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L'Antologia di Gian Pietro Vieusseux

Note 1178 — Cap. V. La fine e la fortuna dell'Antologia

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Ma per i danni sofferti né si avvilì il Marzucchi né mercanteggiò la coscienza: “amai sempre il giusto ed il vero: — scriveva egli al Vieusseux — lo annunziai con qualche franchezza, ma non offesi il Governo Toscano; amo ed amerò, finché avrò sana la mente, il giusto ed il vero; e lo dirò palesemente con moderazione franca e leale. Se questo è un delitto io sono reo, e la mia destituzione è stata pronunziata giustamente; se no, no„. (Lettera inedita, Siena, 26 ottobre 1832, Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).

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