CAP. V. (continued 6)
Reading edition
Ci fermiamo qui per contenerci nel periodo che ci siamo prefisso. Aggiungiamo solamente che di tempo in tempo il Campanella dovè scrivere ancora altre poesie dopo quelle già menzionate, e fuori ogni dubbio una gran parte di esse, di natura intima, dovè essere eliminata quando si fece la scelta che fu poi pubblicata a cura dell'Adami: intanto, con un poco di buona volontà, si può pervenire a riconoscere qualcuna delle rimaste appartenente al periodo attuale. Ne indichiamo p. es. una che si rivela del tempo in cui l'autore scriveva la Città del Sole; è il Sonetto annoverato tra' Profetali che ha quella chiusa:
«Se in fatti di mio e di tuo sia il mondo privo nell'util, nel giocondo e nell'onesto, cangiarsi in Paradiso il veggo, e scrivo: E il cieco amor in occhiuto e modesto, l'astuzia ed ignoranza in saper vivo, e 'n fratellanza l'imperio funesto»[361].