo — Essendo assunto al cardinalato frate Bonaventura contro alla sua volontà per la fama della sua scienza ed eloquentia e sanctità, li succedette nell'offizio del generalato frate Girolamo d'Ascoli, il quale poi fu Papa Niccolao quarto, che fu uomo assai mansueto e modesto e tardo ad ira e a fare ingiuria, posto che fossi tepido e rimesso a promuovere li buoni. Pag. 205: A costui .... accusato il sancto uomo di Dio frate Pier Giovanni d'Ulivo della provincia di Provenza e della custodia di Herbona, e nativo d'un castello chiamato Serignano, che esso frate Pier Giovanni per audacia e temeraria presunzione haveva composto alcune quistioni piene di temerarie novitati. La qual cosa udendo frate Girolamo generale lo fece chiamare a sè, e li disse che li portasse quelle quistioni che lui haveva fatte della nostra donna, il quale frate Pier Giovanni subitamente ebbe porto, e come il generale l'hebbe letto, li comandò che li mettessi in sul fuoco e l'ardesse. La qual cosa fatta frate Pier Giovanni senza mutare volto con l'animo tranquillo, come se avessi ricevuto un grande honore, rallegrandosi si lavò le mani e celebrò la messa. La qual cosa notando alcuni di quelli, che di già per lo merito delle sue virtù l'amarono, appostata l'ora opportuna l'addimandorono dicendo: frate Pier Giovanni come potesti tu dire la messa così subitamente dopo tanta ingiuria e riprensione, che ti fu facta dal generale non ti confessando tu avanti. Ai quali quello rispose e disse: Io ho ricevuta quella riprensione e ingiuria per grande benefizio et honore, e però non me ne sono dolsuto nè rammaricato. Anzi me ne sono rallegrato, che se voi pensate che per quello ardere e distruggere di quelle quistioni l'uomo se ne debba dolere, questo è niente, perchè a me è agevole cosa di ritrovare e riparare quelle medesime».