Note 218 — SONETTI ATTRIBUITI A CECCO D’ASCOLI
Reading edition
Questo sonetto fu tratto dal Bariola dal cod. Magliabechiano 3, cl. XVI. Sullo stesso argomento vi è un altro sonetto che, in una edizione quattrocentina della Summa perfectionis del Geber, è attribuito a Cecco; mentre in un cod. di Montpellier esso è attribuito a Dante; ed in altri cod. del sec. XIV e XV o a Cecco, o a Dante o a Frate Elia. Lo pubblicò Oddone Zenatti di sul cod. Riccardiano 946, c. 10, (Una canzone capodistriana del sec. XIV sulla pietra filosofale, in Archiv. stor. per Trieste, l’Istria e il Trentino, vol. IV, pagg. 81-117; e Nuove rime d’alchimisti, Estr. dal Propugnatore, N.º 8, fasc. 21, Bologna, 1891). Come dice però il Paoletti, non sembra fattura dell’autore dell’Acerba, e per l’ordine, e, molto più, per l’uso e la frequenza di certi vocaboli; e, perciò, qui non lo riproduciamo.