Note 63 — GIOVANNI PROCACCI NICCOLÒ FORTEGUERRI E LA SATIRA TOSCANA DEI SUOI TEMPI
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Reginaldo Tanzini nella dotta Prefazione alla Istoria dell'Assemblea degli Arcivescovi e Vescovi della Toscana tenuta in Firenze l'anno 1787 (Firenze, Stamp. Granducale 1788) tocca dello stato della Diogesi pistoiese alla metà del Sec. XVIII; e venendo a parlare del Vescovo Ippoliti, dice: «Mons. Giuseppe Ippoliti secondò a maraviglia il piano che gli avea disegnato il suo antecessore, ed era per condurlo al suo compimento, se la morte non lo avesse rapito dopo pochi anni del suo passaggio dalla cattedra vescovile di Cortona a quella della sua patria. Allora fu che cominciarono per opera sua a girare tra le mani degli ecclesiastici i libri de' Porto Realisti. L'Arnaldo, il Nicole, il Duguet, il Gourlin, il Quesnello non furono più per la Diogesi di Pistoia nomi incogniti, nè le loro opere straniere a quel Clero. Il P. Liborio Venerosi era stato il primo a farle conoscere e gustare all'Ippoliti nel tempo che dimorò con lui nell'Oratorio dei PP. di S. Filippo di quella città.»