XXII.
Reading edition
Trovo fra le mie carte i seguenti versi, senza data, cui mi pare avere scritti quella notte, pensando al viaggio da Norimberga e alla colazione nel bosco. Prima di questo amore ho pensato male dei poeti che si mettevano a verseggiare quando l'arte, secondo me, doveva esser più lontana dei loro pensieri. Me ne pento. Ella potrà trovar fredde, amica mia, le interpolazioni metriche del mio racconto; pure è vero che io scrivevo versi allora come un altro avrebbe versato lagrime, senza pensare menomamente all'arte, per necessità e sfogo di passione.
Se parlo a l'altre dame e tu presente In disparte tacendo te ne stai, Te anelo e chiamo e stringo e bacio in mente, E tu in mente ne godi che lo sai.
Parlo altrui non so che, sorrido e soffro, Chi mi parla non vedo e non ascolto, Tutta l'anima mia con gli occhi t'offro Quando mi doni un lampo del tuo volto.
A te il genio, a te il cor, tu sei la sola, Sei luce, gloria sei, potenza e vita; Sei del Signor la tenera Parola A me ne l'ombra susurrata e udita.