X
Reading edition
La Regina d'Oriente si legge in un numero notevole di manoscritti.
K.—Codice Kirkup. Manca il primo fascicolo del codice, sicché il cantare si inizia al quinto verso della IX ott. del secondo cantare. La perdita di quelle 16 cc. deve essere assai antica, poiché due diverse mani del Quattrocento notarono in alto alla c. 17 A: "Chomincia i chantari della reina d'oriente". Il resto segue fino a c. 24 B: sono omesse due ottave, la IX e la X del terzo cantare. Per la sua compiutezza, questo codice del Trecento che, unico, raccoglie insieme le sparse opere pucciane, e per altre ragioni, che sono state messe in evidenza dal Morpurgo, deve ritenersi assai prossimo all'autografo. Naturalmente l'ho tenuto a fondamento di questa edizione, senza per ciò obbligarmi ad una fedeltá pedissequa e cieca, perché in molti luoghi la sua lezione è meno limpida di quella di altri manoscritti, o si rivela addirittura errata.
E.—Cod. Moreniano-Bigazzi CCXIII, c. 91 B: "Qui incomincia la reina d'oriente". Le pagine 100-104, mutile, sono state restaurate dal moderno legatore e poi completate col testo dell'edizione Bonucci.
M.—Biblioteca Marucelliana di Firenze, cod. C. 265. Grosso volume cartaceo, di cc. 182, racchiuso in una dozzinale, ma antica legatura di cuoio e di assicelle di legno. Fu messo insieme o almeno acquistato nel Quattrocento da un amatore, nonché della letteratura leggendaria, anche del vino: da Baldese di Matteo "vinattiere alla Nave" in Firenze. La Regina d'Oriente comincia, senza titolo alcuno, a c. 49, e, a tre ottave per pagina, occupa le cc. 49-80 b; dopo di che è l'explicit: "Finissi questo libro". Pel tipo della composizione, questo volume si avvicina e si rassomiglia a quello Moreniano-Bigazzi, che pur contiene l'Apollonio e poi la Reina d'Oriente. E anche per la lezione gli si affratella; cfr., per esempio, IV, 1; V, 2; VI, 5-7; VIII, 3; IX, 2-3-6-7; x, 1, 5-6-7, ecc. Sono omesse le ottave XXII e XXV del IV cantare e vi sono parecchi errori di scrittura e di interpretazione.
U.—Cod. 158 della Bibl. Univ. di Bologna. Bel vol. di pergamena del sec. XIV, scritto a due colonne, con rubriche, illustrato da F. Zambrini nella Prefazione al Libro della cucina del sec. XIV Bologna, 1863, Scelta di curiositá letter., disp. XL), e piú sommariamente dal Mazzatinti (Inv. dei mss. delle biblioteche d'Italia, xv, 156). Appartenne al pontefice Benedetto XIV. La Regina d'Oriente vi occupa 9 cc. e una col. della 10^a (c. 86-95 a) con circa cinque ottave per colonna: manca la fine del terzo cantare (XXXVIII-L) e il principio del quarto (I-XXIII, v. 5), in tutto 35 ottave, le quali dovevano occupare per intero due carte, tra l'attuale c. 93 e la 94. Oltre questa grande lacuna, dovuta alla perdita delle due cc., il testo è mancante dell'ott. XIX del terzo cantare. Questo ms. è indicato dal Bonucci col nome di "Veggettiano XV", nome che non gli appartenne mai, se non per questo che esso ebbe dal bibliotecario Liborio Veggetti la nuova segnatura 158 (e non 15) in luogo d'un'altra piú antica.
Panc.—Cod. Panciatichiano XX, del sec. XV, c. 82. Contiene, anepigrafe, solo le prime 4 ottave.
T.—Cod. Tosi, del quale non conosco il destino. Questo ms., che conteneva la Sala di Malagigi e la Regina d'Oriente, dopo esser passato per le mani del bibliografo Tosi "attraverso le Alpi e la Manica, andò a cascare Dio sa dove", scrive il Rajna.
L.—Ms. posseduto dal cav. Fortunato Lanci di Roma e da lui trasmesso al Bonucci, il quale se ne serví specialmente nelle 35 ottave mancanti in U. Non so se questo testo fosse copia di un codice antico o un codice antico esso stesso, e di quale secolo, nulla dicendo il Bonucci.
Le stampe popolari della Regina d'Oriente sono cosí numerose che non spero che l'enumerazione, che ora segue, possa essere compiuta:
I (1483).—LA REYNA D'ORIENTE.—In fine: "Finita la reyna doriente adi 2 guiugno (sic) Mcccc. lxxxiii, In-firenze".—In-4° 3 quad. (reg. a-b-c) caratt. tondo, 4 ottave per pagina: cfr. Molini, Operette bibliografiche, p. 114.
II (1485).—Ediz. s. a. n. l., in 4° "carattere rotondo, che ha del nostro corsivo", mancante di virgole, numeri e richiami. Un esemplare fu rinvenuto alla metá del Settecento, a Napoli, da S. M. di Blasi (_Continuazione della lettera del padre d. Salvatore Maria di Blasi intorno ad alcuni libri di prima stampa, negli Opuscoli di autori siciliani_, t. XX, Palermo, 1778) in un ricco volume miscellaneo di stampe popolari del Quattrocento.
III (sec. XVI).—La Regina d'oriente (gotico).—Segue un intaglio in legno, che rappresenta una regina in orazione; indi le tre prime strofe. Inc.: "Superna maestá da cui procede" Fin. alla c. 10 B, seconda col., l. 44: "la historia è finita al vostro onore". </sc>Il Fine<sc>.—s. l. n. a. n. t., in-4° car. romani con seg. e cust., senza num. di pagine. Le ottave sono 194, le figure 10. È posseduta dalla Bibl. di Wolfenbüttel, Miscell. n. XIV.
IV (sec. xvi).—Edizione identica alla precedente, ma posteriore; è posseduta dalla Bibl. Magliabechiana.
V (1587)—-LA REGINA D'ORIENTE—In fine: In Firenze, appresso Francesco Tosi, alle Scale di Badia 1587., In 4°di 12 cc. non numerate (Reg.: A, Aij, Aiij, B 2, A 5, A 6) a due coll., car. tondi.—Reca cinque stampe: la prima, nel frontespizio, rappresenta la regina che prega; la seconda (c. B 2 recto) la celebrazione del matrimonio; la terza (c. 6 recto) un giardino, dove il Re e la principessa si tengono per mano; la quarta (c. 9 r) e la quinta (c. 10 r) rappresentano una battaglia di cavalleria. Le ottave sono 194: fin.: "Al vostro honor Anton Pulci l'ha fatto".—È nella Bibl. Palatina di Firenze.
VI (1628).—LA REGINA D'ORIENTE—In fine: In Firenze, Rincontro a Sant'Apolinari, 1628. Con Licenza di Superiori. In-4° di 10 carte non num. (Reg.: A-A5), a due colonne, caratt. tondo. Dopo il titolo, la medesima stampa che è nell'ediz. V, ma con diverso contorno. Un esemplare è nella Palatina.
VII (sec. XVII ex.).—Historia della Regina d'oriente, dove si tratta di molti apparecchi, trionfi, e feste tra valorosi cavalieri, Bologna, Pisarri, s. a., in-12° Questa edizione fu riprodotta piú volte, nel sec. XVII e XVIII, s. a.: cfr. G. <sc>Libri</sc>, Catalogo del 1847, n. 1106; Brunet, Manuel, IV, 957.
Moltissime sono le edizioni popolari del sec. XVIII e XIX. "Di questo poemetto cavalleresco popolare—scrive lo Zambrini, Opere volgari[4], col. 848—si sono fatte in ogni tempo, e quasi direi, in ogni cittá d'Italia edizioni per uso del popolo, ma grandemente sfigurate e ridotte in tutto alla moderna dicitura".
Oltre le numerose edizioni popolari, ne abbiamo due, che vorrebbero essere critiche e filologiche:
VIII (1862).—Historia | della | Reina d'Oriente | di | ANTON (sic) PUCCI | Fiorentino | Poema cavalleresco | del XIII° secolo | pubblicato e restituito | alla sua buona primitiva lezione | su testi a penna | dal dottore <sc>Anicio Bonucci</sc>. Bologna, 1862 (disp. XLI della Scelta di curiositá letterarie).—Il titolo è lungo e contiene moltissime promesse, delle quali, con mirabile sfrontatezza, nel libro. Il testo non è per nulla rivisto sui "testi a penna", ma è condotto sul cod. U fino al cant. III. ott. 37. Per le 35 ottave mancanti in U e per il cant. IV, ott. 23-24, l'edizione è dedotta dal testo del cav. Fortunato Lanci. Con questo pasticcio, il Bonucci si illudeva di aver scoperte le "auguste virginali bellezze" della poesia antica; ma gli spropositi, che gli piovvero tra le carte da ogni canto, sono cosí numerosi e piramidali, che quella edizione resterá per un pezzo un monumento di cieca ridicolaggine. Del resto, tutti riconobbero subito di qual pregio fosse il libro del Bonucci e non gli risparmiarono rimproveri; ma egli soleva giustificarsi, dicendo che si era fatto correggere le bozze dalla serva. E qualche anno piú tardi mise fuori una nuova Regina d'Oriente.
IX (1867).—Historia della Bella (sic) Reina d'Oriente, poema romanzesco di ANTONIO PUCCI fiorentino, poeta del secolo di Dante, novellamente ristampato ed a miglior lezione ridotto sopra un testo a penna Marucelliano, in Bologna, 1867, in-8° di pp. xvi-64. In fine: "In Bologna, fatta stampare dal bibliofilo Anicio Bonucci, nelle case di Costantino Cacciamani".—Ma questa edizione "riveduta" non riuscí meglio della prima e, se quella fu corretta dalla serva, "v'è da dubitare—diceva argutamente lo Zambrini—non le bozze stavolta fossero rivedute dal guattero"!
Preparando questa mia edizione, le due bonucciane non potevano in alcuna maniera servirmi, se non per rappresentare, chi sa come trasfigurate, le varianti del testo Lanci, del quale ignoro la sorte; e perciò mi sono valso senz'altro dei quattro manoscritti: K, M, E, U.
Subito la concordia nelle lezioni e negli errori tra U ed E mi avvertí che essi formano una famiglia distinta. Dove gli altri mss. hanno "ed ella fa'" (I, 30, 7), U ed E recano insieme "appresso fa";—dove: "non ne pensate d'aver" (II, 33, 3) E "non v'è mestier", ed U "non vi fará mestier";—KM "paresse" = EU "tornasse" (II, 36, 7);—KM "che figliuol era" = EU "chi 'l signor era" (II, 37, 7);—KM "l'ha fatto" = EU "lo fece" (II, 40, 6);—KM "prima che 'l v'entrasse" = EU "parea che tremasse" (III, 2. 7).—E l'enumerazione potrebbe continuare all'infinito.
M aderisce per alcuni tratti ad E e per altri si mostra tributario di K. Nel cant. IV 16, 7, E reca "e poi col re si mosse"; K sopprime l'"l", come sempre, per un vezzo di pronuncia, "e ——-File: 374.png—-\\\\—————————————————— poi core si mosse"; M, malamente interpretando l'inesatta grafia di K, storpia cosí il v.: "e poi a correre si mosse".
K naturalmente ha un testo buono, ma non impeccabile. Molte volte la lezione si rivela una corruzione di quella data da E e M, che il senso e la rima accertano esatta: E "crescendo" = K "che sendo" (II, 29, 5);—E "s'ella" = K "sole" (II, 43, 3);—EM "la possa" = K "la poscia" (III, 1, 5);—EM "nolle" = K "nulla" (III, 28, 8);—EM "avere isposo" = K. "vero sposo" (III, 28, 7);—EM "ove il cor pogno" = K "ove il compagno" (IV, 1, 6), ecc.
Abbiamo dunque tre tradizioni, quella di K, quella della famiglia EU e quella di M, il quale è nei passi prima arrecati tributario di K e in questi ultimi è invece da lui indipendente. Insomma i rapporti tra i vari mss. potrebbero cosí rappresentarsi graficamente:
autografo | ___________|________ | | | x K y | | / _____|_____ | / | | | / E U | / \ | / \ | / \ | / M
Ecco ora le principali varianti:
I, 2 E dalchuna sostanza; M d'altrui bene si stanza 3 U a chi ti richiede; M essere chortese achum che ti
II, 4 E di se inn.; U fa inam. 5 M che poi rimato 7 U chio vi prometto 8 U piú bella.
III, 2 UM nel
IV, 1 U Giusta reina e di 6 U avea 8 U lavea a tutto suo; M Questa gli; E in suo piaciere lavea nel suo
V, 1 U Sicome dice li erano; M sera; E sichome som 4 EM ed eran 6 U [che] angeli parean non che
VI, 1 E Em guardia; M questa gentil reg. 5 U quella 7 U che mai nol fe' simile signore
VII, 4 E papa; M pare 5 E per difese 7 U, seguito dal Bonucci: Per ubbidire de lo papa il manto; M. Per riverentia. La lez. di E che accolgo, è pur quella delle ediz. quattrocentine.
VIII, 3 U questa vita ogni altra 4 U mondane cose vole al suo diviso. Il BON. segue questa lezione, che non dá senso alcuno; EM e l'ed. del 1475: "mondan diletti vuole". L'ed. 1475: "tien" per non diviso (M divini). "Tenere per non diviso > = "considerare indivisa una proprietá" (Crusca, IV, 781), sicché intendasi: "La regina d'Or, considerava le gioie della vita quali una proprietá indivisibile per tutti gli uomini" 5 U di morir 7 M per acertar la fate che in pers. 8 UM dinanti
IX, 1 M fé 2 EM a chonsigliare 3 U tra ciento 6 EM quanto poteron perché la 7 E sotto la pena del fuoco la si muovesse 8 M segnale pap.
X, 1 U caminò 2 M questa 5 U che disiato ò sopra l'altre 6 U ho sempre mai di fare 7 EM e quelle 8 E tene; M po' le
XI, 3 M c'ogn'uom 5 E raccontolli 7 EM che ella
XII, 1 E ave 3 E addomandandol della sua adornezza; M domandollo 4 M ond'e' rispuose, el mess.; U savio messaggieri 5 U sua savezza 7 BONUCCI: "lo nobil baronaggio e lo suo avere", smentito da EMU
XIII, 1 U ludiva subito contare 2 U e BON.: crescea la voglia 3 E al p. and. a rachord.; U rammentare 4 U e BON. un termine 5 U e BON. Sed ella viene fatela; M ispogliare 6 E Se non v'è colpa faccilisi 7 U e BON. (giá) 8 U e BON. (si)son poscia
XIV, 1 U e BON. Veggiendo (sic) il papa 4 U e BON. soppena 6 UE farò; BON. fece
XV, 1 E vaveva 2 U e baroni 6 U in sign. 7 U ed altre donne rimase; M vedove e figlie; E vedove donne rimase 8 E marchigiane
XVI, 1 U e BON. li ebbe in p.; M raunato a suo modo il p. 2 BON. si fu U lalta reina sicome saputa; ma questo verso appartiene all'ott. XXXI, 2 4 M gl'avia data; U che dal papa avia avuta 5 M proponimento 7 U a voi p.; 8 M uno gran chonte
XVII, 1 U dissele: reina 3 U duomiglia 5 EM sedio fallassi 6 E a me 8 E chi contradicie acciò
XVIII, 3 EM e io 7 E di parlatoro; U del perlatoro 8 EU barbassoro
XIX, 1 U e BON. lo quale 2 E di vero; M. neneri 5 E morir se io con loro presente 6 E diece milia 8 M la pr.; U caval. e chi pedoni.
XX, 1 E Ella li ringr. 3 U e disse 6 EMU nel mondo 7 E ora mi; M ormai mi 8 M che pare a voi
XXI, 2 U andava piú l'uno che l'altro volentieri 3 U e della 4 U piangeano donne 5 E le ordin. 6 M armati dieci 7 E e la metá
XXII, 1 EM E la reina. Mi attengo ad U, nonostante la concordia di EM, perché l'espressione: "l'alta reina" è costante nel cantare (cfr. XVII, 1; XXXI, 2; cant. sec, XIV, 2; XXIII, 8; XXVI, 2) 6 M contrada 7 U onde ciascun si parti; M e tutti si partiron 8 E ella duchessa
XXIII, 1 E E voi singnori perche siate; M che vo siete 3 U con trentamila. Dall'ott. XXI, 6 sappiamo con certezza che i cavalieri della scorta erano in numero di 10000 4 E gagliardi tutti quanti e pien di posse; M che di sea tanti non teme niente 5 U e di pedoni assai annominati 7 M mantello
XXIV, 3 M musiche 4 U [ch']allor 6 E giorno 7 M chiuse di scarlatto
XXV, 3 ME neri turchi 6 U con molti suoni 7 M in su ogni 8 E dove che l'arme
XXVI, 1 U Nel mezzo avea; M Appresso a questo un charro 2 U tirato; E il qual tirava; M tiravan 3 E come; M piú che 7 U di pietre e gemme aveva la cort. 8 E vi
XXVII, 2 UM e camp. 3 E per dodici R. 4 E El; M Chol
XXVIII, 1 E chorrava 2 E luciano; M lutiano 4 U menava oro e argento 5 U fiume anzi era di 7 M e correva pel suo; E e per lo suo correva 8 M e' non è mer.
XXIX, 2 M turchi neri a piè; E turchi a piè e piú dintorno 3 M capo sopra una; E sunn una; U avea una 4 U con istendardo ch'era 5 U e ver.; E che veram. 6 E fa bisogno 8 U che sará
XXX: in U e BON. i vv. sono cosí disposti: 1-2-5-6-3-4 3 U e riguardando la sua 5 E delle; EM ch'ognuna parea 6 EM angeli di paradiso senza 7 EM l'un coll'altro
XXXI, 1 U dismotò; E dismontava 3 EM con mille turchi montò 4 U però ch' a torto 7 U gittandolisi a piedi chon umiltade 8 UE che com.
XXXII, 3 V e tutto laltra 6 M ch'io non commisi 7 EM e 'm vita
XXXIII, 1 M i' prendo 2 E etterna 4 U uscire; E debbin; M debon 5 U disiando ciò mi pare stare 7 U chero 8 E ma spero aver l'altra vita gioconda
XXXIV, 1 M ora ch'io 3 M quella fu sola alza i panni 4 U li mostra 5 M dicendo 6 E con questo ho fatto 7 U sulle carni un ferro
XXXV, 1 U Levossi su 2 E che gratia; M santa donna; U chieri 4 M dicendo a quello: Iddio; E per cui mi; U a cui mercé 5 U dicendo padre 6 E a piè de'; M presso a' 7 M di tal chiesta; U Quand'ebbe ella di ciò la voglia
XXXVI, 1 U io voglio; E i vo'; M santo padre 2 U mel 3 U con 5 U il papa disse: Donna or ti procaccia; E papa 6 M arai di corto; U del ventre tuo tosto avrá la preda 8 U [ad]
XXXVII, 6 U e' tornò arrieto 8 U di c; E sopra la guardia destro
XXXVIII, 4 U ella non prenda 7 M e c[i]ò vuol fare per 3 M el periato
XXXIX, 5 M che quando 7 M del
XL, 1 U come voi sapete; EM come sapete davante. Ma "davante" non ci si è detto nulla 2 U sett. con tremila secento; E cento sessanta con mille dugento; M sessanta sei con semilia davanti 3 U ellegion 4 U sarebbe 6 E n'avrie
XLI, 1 U egli disse
2 U loro a tutti quanti i freni; E e gli altri arnesi; M e sua arnesi 3 E fa che lo sq. 5 U che t'inganni 6 U ciò non pesi 7 E alquanti di voi procuri sua 8 M se questa guerra
XLII, 1 U il 8 U tosto l'ebbe
XLIII, 1 U disseli: se dama 2 U damor 4 BON. che'n tanti; tutti i mss.: "con" 5 M vorete
XLIV, 1 E seguir la sua 3 U madre mia io muoio 4 U reina io sono; E reina si m'à 6 U in questo palagio; EM sare' sanicato
XLV, 2 U settantadue 3 BON. salutolla 6 U non facessi meco; E facessi teco 7 MU sospirò 8 V e disse: Io vi verrò
XLVI, 1 EM e ord. 3 U siate 4 E a seguir me se bisogno n'avronne 8 EM [a]; U qual. feria si gli.
XLV1I, 2 M lesi 4 [che]; U di ciò nel viso tutta 6 E in zambra; M lerece 8 U vuole
XLVIII, 2 U la camera; EM che n'eran prima 3 M ma sempre stavano 5 M tutti andaro; U allor si ficcaro 6 M sospinso[n] 7 U levassin
XLIX, 2 M non sapete levar 3 E è tra voi n.; M uno si buono che 5 U correvano sc; E baroni; EM quei balconi
L, 1 E in su quel punto fu 3 M e allo imp. sulla 4 M le die' un colpo che cade istram.; E die' tal che morta cade istrangosciata; U cadde morta 5 E e secondo chel cantar manifesta 7 EM scapitò.
SECONDO CANTARE
I, 3 E e perdi: M si sperdo. Si costruisca: "Perdona a me s'io perdo il tempo" 4 EM perdonami 6 U tanto de la tua gratia chio te chieggio
II, 3 U di valore 7 U or seguitiam; M chon (= come)
III, 1 U si socc. 2 U de' suoi baron nessun trova; EM de sei cavalier l'uno 4 M ora ci p. 8 U avea[n]; EM avevan fatto (M vinto) la pugna
IV, 1 E Quando la donna co' 2 E fu ritornata senza 5 E si disse 6 M quinci
V, 3 EM medicar si 4 E che nolla potessono 5 EM e' le con.
VI, 2 U quanta gente ed arnese ha' tu conteco 4 E avrá 6 U tórnati; starati 7 E che fugga
VII, 1 U segreta 2 M rispose amant.; E disse incontanente 6 M perché di loro ò ogniun data la traccia 7 diceva
VIII, 1 M impresa 2 UM ci; U fare 5 M difesa 7 EM [ché]
IX, 2 M egli è meglio 3 U per lor volere; M al suo 7 E prima
X, 2 E Or siate: K e disse 4 U e trascinarla; M. e trasc. sia; K porta 5 UM ciaschedun che sua
U 1 e tutti i suoi baroni dicon che muoia 7 U sian tutte sp. 8 M e in pregione a Roma le menate; EU e tutte quante sieno imprigionate
XI, 1 M biltade 3 U inanzi e da molte; K inanzi per 4 U venir 5 U sospirò con gran; K apresso sosp. 6 U dismontò 7 U gli occhi levati si fu 8 U e di buon cuore
XII, 1 U e disse: Di me pietá; E noi 4 U questo 5 U che de le mie dame non si perda 6 K dallor K [io]
XIII, 1 U fu 3 U perche a Dio se' stata diritta 6 U labbia; E l'arai 7 U gente come fa 'l mare al vento
XIV, 1 UE Poich'è 2 KM e la reina; ma cfr. la nota al cant. I°, XXII, 1 4 U inverso 5 EU e come giunse allor, tutta 8 KEM fugiva
XV, 1 EM i roman se n'and. 3 U ventim.; E diecem. 6 E avea; U ebbe 8 K di que'
XVI, 1 U Essendo in isconfitta 2 U a casa 4 U che mai simile nol fece s. 6 U elli rispuose 7 U Lo fatto è ito
XVII, 3 U ricchezze ch'ha tanto 4 U tutto gli avvien per 6 U cavalieri poi 8 U parole maliziose; EM p. malivagie
XVIII, 7 U n'ha fatto 8 U di q.
XIX, 1 U e quando 3 U e li suoi… ha bagnato 4 U in gin. 5 U e disse 6 E i' mi confesso 7 M pipento; U perdonanza 8 UE benedillo; dipartio
XX, 1 K dama 3 U e quando lesse la lettera 4 EU di quel 7 U e quando la nov. sua gente 8 M fece
XXI, 1 E nobiltade 2 U di subito richiese 3 U Ed elli disse; E il re risp. per tal 4 M sanza chagione; U senza nome tal partito 5 EMU trent'anni
XXII, 1 U Veggendo il re ch'è si bella 2 U si disse: Tu di' vero 4 U in figliuol maschio 5 UE la mattina lo fatto si 7 K [d']; E in un
XXIII, 1 U Ed in quel tempo lo re; K [si] 2 U e 'n pochi di passò 3 EM di che 4 U molta gente 5 M dorato 6 KEM quel(lo) 8 E ella
XXIV, 1 U disse 2 U faccia l'uno a l'altro 3 U dopo il proponimento sarà quello 4 E faccia male 5 K (e) non 6 U sopra di voi vederete di corto 8 K di ciò la gente ne fe' gran
XXV, 1 U una ch'aveva 2 U segreta; ME segretaria 4 E chome detto ái; M d'avere ch'ancora; U d'un f. [aver] 5 U scandalo sará 8 EM che 'l senno; U che hai lo senno intero
XXVI, 1 U del; E Quando fu il tempo, di che fu agravata 4 U segretamente un figliuol ch'ella fe'; E cielatamente un fanciul fe' 6 UE con esso in camera si fu 7 UE le
XXVII, 4 M fuora la ne mandò; U fuor la mandò 5 M che collo trastulla 6 U ridendo; E guardando
XXVIII, 1 K dame; U ella legreça delle donne fu 3 U la novella tra 5 U armeggiando in s. a; E armeggiaron 7 U e ciasch. crede che maschio 8 K de'
XXIX, 1 U di 3 U facea; EM fecie 4 U stare bene ad agio 5 K e pò che sendo a modo mascolino 6 M la fe' vestire di fine adoagio 7 K pare[va]; U (chede) pareva 8 KME altro (mai)
XXX, 4 U e pui si ordino ched ei v. 5 U Da poi 7 E apresso fe' t. l. sua f.; U apresso fa
XXXI, 3 K chi' temerò 4 U danno né v. 5 E potrá fare; U e t. non può 8 KEM (e) s'io
XXXII, 3 U Come fu giunta si v. 6 U poner 7 manca in U. Dopo il v. 8 U ha il seg.: infine che insegnato no' gli avrai
XXXIII, 1 U ma se voi fate sí 3 U non vi fará mestier; E non v'è mestier 4 K quanto voi; E quantunque 6 U che sol 8 U farollo
XXXIV, 1 UE quando; E Ella fanc. poi che 2 U d'apprendere ciò ch'ella v. 3 EU quando la madre 5 UME rispondea; E ema
XXXV, 2 M sí che l'era 3 EMUK pari 4 K in isc. 7 M (n') avea; E che in sé
XXXVI, 3 M presto 4 U il suo figliuol; M ne men.; E adobbasse 5 U c. d. d' un color 6 U e a cavallo 7 EU tornasse 8 K e d'oro
XXXVII, 2 U ciò che comprese da quella scrittura 4 K molti begli; M ricco 7 K chi figliorera; U che signor è onde li 8 U piú che lle
XXXVIII, 1 U cavalcaro per 2 UEM si 5 U che tutti 6 U si gli andassono a fare 8 M a altra gente a cavalcare fur
XXXIX, 1 EMU e la; M comando 2 EU dovia 4 U posare 5 U [di] 6 U si fu veduto si bel cioperare 7 U e giunto il re 8 EU sarebbe; M non si potre' per me fare manifesta
XL, 1 EU e poi 3 U diceano 5 U che 'l padre naturale; KME certo; M sono 6 M colle sue; EU lo fece 7 [ch']
XLI, 1 U dimostrare 3 U imparò a… ed a 4 U era prò' 6 K bene arpe e l. 7 M per l'universo 8 M per tutto e ogni verso
XLII, 4 M la mia figlia vuole 5 M Perch'io; U e' no so 7 manca in U; M voi s.; E confaccia 8 In U l'ultimo v. è: "prima che morte di vita mi sfaccia"
XLIII, 2 E elle vert. 3 E suo conv. 5 U e bella d'adornenza; U sole dela pariscenza 6 U lui ha in se ogni biltá 7 U fuora non ha
XLIV, 5 U ond'elli l'accetta di buon 6 M e disse 7 K ciambra
XLV, 5 M alor prom. 7 U dicea: Non ciò facendo, parria sdegno 8 M diserto ne sará 'l tuo
XLVI, 1 U lore fece 6 U d'offendere al padre celestiale 8 M vuo' far
XLVII, 1 K preso 2 E ap. e fe' 3 M onde tutta la g. 4 U ambasciata 5 U lo con. e 'l 6 U caminare fe'
8 KEM diciendo ingenochiossi
XLVIII, 1 M Reina tu non mi vedi 2 M onde mi dá la tua benedizione 3 U si trasse gran 4 U cotal 5 U ov'ai 6 M e la discrezione 7 EM rispuose la reina
XLIX, 1 U la donna uccisi e ne son 2 U del signor 4 U né faccia ciò che 'l; E non sará quello; M fará quello che 'l patrimonio 5 U se ciò torna 6 M asperamente lo 7 UE d. B. disse 8 U collei i' credo qui menare
L, 1 U si l'á 2 U si partio 3 U e coll'ambasceria; M tanto effetto 4 U che lui seguio 5 U Nel t. canto 8 E onor dett'è questo c.; U Antonio Pucci rimò questo cantare In M. vv. 7-8 sono: e come alfine per gratia di Dio a ogni suo voler la convertío.
TERZO CANTARE
I, 1 U quì guidato 5 U chio possa dire come; M si come è cominc. 6 U gente questa storia; E dar vettoria
II, 4 U da 5 E oramai 6 U orribilmente; K comparisce 7 UE Roma parea che tremasse 8 K choli… ntonasse; E tonasse
III, 2 E con tutta; M chompagnia 3 M furono davante 4 E allegrezza che fan 5 U si furo
IV, 3 U Costui; K Ansalone; M un Ans. 4 U agnolo par 7 U e dismontó sempre con donna 8 U appresso; E va appresso
V, 1 U quando il re 5 U montôro a cavallo e andaro tanto; M e furon mossi a cavalcare tanto 6 U furon 7 E iscesi; U montar la 8 E trovarom
VI, 1 UE 'nginocchiato gli si fu al piede 3 E quando sí bello 4 K sei; M signor mio 6 U se piace a te, contento ne son io; EK se tu t'appaghi tu son content'io 7 U ed e' risp. 8 E vostro son io; M piú lieto sono che fussi mai persona
VII, 1 U assé chiamò 2 EU isposo 3 UM [che] 4 U bianco lo vede chome la spera e sole 7 K son piú; E son piú che cont.
VIII, 1 E tenendo 2 M duchi e re 4 M che rilucevan piú 5 U e ben valean piú di cinque 6 U che fosse 'n que' 7 U e tanta festa se ne fece 'n R. 8 U di che… se ne noma; KE sona.
In K mancano le ott. IX e X
XI, 3 U novel 7 E come fa
X, 2 EUM verginitade, ma il verso cresce 3 U il m. di fatto è; EM e di che matr. 6 U mei 8 U e seco tien
XI, 1 U quando 3 U il piglia sanza; M il pigliaron e; 3 E di p. in zambra si l'ebber; U e colla sposa in cam. è serrato 4 U ell'andò a letto dov'ha disiato 5 U poi che dentro con lei fu riserrato; M che fu con lei dentro; K lui 7 U voi; M signor
XII, 1 U Quando il 2 EM io vo fare a Dio; U perch'io vuo fare 5 M poi che con questo mi convene; E poi che mi convene in tal modo 7 M perché insino a ora son vergine istata; U poi che lla v. t'ho observ.
XIII, 1 U tutta 2 EM dall'altra proda 3 K fatto a la dura 4 M troppo hai; U assai tu m'hai; ma qui il "voi", altezzoso e corrucciato, sta assai meglio del "tu" 5 M ti 7 U anco per ingenerare e ffar
XIV, 2 M ingniuna; U nessuna 3 U son quello che t'aggio; E quella 4 U contare 6 U Fattura fu di donna Berta mia 7 U dicendo; E Sorella mia, uomo io non sono 8 EM ma degna di morir cheggio
XV, 1 U disse acciò che; EM ciò che 4 M credette; E fatto in breve. 7-8 E e poi le disse quella donna bella: Non pianger piú che sarò tua sorella
XVI, 3 U e questo fatto 4 U a tutta la lor vita allor 5 U con poco; M e un poco dim. 6 K a quella; U e 'n c. tornaro dov'era la gente 7 E la qual era ita tutta notte dintorno; U li quali erano iti tutta notte din. 8 U poi si levaron
XVII, 1 U asse la f. 2 U si allegra; E vedendola si 3 KEM [figlia]; U (mia) 4 M meglio; U rispuose 5 M adimandava; U e cosí disse a chi 6 EM per non diviso; K per non aviso; ma cfr. la chiosa al cant. 1 VIII, 4 8 E che e' fussem
XVIII, 1 U quando 4 U [mai] in 6 U rispuose il re: E' parrebbe; E E' parrebbe 7 U Lo ben fare abbisogna
XIX, 3 E il re parlando; M breve parole 8 E muovi
XX, 3 E leggendo il re 4 U di ciò 5 UE appresso s'è levato 6 K contata 8 K Ed e' la; U e sí gli disse
XXI, 2 M ch'io 3 U muoviti e non dire ad altrui 4 U non dire a nullo per qual via tu 5 E ne vo gir com lui 6 U ed elli disse; E Va sed e' t'a.; M e tu va se t'a.; U Vanne se t'a. 8 U lo re menò la moglie
XXII, 3 K. Del suo tornar; M si fe'festa sovrana 5 U partí l'ambasceria; M altana 6 E fa; M gran doni 7 U disse a lo 'mp.: O signor
XXIII, 5 M di lei maggior 6 U tra moglie; M né moglie
XXIV, 2 M l'una l'altra 3 U era; K vene 4 U e' stavano 6 U biastemogli in molto aspro; E ripresele con diverso 7 U ed ella disse: Va via 8 M tal favella
XXV, 1 M tutta crucciata 2 U fra lo suo cor 5 U si fu avviata; E inviata 8 M che femin'è 'l marito
XXVI, 1 U Lo 'mperador disse 2 E ch'egli abbi 3 M allor prese 5 U disse al signor: Quest'è di gran periglio 6 E poscia; M poi ne facciamo aprirsi; U e faciasi di lui 7 EM lo 'mperador; UEM se ciò torna in palese
XXVII, 2 K ed a' re; U ello re 4 U visitassono 5 KU el re 7-8 M cavalcarom… trovarom
XXVIII, 1 KEM de la lor 2 EU gran festa 5 UM ed ella fu accorta ed 7 EU ch'avere sposo 8 U lo imperador per questo; K nulla
XXIX, 1 U Poi ordina d'andar fuori alla caccia 2 E figliuola e 'l c.; U la sposa e 'l 3 U che si faccia 4 U dentro alla sala per lo re un bagno 5 EM e ciò facien; U e tutto fa per vederlo a faccia 7 U cavalcando 8 U si faccia
XXX, 1 U (ch') 2 E la tal 3 M alvi 5 M il te l'arei; U io te l'arei
XXXI, 1 U per quella valle scura; M dura 2 K si va pur; U va cerc. 3 U perché affogar si volla per paura 4 U di non essere giunto a 5 KME dura; E in una v. 6 U dicendo: Cristo a te mi raccomando 7 U poi scavalcò e da sé ebbe caciato 8 K e fu; U oscuro lato; E bosco scurato
XXXII, 1 U poi inginochiossi e ficcò 2 U dicendo e 5 U che me la.
XXXIII, 1 K li s.; manca in U.; E e 'l cervo giunse e inanzi 2 U temette il re non fosse un; M il re che tenne che non fusino c. 4 UM e disse 5 U subitamente
XXXIV, 1 U si pose m. alla 2 U poi che partito fu l'agnol presente 3 U di sí 4 E potrá 5 MU Onde molto; U s'assicura 7 K lodamus; E lardamus; M laldamus; K a[r]mato
[Come ho avvertito piú volte (cfr. Regina d'Oriente, 2° cant., L; 3° cant., XV e L; 4° cant., XLI) il distico finale dell'ottava veniva mutato assai facilmente dai cantampanca e dai trascrittori. Tra i vari casi, quello della presente ottava è il piú caratteristico. Il testo di U (= Bonucci) reca:
Te Deum laudiamo che ci a' dato e uscí del luogo dov'era inborato.
M: Te Deum laldamus sempre sia lodato e uscí fuora dello iscuro burato.
E: Te Deum lardamus a dir cominciòe e uscí del bosco ov'elli albergöe.
La lezione che io riproduco è quella di K.]
XXXV, 1 E trovò 2 E in R.-3 U grande lumera 4 U tutta la selva la notte ognuom di foro 6 U mill'oncie d'oro da corte egli avrebbe; E piú di mill'once
XXXVI, 1 U quando furo su 2 U cercar per la selva ebbe; E ebbeno 5 BON. Drieto la voce andorno tanto intorno 8 Box. piú lieta fia quand'ella
XXXVII, 1 U quando 2 U inanzi a Roma giunse 3 U che 'l re torna piú chiaro 4 K e la sua: U e coll'ambasceria 6 K [che] crede; U quello crede 7 U come fu giunto quel baron; E quando fu giunto 8 K le
XXXVIII, 4 M ca v'á d'ung. 5 E E lo re si spogliò, ch'avea 6 K co' barun 8 M ne feron; BON. facea gran
XXXIX, 5 M portaron
XL, 3 M in quello 6 K puoson; E recaron [Nell'ediz. Bonucci (=L?) i vv. 7-8 sono cosí: Disse lo 'mperador senz'altri guai: Tu m'hai contento piú ch'io fussi mai.]
XLI, 1 M sua isposa; BON. che tutta era piena 2 M considerando trovarlosi; E trovarselo 4 K dappoi; BON.: e poi saputo aveva il; M e non fu apena 6 M al re 7 BON. facendo inseme
XLII, 1 E Da poi 3 BON. come piacque a Quello 4 BON. che guida 'l tutto, e' m'ha concesso questo 5 BON. e se dal cielo discese 7 BON. il re gli… prestamente
XLIII, 3 M Padre concedi alquanto non ti noi; BON. padre benegno che 'l puoi 6 E benedizioni BON. and. allegri col nome di 7 E Ed e'
XLIV, 1 K E[d] 3 M madonna 4 M e al b. d. r. fu inn. 5 BON. e pensava; K chiamarlo 6 BON. onde che 7 E rocca andò 8 M |ed]
XLV, 1 BON. La donna d'está 4 E e 'ncontro si le fece 6 E con anche piú (=BON. con ancor piú); M con tre piú; si intenda: "con tre piú di dieci" ="con tredici" 7 BON. dodici 8 E simile ciento centinaia
XLVI, 1 E quand'ella; BON. (a lui) et ella allora 3 BON. madonna 6 BON. andar lo fe' alla rocca a riposare 8 E misselo; M fé 'l metter d. e poi serrare
XLVII, 5 E effetto crudo 6 BON. lievati 7 Bon (ch')io s.
XLVIII, 2 BON. e si fu a. 4 BON. che di presente e' fussi disp. 6 E si gli; BON. ella tosto si giacque a lui da lato 7 BON. un suo
XLIX, 1 BON. Il re destato 3 BON. ogni cosa tocca 4 BON. che far si crede con sua dolce sp. 6 BON. trovava 7 E parole noi conforta né 8 BON. di quella rocca il pianto spande
L, 3 E sapiate 4 E ebbe la d.; BON. la moglie al suo mar. ad aq. 5 BON. E com'ella 6 E e BON. quarto cant. 7 BON. El re si fu condotto a tristo sch. 8 M compiuto; E Al v. onore finito è il canto trezo
Nell'ed. BON. i versi di questa ottava sono cosí disposti: 1-2-3-5-6-4-7-8.
CANTARE QUARTO:
I, 1 BON. piú tempo; K pettenpi 6 K ovel compogno; M cuore; BON. ch'io comp.
II, 3 M fu el gran re 6 BON. la donna sua, che di fuori t. 7 M e alla suocera sua; BON. E la moglie del re
III, 1 M udí 2 K avea; E la sua f. 4 K nel suo M prode e s.; E prò e; BON. molto s. 7 M BON. int., int.
IV, 1 BON. La reina d'o. quando int. 2 BON. in quella rocca era el suo f. 3 BON. a tutti e' suoi baroni fe' p. 8 BON. dove el figlio
V, 1 M guernita 2 M che sí forte 3 KM fornita 6 BON. fa una c. 8 E si vincesse; BON. si prendesse
VI, 1 M isteteno in ass.; BON. che giá fatto è 2 BON. colla cava giungevano alle m. 3 BON. e poi che forte ha tagliato l'assedio 4 M aspra e d.; E fuora b. dura; BON. dar di fuori la b. d. 5 BON. entrorno ché 7 M per lo re; BON. e lo 8 BON. e quella donna prigione m.
VII, 4 KEM andar in oriente con molta all. 6 E. fecieno: M. fe' mettere in prigione co' 8 BON. ne menar
VIII, 2 BON. fecesi 3 BON. incontrato 4 BON. e av….. bezzicare; E ch'egli abbi 5 BON. l'ebbe veduto e toccato 6 M cominciare; BON. a molta gente fece app. 7 BON. a giostr. arm. et isch. 8 BON. fece
IX, 1 K (co)tanto 2 K d'incarcieratti; BON. de' prigioni 3 BON. colla guardia 4 M umile molto 7 E Ella li disse 8 E nelo
X, 2 BON. da ogni c. 3 BON. e giunto in 4 E dovria; BON. Batt. di donna addomanda 6 E puosesi in campo; BON. poselo in campo e disse 8 E fecie; M ella g. alla donna fe' risp.
XI, 3 BON. forza 4 M s'i'; E una malvagia rea 5 E che 'l tuo 6 E alquanto di prigione a trarmi dea; M a trarmi; K alquanto rea
XII, 3 BON. Ella rimase allora pura e netta 4 BON. e liberolla; E si lib. 5 BON. or vo' sappiate 6 M avea con seco 7 BON. e M riebbon; BON. tutto 'l loro 8 E fur BON. furno morti
XIII, 2 BON. ne rese; E si rende… come 3 BON. subitamente a cavallo è montata 4 BON. e andò al torneo della 5 BON. poi allo albergo corse e quivi 7 BON. a ferire al torneo ella n'and. 8 E ne scontrava
XIV, 3 BON. ognun 5 BON. uscir di que' 6 BON. disarmar fûrrogli; M li furo dint.; E fulle 8 BON. e per amore a m.; M i q. per aschio a morte; E i qual per asthio; K per lei
XV, 1 K prevene 2 BON. del gran re 3 K edarme 7 E quei 8 K ella ci sta, el potrebb'esser
XVI, 2 M senza piú dire 3 K onde 1; M onde 'l re 5 M e la reina vecchia 6 E chi di pregion l'avea f. 7 M a correre 8 E andò a lei infino lá dov'era; BON. fecesi incontro lá dov'ella
XVII, 2 M e torna alla 3 M (ch')io; BON. affr. 4 BON. dietro 5 BON. donna, o car signore 6 E chieggio a vostra
XVIII, 1 BON. el re li 2 BON. quando; BON. E verrò 3 BON. alla madre 4 E ch'io non ho qui piú che dugiento meco; BON. che 'l re n'aveva da d. 5 BON. Disse la donna: Non ci fa; E e non vi fa 6 E n'ha S E imfim fuor
XIX, 1 BON. e come d. f. tre; M beu due 2 E domandò c. 3 BON. lo 4 M e como neglion sua 5 E il re con tutta sua f.; BON. el re fu preso con la sua mogliera; manca persino la rima! 6 BON. e tutte l'arme tolse lor d'ali. 7 BON. tanto cavalca che 'n suo; M e tanto va quella donna ch'ell'entra
XX, 2 BON. fecie 3 BON. Poi che 5 BON. ben sa' tu poi che mi v. f. 7 E ond' io farò 8 BON. per tuo amore costr.; M di tuo
XXI, 1 E ritrovava; M di' re 3 KME de' ferestieri 4 E che ciascuno sgonbrasse 6 BON. ritornò ciascheduno in 7 BON. sapendosi che il re
XXII l'ott. è omessa in M 4 BON. in arme et in rumore 5 BON. che savio era e bene; E sicome s. e a. 6 BON. alla sua donna ebbe scritto il 7 BON. incarcerato 8 K sagreto
XXIII, 1 BON. Quando 2 BON. quant' 3 BON. fece venire presto in suo; M per tutto 7 U e cavalcaro assai per tal 8 BON. ove prig. era il
XXIV, 1 BON. E la sua gente quella cittá s.; U ell'assedie la cittá, che non era 2 BON. che niuno ent. non vi può ne use.; U potea 3 BON. mesi e piú vi fece star la 4 M potien; U posson; BON. potean 5 BON. apriron… dier; KE diede U di che aperser la porta della 8 M ch'era tenuta; BON. ed E: l'ha tenuta
XXV: l'ott. è omessa in M 1 U passando poi per una s.; BON. cavalcando per la s. 2 BON. donna sí 4 E il f. 6 K temendo 7 U e pur veggendo che non potean p.; E dissem 8 U tornare ad. per p.; E indietro
XXVI, 1 UE alla marina; BON. quando fur giunti del mare alla riva 2 UE che mal far s'ing. 3 U un es.; BON. fece p. m. che es. 5 U ed uno messaggio; BON. de' romani appariva; E venia 6 BON. et al re 7 M e disson i romani 8 E che tu meni; BON. ch'è menata
XXVII, 1 UM il re sopra di ciò 3 BON. Disse: Poi Dio 5 U Poi fur partiti che non giron un; E e poi gir forse un; M ne giro 6 E quell'armata 8 U e con suo gente si tornò in oriente
XXVIII, 1 M giunse; U Tornato… lo re 2 U per t. lo suo g.; E 'l regno e gran; BON. ch'è suo gran 4 U il 5 M giunti; U e poi incominciò e prese a 6 BON. dal piè fine al 7 BON. tutti gli ing. che f. gli a 8 BON. Quella falsa: U f. gl'avea ['l] Signor della Spina
XXIX, 1 U tal 2 UE gridando tutti 3 KEM mandi(vi)si oste; U gente che quella città arda 5 U e quella; E la terra tutta 6 U e diesi a lei sí gravosa 7 E risposte 8 EU vi fe'
XXX, 1 E cotal; BON. U quando la donna tal n. nota 2 K dove l'oste; M quella donna l'oste ebbe; E a quella donna che l'oste; U BON. che quello re l'oste gli ha b. 3 M malcometto; E malcometter 4 E subito a macometto 5 U davanti a la sua 6 U e BON. S'tu hai forza, ora
XXXI, 1 K Po'; E Però 4 K barun 4 U manda 5 E disseli; M malc. 6 BON. ch'ha la sin.; U ella ragione; E della mia s.
XXXII, 1 BON. parti allegramente 2 U poi Mac. 3 U e BON. perché a simil cosa s'era dato; K n'era; EM egli era 4 U acciò s. 7 U giogante e di grandezza
XXXIII, 1 E un calabrone 2 E avea acciesi 5 M quatt'uomini avia; E omini legati 6 E una n'avea innanzi che lo mordea; BON. e U mordea ad arte lor l'anca 7 KUE sanne; E seco avea; M avie dirieto 8 U sette; M venti ispane
XXXIV, 1 U quando fu giunto nella 2 U li porci si sparsono 3 BON. si fuggien 4 UE e volentieri in 5 U divorando 8 UE per paura; EM tramortiti
XXXV, 1 U terribil 2 U (ella) raunata; K v'era 3 U perché facia 4 U ciascuno che 'l; M qualunque 5 U El re allora si andò davante 6 U e dimandollo quel ched e' volea 7 U uno: so; M Baroni; E Burbani 8 U di M. ed anco de' rum.
XXXVI, 1 BON. e dalla parte sua ti fo c. 3 U che una donna a cui; M contro a lui 4 U nostra diritta 5 U cosa che far seguitando; BON. cosa che tu seguitando; E ne farem quando 6 BON. farebbe contro a te 7 K in suo contrade 8 K ma' la tua cittade
XXXVII, 1 M vide: ism. 3 M e disse 4 U io non (piú) 5 E che 'n breve 7 E Ed e' 8 BON. pegno vorròe miglior che di carta
XXXVIII, 1 U Udendo 3 BON. s'è gittato ginocchione; U fu gitt. 6 U quel non essere al populo obbediente; K presente 8 U e BON. me
XXXIX, 1 U dicendo; BON. finita; E e detto questo 3 K colui; U che lla venuta di costui è tanto ria; E cotanto rio 4 UEM promesso; U (altrui) 5 M al suo 7 K faton meste; M fatto este; E fattum este 8 U tuo
XL, 1 K angiol di Piero 3 UM e si si fece (infronte) 4 U e BON. e al vicario andò 5 U e BON. giunse alloro molto feroce 6 K Verbon 7 U gente gridò; KM sua compagna; E c-i 8 K puciol.
XLI, 1 UM BON. E dilungato il terribil roncione 2 E e' p. 4 E sospirando; U fuora sospirando 5 K con (gran); BON. pricissione 7-8 E Considerate quanto maggiormente De' far lagiú 'n inferno tal gente (cfr. la nota all'ott. XXXIV del terzo cantare)
XLII, 1 U Or mag. 2 U quelli che vi 3 U che scure grida; M dolorosi guai 4 U ch'a tal; BON. che'n quelle parte 5 BON. disiosi d'udire; U e disiate; E Considerate 6 U che gli angnoli di paradiso fanno 8 U e BON. può'
XLIII, 2 BON. volse averla; K avere oferta 3 M colei che fu isbandita 4 U contro di lui, ciò fu; M fu c[i]ò dama bella 5 U stata era in contumace; M in cont. 8 BON. vita ch'andò fra beati
XLIV, 1 M batezata 3 BON. a la lor; M tutta sua 4 U feno 6 U andorno in pazienza; BON. con clemenza 7 E dove conduca noi il S.; U al qual ci cond. 8 K feci; U questo cantare è detto al vostro onore: BON. e l'istoria è finita al vostro onore.