Note 41 — PARTE SECONDA IL BANDITO DI FLORINAS (continued 2)
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Riassumo dagli atti del processo i fatti, secondo la relazione dei carabinieri e dei due contadini presenti.
«Il maresciallo dei cavalleggieri Teodoro Prelato, della stazione di Osilo, informato che Cambilargiu vagava nei dintorni, e specialmente a Nuzzi, il 10 giugno 1853 capitò nella vigna del medico Giorgio Vacca (figlio della vedova Chessa) insieme al brigadiere Gio. Leoni ed ai cavalleggieri Angelo Coas, Paolo Achenza, Giuseppe Dasara e Giuseppe Sassu. Entrarono nella casa rustica, dove subito accorsero i contadini Antonio e Francesco Vacca (fratelli del medico) che lavoravano nella vigna.
Il cavalleggiero Dasara aveva scaricato poco prima la canna del fucile, che teneva per dubbia. (Era questo lo sparo avvertito in precedenza dai due banditi).
Il maresciallo, udendo abbaiare il cane ed aprirsi il cancello, (distante dalla casa un 27 passi) era uscito fuori, seguito da Francesco Vacca, ed aveva riconosciuto, in uno dei due che entravano, Pietro Cambilargiu.
— Sei barracello, forse? — gli gridò.
— E tu sei maresciallo?
— Sì, lo sono!
— Vieni, cane, che ti metto la medaglia d’oro!
La lotta si era impegnata fra i due, che si fecero fuoco a vicenda. Il maresciallo ebbe spezzato da una palla il calcio della pistola. (Nessuno conosceva Tolu di persona.)
Corso il maresciallo dietro la casa per ricaricare l’arma, aveva gridato ai compagni: — Coraggio, c’è Cambilargiu!
Fu allora che i banditi uscirono prestamente dal cancello, lo rinchiusero, e vi appoggiarono un grosso sasso. Di là fecero due spari ed uccisero il cavalleggiere Sassu (con cinque ferite).
Fatti gli spari, i cavalleggieri corsero al cancello, ma non potendolo aprire, saltarono dall’alta siepe. I banditi si erano dileguati nè poterono inseguirli, poichè dinanzi alla vigna vi erano tre viottole, nè sapevano quale avessero presa.
Uno dei contadini disse, che Tolu fu ferito ad un dito ed ebbe spezzata la bacchetta del fucile.
Tolu niega che avessero messo il sasso dinanzi al cancello.