Note 756 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 3)
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Per esempio la Cronaca delle tribolazioni a carte 181v: «Ma secondo che testifica esso frate Giovanni in questa parte molto fallì Bonaventura, perocchè parlando e conferendo insieme con frate Giovanni dentro in cella della predetta quistione, si concordava e mostrava di sentire e di tenere una medesima cosa con frate Giovanni, ma nel cospetto delli frati, ed in comune si mostrava di tenere il contrario. E per questo frate Giovanni molto temeva frate Bonaventura». Così pure a carte 199 recto e tergo: «è fatto stupendo a ciascheduna mente come presummettono di trattare iniquamente e irriverentemente tanto e sì fatto uomo con loro infamia con scandalo e vituperio di tutto l'ordine e confusione di tutta la religione .... venne frate Giovanni, e fu costretto di giurare come sospetto d'eresia, e fu inquisito il savio dalli stolti e l'antico dalli giovani ecc. E allora s'oscurò e impallidì la sapientia e sanctità di frate Bonaventura, e la sua mansuetudine dal maligno spirito, che il commoveva, fu voltata in furore». Questi passi mostrano chiaramente l'irritazione del partito intransigente contro fra Bonaventura. Contro il quale solevano addurre una pretesa profezia di fra Jacopo della Massa, come riferisce la stessa cronaca a pag. 186 recto: « .... Questo frate Jacopo da Massa nel principio del generalato di frate Giovanni da Parma stette tre giorni rapto fuori di sè .... A costui fu data la intelligenza delle scripture e lo spirito della prophetia, allora lui mi disse e manifestò una cosa molto stupenda, cioè che .... vidde un arbore molto bello e alto, la cui radice era d'oro ed il pedale d'argento, le foglie d'argento inorato, li frutti dell'arbore erano huomini ed erano frati minori, e vedde frate Giovanni da Parma, il quale stava nella cima del ramo di mezzo di quest'arbore. E venne S. Francesco ad amministrare lo spirito della vita alli suoi frati, secondo che li era stato comandato, ed incominciandosi da frate Giovanni da Parma li dette il calice dello spirito della vita .... e avendolo bevuto diventò lucente come sole, quelli pochi che divotamente tutti lo bevevono, tutti diventavano lucidi come il sole, ma quelli, li quali lo versavano, diventavano tenebrosi e neri e orribili a vedere e simili alli demonii .... furono date a frate Bonaventura, unghie di ferro taglienti come rasori (pag. 190): Gesù Cristo chiamò S. Francesco e li dette una pietra focaja molto tagliente .... e S. Francesco venne e tagliò le unghie di frate Bonaventura, e frate Giovanni si restò nel loco suo lucente come il sole». Questa visione, riferita anche nei Fioretti, ed accolta dal Mariano e dal Wadding, è certamente una invenzione del partito intransigente, e l'Affò ben fece a dubitarne (pag. 109 e segg.), benchè le ragioni addotte da lui tengano poco.