Note 9 — GIOVANNI PROCACCI NICCOLÒ FORTEGUERRI E LA SATIRA TOSCANA DEI SUOI TEMPI
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Dopo la morte di Benedetto XIII il Coscia fu molto perseguitato, dovè restituire dugentomila scudi, e fuggì da Roma nel Marzo 1731, trovando appoggio nel conte Harrach vicerè di Napoli. Il Papa lo scomunicò, ma il Coscia continuò a difendersi. Nell'anno 1732 tornò a Roma ove visse rinchiuso nel Castello di Santa Prassede fino alla sentenza pronunziata il 9 Maggio 1733, colla quale veniva condannato alla prigionia per dieci anni nel Castel S. Angelo, e alla scomunica che non poteva esser tolta se non dal Papa in articulo mortis. Fu condannato anche alla perdita di tutti i benefizi e provvisioni, e privato del voto nella elezione del Papa. (V. Muratori vol. XVII p. 49-72).