← Table of contents
L'Antologia di Gian Pietro Vieusseux

Note 1234 — Cap. V. La fine e la fortuna dell'Antologia

Reading edition

Le parole del Bologna infatti “e persistendo... dichiaralo ecc.„, dimostrano che se il Vieusseux avesse denunciato i due scriventi, l'Antologia non sarebbe stata soppressa, e quindi, che i due ambasciatori non chiesero la soppressione. Che se questi l'avessero, non dico imposta, ma chiesta, anche il Corsini non avrebbe avuto motivo di deliberare co' suoi colleghi su le misure “da prendersi ulteriormente„, essendo la pena già stabilita. Si aggiunga ancora, che avendo il Bernardini espresso, fin dal febbraio, il desiderio che gli scrittori ponessero il nome loro in fondo agli articoli, il Corsini rispondeva (Lettera inedita del 27 febbraio 1833 in Lettere della Segreteria di Stato dal 1º gennaio 1832 al dicembre 1834, Censura, n. 1025) essere ciò inutile, non dovendosi perdere di vista la massima, che “il solo Direttore del Giornale è responsabile dirimpetto all'I. e R. Governo„. Dal che apparisce chiaramente come il Governo toscano fosse costretto non già a sopprimere l'Antologia, ma solo a porsi in contradizione con sé stesso, con tanta insistenza chiedendo i nomi de' due scrittori.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings