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Histoire littéraire d'Italie (2/9)

Note 51 — Par P.L. GINGUENÉ,

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Note 51:

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Je ne sais si les Français, qui n'entendent pas l'Italien, pourront entrevoir dans ma traduction les beautés simples, touchantes, et le caractère vraiment antique de ce morceau; quand à ceux à qui la langue italienne est familière, et surtout aux Italiens mêmes, je sens autant qu'eux tout ce qu'un original si parfait perd dans une si faible copie, et c'est pour eux que, sacrifiant tout amour-propre, je vais mettre ici le texte même, depuis l'endroit où

Francesca

commence le récit de ses malheurs.

Siede la terra dove nata fui Su la marina, dove'l Po discende Per aver pace co' seguaci sui. Amor, ch'a cor gentil ratto s'apprende, Prese cosuti della bella persona Che mi fu tolta, e'l modo ancor m'offende. Amor, ch'a nullo amato amar perdona, Mi prese del costui piacer sì forte Che, come vedi, ancor non m'abbandona. Amor condusse noi ad una morte: Caina attende chi vita ci spense. Queste parole da lor ci fur porte. Da ch'io intesi quell' anime offense, Chinai'l viso, e tanto'l tenni basso, Fin che'l Poeta mi disse: che pense? Quando risposi, cominciai: o lasso, Quanti dolci pensier, quanto disio, Menà costoro al doloroso passo! Poi mi rivolsi a loro, e parlai io, E cominciai: Francesca, i tuoi martiri A lagrimar mi fanno tristo e pio. Ma dimmi: al tempo de' dolci sospiri, A che, e come concedette amore Che conosceste i dubbiosi desiri? Ed ella a me: nessun maggior dolore Che ricordarsi del tempo felice Nella miseria; e ciò sa'l tuo dottore. Ma se a conoscer la prima radice Del nostro amor tu hai cotanto affetto, Dirò, come colui che piange e dice. Noi leggevamo un giorno per diletto Di Lancilotto, come amor lo strinse; Soli eravamo, e senza alcun sospetto. Per più fiate gli occhi ci sospinse Quella lettura, e scolorocci'l viso. Ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto amante; Questi, che mai da me non fia diviso, La bocca mi bacciò tutto tremanie: Galeotto fu il libro, e chi lo scrisse: Quel giorno più non vi leggemmo avante. Mentre che l'uno spirto questo disse, L'altro piangeva si che di pietade Io venni meno come s'io morisse; E caddi, come corpo morto cade.

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