Note 1366 — Cap. V. La fine e la fortuna dell'Antologia (continued 2)
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La gazzetta la Voce della Verità condannata a morte ignominiosa senza appello con sentenza profferita a Parigi nell'aprile del '35 da Ser COTALE Niccolò Tommaséo e COMPAGNI per strage commessa dell'“Antologia„ e per attentati contro la liberalesca settaria sovrana canaglia. Filadelfia, giugno 1835, pag. 78. — Quest'opuscolo, che in séguito dovrò piú volte citare, è divenuto sí raro, che non solo Enrico Poggi confessa (Storia d'Italia, Firenze, Barbèra, 1883, vol. II, pag. 78) che a lui “non è venuto fatto di ritrovarne alcuna copia„; non solo, anche recentemente, Ettore Verga dichiara (Il primo esilio di N. Tommaséo, lettere di lui a C. Cantù. — Milano, Cogliati, pag. 64): “invano ho cercato quest'opuscolo in parecchie biblioteche italiane„; ma fino il mio maestro A. D'Ancona mi diceva un giorno, essere quella scrittura una delle poche che non gli fossero mai capitate tra mano. La rarità dell'opuscolo dipende da ciò, che il Canosa, pubblicatolo in Pesaro con la falsa data di Filadelfia, ne distrusse quante piú copie poté, scontento dell'edizione. Scriveva egli infatti a Venanzio Testi: “Il signor Bali mi diede le piú forti premure affinché rimesso avessi a lei un esemplare dell'ultimo mio opuscolo in replica a quel montone furioso del Tommaséo. Fatto sta che terminata la stampa dell'opera, avendola riletta ho trovato tali e tanti gli errori corsi nella stampa, che mi sono risoluto non pubblicarla. Ritornato che sarò in Pesaro (quando le circostanze me lo permetteranno), vedrò cosa debbo fare, o bruciare l'edizione, o farne un'altra, o fare un'errata corrige, ovvero lasciare che vada al diavolo Tommaséo, l'Antologia e Compagni; non incaricandomi piú di nulla„. (Lettera inedita del 22 luglio 1835, Bologna — Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze). Dopo ricerche lunghe, sono riuscito a trovarne in tutta Italia due soli esemplari: l'uno nella biblioteca Oliveriana di Pesaro (ma non potei vederlo, perché l'ordinamento della biblioteca, con vantaggio grande degli studiosi, vieta l'invio de' libri); l'altro, che studiai, rinvenni in Roma, nella “Biblioteca Nazionale„, fondo Risorgimento. In quest'opuscolo sono, in parte, ristampati gli articoli della Voce, e la lettera (di cui dirò in séguito) del bali Sanminiatelli; poi segue la risposta lunghissima del Canosa; della quale parlerò piú innanzi.