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Isabella Orsini, duchessa di Bracciano

Note 97 — CAPITOLO NONO.

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Qual fosse la segreta cura di don Giovanni ce la seppe rivelare l’illustre signor cavaliere Carlo T. Dalbono nel suo bellissimo libro delle Tradizioni Popolari del Regno di Napoli. Nelle Fiere di Castelnuovo espone come don Giovanni salvasse nell’assalto di Granata una giovanetta maomettana della quale divenne amante riamato, e n’ebbe un figlio, dolcissima cura dei genitori. Cresciuto di anni e di bellezza, don Giovanni teneva in corte il garzone a modo di paggio insieme con altri nobilissimi giovani. Sventura volle che don Giovanni essendo vago di nudrire bestie feroci avesse tra le altre una immane leonessa; mentre i paggi giocavano in prossimità del serraglio, una palla cadde vicino alla leonessa; i giovanetti, come succede, presero a istigarsi a vicenda per vedere chi tra loro meglio animoso fosse andato a raccoglierla. Arrighetto, seguendo gl’impulsi della sua magnanima natura, accorse prontissimo e ne rimase infelicemente sbranato... — Nove giorni dopo la tragica morte del figlio, don Giovanni partì da Napoli con l’armata navale. Il dì 24 agosto giunse a Messina, dove collegatosi con le galee dei confederati mosse alle Curzolari, e quindi al golfo di Lepanto dove fu combattuta la immortale battaglia. Narra il cavaliere Dalbono come fino a qualche anno addietro, nella chiesa di santa Barbara in Castelnuovo, si vedesse una lapide con questa iscrizione: ARR. R. FILIUS AMORIS 1571.

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