Note 759 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 3)
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Cronaca delle Tribolazioni, carte 186: «E chiamati prima li due principali compagni di frate Giovanni, ciascuno delli quali era molto suffitiente e molto docto nella divina scriptura, cioè frate Leonardo e frate Giraldo li costrinsero a giurare di rispondere puramente la verità. Carte 196 t: frate Giraldo era di tenace memoria e di deserta e di pulita lingua e di acuto intelletto e dalla bocca sua usciva un fiume d'auctorità: Carte 198r: come eretico condannarono alla perpetua carcere lui e il suo compagno, il quale frate Giraldo entrando nella carcere disse: in loco pascue ibi me collocavit, ove stetti diciocto anni con tanto gaudio e letizia come se continuamente avessi avute tutte le delicatezze del mondo .... vivendo come eretico e scomunicato, e alla fine fu privato dell'ecclesiastica sepoltura sotto la medesima penitenza vivette e morì frate Leonardo. Dopo molto tempo Pietro dei Nubili perchè non volessi dare alii frati un trattato, il quale avea compilato frate Giovanni, morì in carcere». Questa ultima notizia è molto importante, perchè mostra che anche fra Giovanni avea composto un trattato (l'Introduttorio?) sullo stile degli scritti di Leonardo e fra Gherardo e al pari di quelli severamente proibito. D'accordo colla Cronaca il Salimbene, pag. 102: frater Ghirardinus Parisius missus fuit, ut studeret pro provincia Siciliae, pro qua receptus fuerat. Et studuit ibi IIII annos et excogitavit fatuitatem, componendo libellum, et divulgavit stultitiam suam. De quo libello iterum dicam, cum ad Papam Alexandrum quartum pervenero, qui ipsum reprobavit. Et qui occasione istius libelli improperatum fuit ordini et Parisius et alibi, ideo praedictus Ghirardinus, qui libellum fecerat, privatus fuit lectoris officio et praedicationibus et confessionibus audiendis et omni actu legitimo ordinis. Et quia noluit resipicere et culpam suam humiliter recognoscere, sed perseveravit obstinatus procaciter in pertinacia et contumacia sua, posuerunt eum fratres minores in compedibus et in carcere, et sustentaverunt eum pane tribulationis et aqua angustiae. Iste miser nec sic voluit resilire a proposito obstinationis suae, permisit itaque se mori in carcere, et privatus fuit ecclesiastica sepoltura. Sepultus in angulo horti.