Note 23 — PARTE TERZA IL BANDITO DELLA NURRA (continued 2)
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Il fatto avvenne la mattina del 21 maggio 1859.
Darò il sunto della relazione dei carabinieri e di altri testimoni, che tolgo dagli atti del processo.
Il brigadiere Antonio Piettone, il vice brigadiere Giuseppe Delrio, e i due carabinieri Antonio Catte e Raimondo Argiolas erano usciti dalla stazione di Portotorres, fin dal 19 maggio, in perlustrazione. Nella mattina del 21 si presentarono all’ovile della vedova di Paolo Sechi per abbeverare i cavalli.
Il vice brigadiere Delrio precedeva i compagni, avendo il cavallo indomito. Giunto alla porta della capanna che guarda levante, mentre un mastino abbaiava, gli fu fatto fuoco da dentro, e cadde.
Piettone e Argiolas spinsero allora i cavalli in avanti, mentre Catte si dirigeva alla porta opposta, volendo impedire l’uscita all’ignoto assassino. Uscito il bandito, e veduto a 30 metri il carabiniere, lo sparò scaricando l’altra canna.
Il bandito prese la fuga verso tramontana, e Piettone e Argiolas si diedero ad inseguirlo per 10 minuti, tirandogli dietro tre fucilate. Quantunque sicuri di averlo ferito, tonarono indietro per andare in cerca di carri per trasportare i feriti. I due carri furono somministrati da L. Gianichedda, da D. Atzoni e da Gio. Sechi.
Il vice brigadiere Delrio e Catte furono trasportati a Portotorres, indi all’ospedale militare di Sassari, dove morirono: il Catte l’indomani, e Delrio il 1º luglio, 40 giorni dopo.
Nell’ovile erano due sole donne: la vedova Sechi, e Maria Rita, la moglie del servo pastore. Quest’ultima preparava alcuni laticini per i bambini, nell’ovile; la Sechi era nella capanna.
Dice quest’ultima, che per Tolu fu tutt’uno: udire il cane, vedere il vice brigadiere, spararlo, fuggire, e far fuoco su Catte.
Gio. Sechi dice, che Tolu fece gli spari per mera vendetta.
Antonio Sechi afferma, che avendo più tardi rimproverato Tolu per la catastrofe, questi gli disse che non aveva potuto farne a meno, poichè in tali casi l’unico mezzo di scampo è sempre il far fuoco sull’arma. Più dice, avergli Tolu confidato, che uccise Delrio credendolo il brigadiere, di cui andava sempre in traccia perchè lo perseguitava.
Il Tolu niega tutto, e dice che i carabinieri andarono ad arrestarlo, perchè a Boturru vi fu chi volle informarli del suo ritiro nell’ovile di Paolo Sechi.