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L'eresia nel Medio Evo

Note 755 — LIBRO SECONDO DALLO SCISMA ALL'ERESIA (continued 3)

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Secondo il Salimbene (pag. 137) le dimissioni furono spontanee, e più d'un giorno insisterono i capitolari perchè le ritirasse, ma persistendo il generale nel suo proposito, lo pregarono che indicasse lui il successore. Et statim assignavit fratrem Bonaventuram de Bagnoreto et dixit quod in ordine meliorem eo non cognoscebat: et statim omnes consenserunt in eum et fuit electus. Non è probabile che fra Giovanni indicasse a suo successore chi dopo eletto gli aprì un processo. E l'Affò stesso cita un contemporaneo fra Peregrino di Bologna, il quale (pag. 105) dice al contrario: idem Papa sibi in secreto praecepit, quod renunciaret officio et quod nullo modo assentiret, si ministri eum vellent in officio retinere. Et ego, inquit, in capitulo fui mediator inter ipsum et ministros, et hoc habui ex ore ejus. E se l'Affò non crede al racconto di fra Pellegrino, perchè appartenente al partito di frate Elia, altri potrebbe dubitare del Salimbene, appartenente al partito Gioachimita. Tanto più che il racconto di Salimbene è improbabile, e non scevro di pie invenzioni come questa che nel romitorio di Grecia, ove si ritirò fra Giovanni, duae aves de sylva sylvestres, ad modum anseris grandis, et sub disco suo, ubi studebat continue, fecerunt nidum ova et pullos, et permittebant se tangi ab eo.

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