Note (506) — IL LIBRO DI SIDRAC (continued 2)
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Il senso di questo periodo riescirebbe oscuro se non lo chiarisse il C. R. 2., conforme al C. F. R.: — E chi avesse uno suo buono amico che gli facesse grande bene, e lo suo amico lo pregasse ch'elli facesse uno grande fatto per lui, conciosiacosa ch'elli non sia di suo prò, anzi di suo travaglio, egli lo farebbe volentieri per colui che bene gli fa. — Conciosiacosachè è traduz. erronea di ja soit ce que, sebbene, abbenchè. Meglio degli altri poi ha il C. R. 1.: Unde ki avesse uno buono amico, e pregasselo ke facesse uno gran facto per lui, avenga ke non fusse sua utilità, anzi fusse in suo affanno, elli lo farebbe volentieri, per colui ke ben li fae; molto magiormente ec.