Note 44 — INTRODUZIONE STORIA GENERALE DEGLI ANFITEATRI.
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Nel Dizionario epigrafico del De Ruggieri leggesi: «Nella Campania gli anfiteatri esistettero prima che in Roma. In Pompei si costrusse nel 684 d. R.». (Lett. A. Roma 1895). Allude senza dubbio agli anfiteatri stabili. Il Guazzesi, in una dissertazione tenuta in Cortona sugli anfiteatri etruschi e particolarmente su quello di Arezzo, cercò dimostrare che i Romani appresero dagli etruschi l’idea ed il modello per fabbricare anfiteatri. (Cf. Saggi di dissertazioni accademiche lette nell’accademia di Cortona. Roma 1738, p. 9). Ma il suo lavoro incontrò molte critiche, alle quali egli rispose con un Supplemento alla dissertazione degli anfiteatri toscani ecc. Venezia 1739. (Cf. Raccolta di opuscoli scientifici e filologici. Tom. XX, p. 427). Il Guattani (Roma descritta ed illustrata. Tom. II, p. 2) crede che i Romani apprendessero dagli Etruschi l’uso e la forma tanto dei teatri quanto degli anfiteatri. — Similmente e più recentemente, il Nispi-Landi (Storia dell’ant. città di Sutri, p. 527, Roma 1887), seguendo l’opinione del Dennis, scrisse di ritenere come molto probabile che gli anfiteatri sorti a Roma si modellassero massimamente su quello di Sutri, come più vicino. Noi siamo intimamente persuasi di quanto affermiamo nel testo.