← Table of contents
Garibaldi, Vol. 1 (of 2)

Note 120 — Capitolo Quinto. ROMA. [1849.]

Reading edition

Non tutti noti però. Così nelle storie pubbliche, come nei nostri documenti privati, non troviamo memoria che dei seguenti:

Fra i morti, memorabile fra tutti, Luigi Montaldi da Genova, capitano della Legione italiana di Montevideo, da Garibaldi paragonato, per le fattezze gentili, la mente colta e l’animo eroico, a Mameli ed a De Cristoforis; e di cui il generale Sacchi ci lasciò questo ricordo biografico:

«In Montevideo comandava una compagnia di Cacciatori. Dal Salto Garibaldi lo mandava in missione a Montevideo, scendendo l’Uruguay su di una piccola goletta mercantile. Le due rive dell’Uruguay, meno il Salto, erano in potere del nemico. A Paysandù (sulla sinistra dell’Uruguay), le di cui batterie battevano il canale navigabile, fu attaccato da forze nemiche marine guidate da un Italiano (Gavazzi di Genova). Il Montaldi preparò la difesa, ma la compiè solo; i suoi marinai (che non erano soldati) lo abbandonarono, parte gettandosi all’acqua, altri sotto coperta della goletta; da solo scaricò quindici o venti fucili all’uopo preparati; da solo si oppose all’abbordaggio con estremo valore e con prospero successo per qualche tempo, ma finalmente ferito e sopraffatto dal numero dovette cedere; l’ultimo colpo di pistola lo scagliò sul comandante delle forze nemiche che pel primo montava all’abbordaggio, e gli fracassò il braccio destro, che gli venne poi amputato. Il suo valore e le raccomandazioni del Gavazzi gli valsero salva la vita. Il nemico ammirato da tanta prodezza lo tenne prigioniero (caso unico, dacchè si aveva a fare con un nemico che non dava mai quartiere!). Dopo infiniti patimenti sopportati per un anno e più con dignità e costanza, fu liberato dalla prigionia in un assalto dato al paese di Paysandù, che cadde in nostro potere. Di questo giovane ignoto quasi ne è il nome, che pur è degno di essere annoverato fra i migliori e più valorosi figli d’Italia.»

Garibaldi scrisse al Guerrazzi (Assedio di Roma, pag. 696) che il Montaldi «esalò la sua grand’anima per diciannove ferite;» ma il Sacchi più preciso dice: «Il maggiore Montaldi, dopo aver fatto prodigi di valore, cadde colpito nel petto da palla francese; nella fuga i Francesi passarono sul suo corpo e barbaramente lo crivellarono di colpi di baionetta, rendendolo irriconoscibile.»

Dopo di lui sono ricordati: il tenente Paolo Narducci, romano; Enrico Pallini, aiutante maggiore dell’artiglieria; i tenenti Righi e Zamboni; il capitano Leduch, belga, del quinto reggimento; il brigadiere Della Vedova.

Fra i feriti si leggono: il maggiore Marocchetti, il capitano Pifferi, il chirurgo Scianda, il commissario di guerra Ghiglioni; i tenenti Belli, Dell’Oro, Rota, Tressoldi, Statella (morto poi a Custoza tenente colonnello de’ Granatieri), il maresciallo Ottaviano, il cadetto Mancarino, il caporale Lodovich.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings