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L'Antologia di Gian Pietro Vieusseux

Note 1176 — Cap. V. La fine e la fortuna dell'Antologia

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A questo proposito, nella Giovine Italia (Nuova edizione a cura di Mario Menghini. — Roma, 1902, pag. 5), ove fu inserito il discorso a cui accenno dopo, si legge: “il governo, non potendo altro, perseguita la memoria, vietando all'Antologia d'inserire poche linee che un amico gli tributava„. Credo che questo amico fosse il Capponi: tanto è vero, che il Leopardi il 21 gennaio del '32 scriveva al Vieusseux: “aspetto con impazienza la Necrologia che Gino dee scrivere„; né poteva in quel tempo essere d'altri che del Colletta. (Epistolario cit., vol. II, pag. 456).

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