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Il Ricciardetto, vol. I

Note 62 — GIOVANNI PROCACCI NICCOLÒ FORTEGUERRI E LA SATIRA TOSCANA DEI SUOI TEMPI

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Fino dal 1859 si diè notizia nel Piovano Arlotto, An. II, pag. 291 e seg., di un MS. carliano posseduto dal Prof. Rigutini, e ne fu pubblicata una parte. Si è parlato anche di un Ms. della Bietoloneide, posseduto dal Sig. Pietro Fanfani; e finalmente l'Avv. Seghieri, nella prosa premessa alla pubblicazione livornese del 1863, dice di avere avuta in mano la copia originaria (sebbene molto assottigliata) della Raccolta degli Accademici dello Scherno, offertagli, perchè l'adoprasse a suo talento, dal possessore Sig. Cammillo Vitelli di Borgo a Buggiano. Intanto pubblichiamo noi, da un MS. di proprietà del Cav. Cassigoli, un Sonetto che abbiamo ragione di credere inedito; confortati anche dall'autorevole opinione del ricordato Cav. Seghieri che ci ha fatto il favore di riscontrarlo col MS. Vitelli, dove è anche il titolo che qui si legge:

Riflessione avuta da Bietolone sopra il miracolo che fece Gesù Cristo nelle nozze di Cana di Galilea.

Sonetto del Beffa Si discorrea l'altr'ier fra più persone Delle nozze di Cana ove andò Cristo, Con stupor che sì mal fosse provvisto Di vin lo Sposo in simile occasione. Ma non stupite — disse Bietolone — Perocch'egli era un uomo accorto e tristo, E, fatti i suoi scandagli, avea ben visto Ch'era al bisogno ugual la provvisione. E in verità, di lui tutti appagati Restaron dal più grande al più piccino, E si chiamorno molto ben trattati. Chè se alfin gli mancò quel po' di vino, Fu perch'egli contò fra i convitati, Cristo per uno, e poi trovollo trino. Ma Cristo, acciò il meschino Non restasse scornato in faccia a tanti, Gli fe' l'acqua passar per vin di Chianti. —

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